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Calvin Thürkauf: «Abbiamo giocato proteggendo il più possibile il nostro portiere»

A Zugo i bianconeri hanno conquistato la posta piena, che in trasferta mancava dal 1. ottobre – LA VIDEOINTERVISTA
© KEYSTONE / PHILIPP SCHMIDLI
Flavio Viglezio
29.11.2022 22:52

Eccolo, il segnale importante in trasferta. E che segnale. Il Lugano non conquistava un successo pieno lontano dalla Cornèr Arena dal 1. ottobre scorso, quando si era imposto per 3-0 a Bienne. In panchina c’era ancora Chris McSorley. Quasi due mesi dopo i bianconeri sono riusciti ad espugnare - e con pieno merito - la Bossard Arena dei campioni svizzeri dello Zugo. Ha giocato una partita solidissima, la squadra di Luca Gianinazzi, che è piaciuta nel modo in cui l’ha iniziata e poi - soprattutto - per come l’ha gestita.

Grande pressione

Certo, lo Zugo di questi tempi ha le sue belle gatte da pelare, ma questo al Lugano deve interessare poco o nulla. Arcobello e compagni hanno iniziato la sfida mettendo tantissima pressione sulla difesa dei Tori, trovando due reti nei primi due minuti e allungando nuovamente dopo il gol di Martschini. «Sapevamo - spiega Calvin Thürkauf - che lo Zugo sarebbe partito forte e allora abbiamo voluto sorprenderli facendo la stessa cosa. Lo sforzo del gruppo è stato notevole e sono contento anche per Schlegel, che ha giocato davvero bene».

Mosse vincenti

Sì, Luca Gianinazzi ha riproposto Schlegel tra i pali, Oliwer Kaski in difesa e ha puntato su cinque attaccanti stranieri. Mosse che si sono rivelate vincenti. Perché del Lugano ha impressionato la tranquillità con la quale ha poi gestito il doppio vantaggio. Certo, nel periodo centrale lo Zugo ci ha provato e i bianconeri qualcosa hanno concesso. Ed allora a metterci una pezza ci ha pensato Schlegel, che si è riscattato dopo l’errore in occasione della rete di Martschini. Poi, negli ultimi venti minuti, il Lugano ha ripreso in mano il pallino del gioco e non ha praticamente concesso più nulla ai padroni di casa. «E di questo - afferma coach Luca Gianinazzi - sono estremamente felice. La gestione del terzo tempo è un passo in avanti importante. Rispetto a Friburgo, abbiamo tenuto maggiormente il disco in fase offensiva, impedendo così allo Zugo di trascorrere troppo tempo in attacco».

Vita facile

Ed allora il Lugano - incredibile, ma vero - ha avuto vita fin troppo facile sulla pista dei campioni svizzeri in casa. Perché, appunto, sta imparando sempre di più a gestire le partite. Sa quando spingere e quando, invece, è meglio rimanere più chiuso in difesa. «Sì - dice Thürkauf - abbiamo giocato nel modo giusto, senza rischiare nulla e proteggendo il più possibile il nostro portiere. Siamo in fiducia e questo è fondamentale».

E la fiducia l’ha ritrovata anche lo stesso Thürkauf, tornato a segnare - anche se a porta vuota - dopo una vita: «Ma io questo gol me lo tengo stretto anche se è arrivato a porta vuota (ride, NdR). Un po’ mi pesava la mancanza del gol, anche se ho sempre messo in primo piano il bene della squadra. Ci sono periodi in cui il disco non ne vuol sapere di entrare. Ed allora, in quei momenti, è fondamentale rendersi utili in un altro modo».

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