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«Almeno 322 bambini sono stati uccisi a Gaza negli ultimi dieci giorni»

A lanciare l’allarme è l’Unicef aggiungendo che altri 609 sono rimasti feriti – Israele, intanto, è tornato ad attaccare in Libano – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Almeno 322 bambini sono stati uccisi a Gaza negli ultimi dieci giorni»
Red. Online
01.04.2025 06:00
21:48
21:48
Alcuni dei paramedici trovati morti a Gaza avevano le mani legate

Alcuni dei corpi di 15 paramedici e soccorritori palestinesi, uccisi dalle forze israeliane a Rafah e sepolti in una fossa comune nove giorni fa a Gaza, sono stati trovati con le mani e le gambe legate e con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace.

Lo scrive il Guardian citando testimoni oculari.

I nuovi dettagli riguardano i fatti del 23 marzo, quando gli equipaggi delle ambulanze della Mezzaluna Rossa palestinese e i soccorritori della protezione civile sono stati inviati sulla scena di un attacco aereo nelle prime ore del mattino nel distretto di al-Hashashin di Rafah, la città più a sud di Gaza. L'Idf ha ammesso di aver sparato sulle ambulanze per la presenza di persone sospette.

I team umanitari internazionali hanno avuto accesso al sito solo nello scorso fine settimana. Un corpo è stato recuperato sabato. Altri quattordici sono stati trovati in una fossa sabbiosa domenica e sono stati riportati per le autopsie nella vicina città di Khan Younis.

21:05
21:05
Coloni danno fuoco a case in Cisgiordania

Un gruppo di circa 50 coloni israeliani è entrato stasera nel villaggio palestinese di Duma in Cisgiordania, dando fuoco alle proprietà e attaccando i residenti. È dovuto intervenire l'Idf per sedare lo «scontro violento» tra israeliani e palestinesi. Lo riporta il Times of Israel.

L'Idf afferma di aver ricevuto segnalazioni secondo cui decine di israeliani sono entrati a Duma e hanno appiccato il fuoco alle proprietà. «In seguito, si è sviluppato un violento scontro tra civili israeliani e palestinesi nella zona con segnalazioni di diversi palestinesi feriti nell'incidente» fino all'arrivo dell'esercito israeliano.

20:54
20:54
Onu: «Profondamente inquietante la morte di operatori umanitari a Gaza»

Il responsabile dei diritti dell'Onu ha duramente condannato un attacco dell'esercito israeliano la scorsa settimana a un convoglio di emergenza che ha ucciso 15 operatori umanitari e personale medico, e ha chiesto un'indagine. «Condanno l'attacco dell'esercito israeliano a un convoglio medico e di emergenza il 23 marzo che ha causato l'uccisione di 15 operatori sanitari e umanitari a Gaza», ha affermato Volker Turk in una dichiarazione, aggiungendo che «la successiva scoperta dei loro corpi ... sepolti vicino ai loro veicoli distrutti chiaramente contrassegnati è profondamente inquietante».

17:22
17:22
A Gaza uccisi due membri dell'Unrwa e altri 8 soccorritori

Due membri dello staff dell'Unrwa sono stati uccisi negli ultimi giorni dai raid israeliani nella Striscia di Gaza insieme a otto soccorritori della Mezzaluna Rossa. Lo ha detto il Commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, aggiungendo che «questo porta a 408 il numero di operatori umanitari uccisi a Gaza dall'inizio della guerra, circa un anno e mezzo fa, tra cui 280 membri dell'Unrwa».

In una dichiarazione riportata dalla Wafa, Lazzarini ha sottolineato la necessità di «proteggere i civili in ogni momento e di garantire che vengano accertate le responsabilità in caso di violazioni». «Il corpo di un nostro collega, ucciso a Rafah, è stato trovato domenica, insieme a quelli di due operatori umanitari della Mezzaluna Rossa palestinese. Sono stati tutti gettati in fosse comuni, un grave affronto alla dignità umana».

«Prendere di mira i soccorritori, i giornalisti e gli operatori umanitari, o metterli a rischio - ha detto ancora Lazzarini - costituisce una palese e flagrante violazione del diritto internazionale. A Gaza, queste uccisioni sono diventate all'ordine del giorno. Questa non può più essere la nuova realtà. La responsabilità degli autori deve essere garantita».

Roland Friedrich, direttore dell'Unrwa per la Cisgiordania, ha condannato «l'attacco incendiario che ha nuovamente preso di mira la sede centrale dell'Unrwa a Gerusalemme Est», descrivendolo come «un atto riprovevole che fa parte di un'incitamento sistematico contro l'agenzia nel corso degli ultimi mesi». E aggiunge: «Israele, in quanto membro delle Nazioni Unite e parte della Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite, è obbligato a proteggere il personale e le strutture dell'organizzazione internazionale in ogni momento».

16:54
16:54
«7 palestinesi morti in vari raid Israele su Gaza»

Almeno sette civili israeliani hanno perso la vita in diversi attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, secondo quanto scrive l'agenzia palestinese Wafa.

Fonti locali, scrive Wafa, riferiscono che tre persone sono rimaste uccise e diverse altre ferite in un raid che ha preso di mira il campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza City. Inoltre, due persone sono morte in una casa colpita vicino all'impianto per il trattamento delle acque di Deir al-Balah, nel nord; una nel campo rifugiati di Nuseirat e una colpita dall'artiglieria israeliana a est del campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia.

16:51
16:51
La corte israeliana revoca l'ordine di bavaglio sul Qatargate

La corte israeliana di Rishon Letzion ha ordinato di revocare il bavaglio informativo sulle indagini Qatargate. Lo riporta il Times of Israel.

Il giudice Menahem Mizrahi aveva già preannunciato una revoca dell'ordine di bavaglio sottolineando che non è stato applicato ed è stato ripetutamente violato tramite «enormi fughe di notizie».

La richiesta di revoca dell'ordine di bavaglio è stata avanzata da Amit Hadad, avvocato di Jonatan Urich, tra i principali sospettati nel caso e stretto collaboratore del premier Netanyahu, con l'obiettivo di voler «esporre l'ingiustizia commessa» contro il suo assistito.

Tuttavia, il giudice Mizrahi ha rilasciato un breve riassunto sullo scandalo parlando di un «ragionevole sospetto» su Urich ed Eli Feldstein, i due assistenti del primo ministro arrestati ieri sull'inchiesta. I sospetti riguardano i presunti legami illeciti tra i collaboratori e il Qatar, nonché i sospetti di reati finanziari, tra cui riciclaggio di denaro.

Mizrahi afferma che nel periodo in esame, una società di lobbying americana chiamata The Third Circle, di proprietà del lobbista Jay Footlik, ha stretto un collegamento diretto con Feldstein per dare una svolta positiva al ruolo di Doha come facilitatore nei negoziati per l'accordo sugli ostaggi tra Israele e Hamas. Secondo il giudice, il Qatar voleva anche che Feldstein diffondesse messaggi negativi sul ruolo dell'Egitto nei negoziati come parte degli sforzi per migliorare l'immagine del Qatar sulla questione. «A questo scopo, è stata creata una connessione commerciale ed economica tra questa società attraverso la mediazione del sospettato numero uno (Feldstein) in cambio di pagamenti monetari che sono stati passati al sospettato due (Urich), tramite (l'imprenditore israeliano con sede nel Golfo) Gil Birger», scrive Mizrahi. Il giudice afferma che il sospetto è che questi tre attori abbiano lavorato per diffondere messaggi ai giornalisti per presentare storie a favore del Qatar, «dettando l'agenda dei media».

16:20
16:20
IDF: «Ordine evacuazione da nord di Gaza dopo razzo su Sderot»

Le Forze di difesa israeliane hanno emesso un ordine di evacuazione per le aree nel nord di Gaza, dopo che un razzo è stato lanciato questa mattina dalla Striscia verso la città israeliana di Sderot. Lo riporta il Times of Israel.

Il razzo è stato intercettato dalle difese aeree, ha detto l'esercito, e non ci sono state segnalazioni di feriti. Le sirene antiaeree sono state attivate a Sderot, Ibim e Kibbutz Or Haner. Due ore dopo il lancio del razzo, l'Idf ha emesso un avviso di evacuazione per i palestinesi nella città di Beit Hanoun e nelle aree circostanti tramite il portavoce in lingua araba, Avichay Adraee, che su X ha pubblicato una mappa dell'area che deve essere evacuata, affermando che si trattava di un «ultimo avvertimento» prima degli attacchi.

14:46
14:46
«Non lasceremo la Cisgiordania all'Anp»

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che Israele non consentirà all'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) di controllare la Cisgiordania occupata, durante un tour del territorio con il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich, che ha affermato che Israele è «qui per restare».

«Così come stiamo schiacciando il terrore palestinese nei campi terroristici di Jenin, Tulkarem e Nur al-Shams, impediremo qualsiasi tentativo da parte dell'Anp di prendere il controllo della Giudea e della Samaria e danneggiare gli insediamenti ebraici», ha affermato Katz in una dichiarazione video insieme a Smotrich.

13:59
13:59
Hamas: «Dalla ripresa dei raid israeliani il 18 marzo i morti sono 1042»

Il ministero della Sanità della Striscia di Gaza gestito da Hamas ha reso noto che nelle ultime 24 ore sono arrivati negli ospedali del territorio 42 morti e 183 feriti, mentre diverse vittime sono ancora sotto le macerie.

Il numero dei morti dal 18 marzo scorso, quando l'esercito israeliano ha ripreso gli attacchi su larga scala, è salito a quota 1042, mentre i feriti sono 2542.

Dal sette ottobre 2023 il bilancio è aumentato a 50.399 vittime e 114.583 feriti, si legge in un comunicato pubblicato su Telegram.

11:39
11:39
Smantellata una struttura logistica di Hezbollah in Spagna, 3 arresti

Un'operazione antiterroristica della guardia civile in Spagna ha portato all'arresto di almeno tre persone accusate di far parte di una struttura logistica di Hezbollah, la milizia sciita libanese, che riforniva parti di droni.

I tre arresti, informa la guardia civile, sono stati effettuati in un appartamento del centrale quartiere dell'Eixample di Barcellona, ma dalle prime ore del mattino sono in corso perquisizioni anche a Girona.

Secondo fonti investigative anticipate da alcuni media catalani, l'operazione sarebbe collegata a una precedente realizzata dalla polizia spagnola a giugno in collaborazione con quella tedesca, per smantellare una delle strutture logistiche di droni della milizia di Hezbollah che operava in Europa. La documentazione sequestrata in quell'occasione avrebbe portato all'operazione odierna tuttora aperta e che potrebbe avere ulteriori sviluppi.

11:25
11:25
Idf: «Abbattuto un razzo lanciato dal nord di Gaza»

L'Aeronautica militare israeliana ha intercettato questa mattina un razzo lanciato dal nord della Striscia di Gaza dopo un allarme aereo scattato alle 8:36 (le 7:36 in Svizzera) a Sderot, Ibim e Or HaNer: lo riferisce l'esercito israeliano (Idf) su Telegram.

10:46
10:46
«Il raid di Israele era contro un vice capo di Hezbollah»

L'attacco israeliano della notte scorsa su Beirut ha preso di mira un funzionario che supervisionava le attività palestinesi di Hezbollah: lo afferma una fonte vicina al gruppo militante libanese sostenuto dall'Iran.

L'attacco «ha preso di mira Hassan Bdair, vice capo di Hezbollah per il fascicolo palestinese», che era «a casa con la sua famiglia» in quel momento, ha detto la fonte all'agenzia si stampa Afp.

Nell'attacco aereo sulla periferia meridionale di Beirut sono morte almeno quattro persone e altre sette sono rimaste ferite, secondo i media arabi.

10:43
10:43
Libano: «Il raid di Israele è una palese violazione del cessate il fuoco»

II primo ministro del Libano, Nawaf Salam, ha affermato che l'attacco israeliano della notte scorsa su Beirut è una «palese violazione» degli accordi di cessate il fuoco che hanno posto fine a più di un anno di ostilità tra Israele ed Hezbollah.

Il raid è «una palese violazione degli accordi di cessate il fuoco» e una «flagrante violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite», una decisione del Consiglio di sicurezza che ha posto fine alla guerra del 2006 tra Israele ed Hezbollah ed ha costituito il fondamento della tregua di novembre, si legge in un comunicato stampa diffuso dal suo ufficio.

Il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha da parte sua condannato l'attacco dell'esercito israeliano ed ha invitato gli alleati del Paese a sostenere il suo «diritto alla piena sovranità».

«La persistenza di Israele nella sua aggressione ci impone di raddoppiare i nostri sforzi per mobilitare gli amici del Libano in tutto il mondo affinché sostengano il nostro diritto alla piena sovranità», ha affermato Aoun in un comunicato stampa.

Il capo dello Stato ha definito l'attacco un «pericoloso avvertimento» sulle intenzioni israeliane nei confronti del Libano.

07:47
07:47
Netanyahu annulla la nomina del nuovo capo dello Shin Bet

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annullato la nomina annunciata ieri del nuovo capo del servizio di sicurezza interna del Paese (Shin Bet): lo riporta il Times of Israel.

Ieri mattina il suo ufficio aveva fatto sapere che il premier aveva scelto l'ex comandante della Marina, Eli Sharvit, come prossimo direttore dell'agenzia in sostituzione di Ronen Bar.

In un comunicato diffuso oggi, il suo ufficio ha affermato che «il primo Ministro ha ringraziato il Vice Ammiraglio Sharvit per la sua disponibilità a servire, ma lo ha informato che dopo un'ulteriore riflessione, intende intervistare altri candidati».

06:00
06:00
Il punto alle 6.00

La rinnovata offensiva di Israele a Gaza ha causato la morte di almeno 322 bambini e il ferimento di altri 609 negli ultimi 10 giorni, secondo l'Unicef. Le cifre includono i bambini che sarebbero stati uccisi o feriti quando il reparto chirurgico dell'ospedale Al Nasser, nel sud di Gaza, è stato colpito in un attacco il 23 marzo, ha affermato l'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia in una dichiarazione. La maggior parte di questi bambini - aggiunge l'Unicef - erano sfollati e si erano rifugiati in tende di fortuna o in case danneggiate. Dopo aver posto fine a un cessate il fuoco durato quasi due mesi nella guerra con Hamas, Israele ha ripreso a bombardare intensamente Gaza il 18 marzo e ha poi lanciato una nuova offensiva di terra. «Il cessate il fuoco a Gaza ha fornito un'ancora di salvezza disperatamente necessaria per i bambini di Gaza e la speranza di una via di ripresa», ha affermato la direttrice esecutiva dell'Unicef Catherine Russell. «Ma i bambini sono stati nuovamente gettati in un ciclo di violenza mortale e privazione». Russell ha aggiunto: «Tutte le parti devono rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto umanitario internazionale per proteggere i bambini». In quasi 18 mesi di guerra, più di 15.000 bambini sarebbero stati uccisi, oltre 34.000 feriti e quasi un milione di bambini sono stati ripetutamente sfollati e privati dei servizi di base, informa l'Unicef, chiedendo la fine delle ostilità e che Israele ponga fine al divieto di ingresso degli aiuti umanitari a Gaza, in vigore dal 2 marzo.

Intanto i media Houthi hanno affermato che due attacchi hanno colpito l'isola yemenita di Kamaran, al largo della costa di Hodeida, incolpando gli Stati Uniti delle azioni. Pochi istanti prima, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva avvertito che i ribelli Houthi e i loro sostenitori iraniani avrebbero dovuto affrontare «un vero dolore» a causa di nuovi attacchi se avessero continuato a minacciare le navi. La TV dei ribelli Al-Masirah ha riferito di «un'aggressione degli Stati Uniti all'isola di Kamaran con due attacchi», citando il suo corrispondente a Hodeida.

Negli Stati Uniti, l'amministrazione Trump ha annunciato una revisione dei contratti e delle sovvenzioni federali all'Università di Harvard per le accuse di antisemitismo seguite alle proteste pro Gaza nei campus. La task force esaminerà gli oltre 255,6 milioni di dollari in contratti tra l'Università di Harvard, le sue istituzioni affiliate e il governo federale. «La revisione include anche gli oltre 8,7 miliardi di dollari in impegni di sovvenzione pluriennali all'Università di Harvard e alle sue affiliate», hanno affermato il Dipartimento dell'Istruzione, il Dipartimento della Salute e la General Services Administration in una dichiarazione congiunta.

L'esercito israeliano, intanto, ha dichiarato stamattina di aver condotto un attacco in un sobborgo meridionale della capitale libanese Beirut, prendendo di mira un operativo di Hezbollah. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno specificato che l'obiettivo era un leader del movimento sciita libanese, che è stato ucciso nel distretto di Dahieh. «L'attacco ha preso di mira un terrorista di Hezbollah che guidava gli agenti di Hamas e li aveva aiutati a pianificare un importante e imminente attacco terroristico contro i civili israeliani», si legge in una dichiarazione congiunta delle Idf con il servizio di sicurezza interna Shin Bet in cui si aggiunge che si è «agito per eliminare e scongiurare la minaccia». Questo raid è il secondo in cinque giorni, dopo diversi mesi di tregua seguiti all'entrata in vigore di un cessate il fuoco a metà novembre. Venerdì, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che lo Stato ebraico colpirà «qualsiasi parte del Libano contro qualsiasi minaccia», dopo il lancio di razzi da parte di Hezbollah verso il nord di Israele. Almeno quattro le persone che sono rimaste uccise e altre sette quelle ferite nell'attacco aereo israeliano sulla periferia meridionale di Beirut, secondo i media arabi. Ad essere colpito sarebbe stato un edificio residenziale di tre piani. Testimoni oculari hanno riferito che un membro della leadership militare di Hezbollah viveva in uno degli appartamenti del complesso ed è stato ucciso, confermando quanto comunicato in precedenza dalle Forze di difesa israeliane (Idf).

Nella Sira occidentale e centrale, invece, dodici civili, per lo più alawiti, sono stati uccisi oggi da uomini armati. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani, a tre settimane dai massacri perpetrati contro la minoranza da cui proviene l'ex presidente Bashar al-Assad. Nella provincia di Tartus (ovest), a maggioranza alawita, l'osservatorio ha segnalato l'uccisione di sei civili in un villaggio, tra cui un funzionario locale. Secondo l'ong, gli aggressori sono partiti da un ex campo militare, ora occupato dalle forze dei ministeri della Difesa e dell'Interno, per poi fare ritorno alla loro base dopo l'attacco. Secondo la stessa fonte, gli aggressori avrebbero urlato insulti settari prima di giustiziare i sei civili. In serata, l'osservatorio ha riferito che due membri di una fazione appartenente alla coalizione armata che ha rovesciato Bashar al-Assad sono stati arrestati dalle forze di sicurezza «per il loro coinvolgimento nel massacro». A Homs, due uomini armati hanno fatto irruzione in una casa in un quartiere dove convivono alawiti e sunniti, uccidendo a sangue freddo una donna e tre dei suoi figli, tra cui una bambina, e ferendo il padre. Secondo l'ong, la famiglia era alawita. Sono stati uccisi anche due musulmani sunniti che erano in visita alla famiglia, ha aggiunto l'osservatorio, specificando che gli aggressori erano «un ufficiale della sicurezza generale e suo figlio».