Le reazioni

«I dazi di Trump? Estremamente deplorevoli»

Commenti, da tutto il mondo, sulle tariffe del presidente americano entrate in vigore nelle scorse ore, non sono tardati ad arrivare – Ursula von der Leyen: «I dazi generano caos e non risolvono i problemi»
©JOHN G. MABANGLO
Red. Online
03.04.2025 07:30

Il «Liberation Day» è arrivato. Qualche ora fa, Donald Trump ha annunciato, in diretta TV, i tanto discussi dazi. Dalle 06:01 sono scattate le tariffe al 25% sulle automobili prodotte all'estero. Non solo. Il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi doganali elevati, pari almeno al 10% su tutte le importazioni negli Stati Uniti e al 20% sui prodotti provenienti dall'UE. 

La reazione dell'UE

In men che non si dica, l'annuncio ha generato reazioni importanti in ogni parte del globo. A cominciare dall'UE. «I dazi americani sono un colpo importante per l'economia globale. Ci saranno conseguenze per milioni di consumatori nel mondo», ha dichiarato a tal proposito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo la quale i dazi «generano caos e non risolvono i problemi».  «Siamo pronti a reagire, ma siamo pronti anche a negoziare. Non è troppo tardi. Finalizzeremo il primo pacchetto di contromisure sull'acciaio e ne prepareremo altri contro i dati in caso di fallimento dei negoziati». 

Non solo. La presidente della Commissione UE ha anche portato l'attenzione sulle capacità dell'UE di superare questo momento complesso. «Voglio dire una cosa. So che molti di voi si sentono delusi dal nostro più vecchio alleato. Dobbiamo prepararci all'impatto che avremo inevitabilmente. Ma l'UE ha tutto ciò di cui ha bisogno per superare la tempesta. E l'unità è la nostra forza. Noi saremo sempre dalla parte di chi si vede i propri diritti danneggiati. Siamo in questa situazione insieme. Se la affronta uno di noi, la affrontiamo tutti noi. Quindi resteremo uniti e ci difenderemo a vicenda. La nostra unità è la nostra forza. L'Europa ha il più grande mercato unico del mondo - 450 milioni di consumatori - che è il nostro porto sicuro in tempi tumultuosi». Secondo Ursula von der Leyen, inoltre, con i dazi americani  «l'incertezza si diffonderà a macchia d'olio e scatenerà un ulteriore protezionismo». «Le conseguenze saranno terribili per milioni di persone in tutto il mondo. Anche per i paesi più vulnerabili, che ora sono soggetti ad alcune delle tariffe statunitensi più alte. Milioni di cittadini dovranno fare i conti con un aumento dei costi. I farmaci verranno di più, così come i trasporti. L'inflazione salirà. E questo danneggerà soprattutto i cittadini più vulnerabili». 

In conclusione, la presidente UE ha sottolineato come le tariffe imposte da Trump non possano essere una soluzione.  «Non sembra esserci ordine nel disordine. Non c'è un percorso chiaro attraverso la complessità e il caos che si sta creando quando tutti i partner commerciali degli Stati Uniti vengono colpiti. Negli ultimi ottant'anni, il commercio tra Europa e Usa ha creato milioni di posti di lavoro. I consumatori di tutto l'Atlantico hanno beneficiato di una riduzione dei prezzi». A tal proposito, Ursula von der Leyen si dice «d'accordo con Trump» sul fatto che gli altri approfittano, ingiustamente, delle regole attuali. «Sono pronta a sostenere qualsiasi sforzo per rendere il sistema commerciale globale adatto alle realtà dell'economia globale. Ma voglio anche essere chiara: ricorrere alle tariffe come primo e ultimo strumento non risolverà il problema». 

«I dazi di Trump? Estremamente deplorevoli»

Le reazioni ai dazi di Trump, come detto, sono arrivate da tutto il mondo. A cominciare dal Canada, dove il premier Mark Carney ha sottolineato come le tariffe imposte dal presidente americano «cambieranno radicalmente il commercio globale». Passando all'Asia, la Cina, dal canto suo, ha dichiarato di «opporsi fermamente» all'imposizione dei nuovi dazi statunitensi sulle esportazioni, promettendo «contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi». Secondo il Ministero del commercio di Pechino, infatti, queste tariffe «non sono conformi alle norme del commercio internazionale e danneggiano gravemente i legittimi diritti e interessi delle parti coinvolte». A tal proposito, il Ministero si è rivolto a Washington chiedendo di «annullare immediatamente» i nuovi dazi, avvertendo che «mettono a repentaglio lo sviluppo economico globale» e danneggerebbero gli interessi degli Stati Uniti e le catene di fornitura internazionali. 

Anche il Giappone è dello stesso pensiero. Il ministro del Commercio giapponese Yoji Muto, addirittura, ha definito i dazi di Trump – che includono un'imposta del 24% sulle importazioni nipponiche – «estremamente deplorevoli». Di più, secondo Tokyo, questa «offensiva tariffaria» potrebbe violare le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) e il trattato commerciale tra i due Paesi.

Taiwan ha dichiarato a sua volta che le tariffe di Trump sono «altamente irragionevoli», e che il governo taiwanese ha pianificato «seri negoziati» con Washington. 

Tornando in Europa, il presidente francese Emmanuel Macrono, oggi, incontrerà all'Eliseo i rappresentanti delle industrie colpite dalle misure tariffarie annunciate dagli Stati Uniti.