I numeri in crescita di TILO dicono che la mobilità sta cambiando

Ci sono numeri che, se letti attentamente, raccontano dinamiche e trasformazioni che vanno oltre il singolo dominio di riferimento. Prendiamo, per esempio, il bilancio annuale di TILO, l’azienda che gestisce il traffico regionale transfrontaliero tra il canton Ticino e la Lombardia. I numeri del 2024, presentati oggi, parlano di un aumento del numero di passeggeri del 5,4% rispetto al 2023 a 24,1 milioni. Ma è proprio inserendo questo dato nel contesto della crescita registrata dalla «metropolitana a cielo aperto» negli ultimi anni che si intuisce come la mobilità, nel nostro cantone di frontiera, stia lentamente mutando.
La rivoluzione «Ceneri»
Il punto di svolta - spiega il direttore di TILO Denis Rossi - è stata la messa in esercizio del Ceneri nel 2020. Conclusasi la parentesi della pandemia, i numeri sono iniziati a crescere. «Possiamo dire che in questi anni si è “scoperto” il Ceneri», osserva Rossi, sottolineando che gli effetti della nuova infrastruttura si sono manifestati con forza soprattutto dal 2022 in poi, con aumenti a doppia cifra nel numero di viaggiatori.
Nel dettaglio, dopo un incremento del 15% nel 2022 (rispetto al 2019), la crescita è proseguita anche nel 2023, con un aumento a doppia cifra superiore alle aspettative, fino ad arrivare al 2024, che ha registrato un ulteriore +5,4%, pari a 1,3 milioni di passeggeri in più rispetto all’anno precedente. L’aspetto importante da evidenziare - prosegue Rossi - è che questo aumento va letto in relazione al 2019, anno pre-pandemico, e non rispetto agli anni della pandemia, quando i numeri erano inevitabilmente calati.
Pallottoliere alla mano, nel triennio successivo all’apertura del Ceneri, TILO ha quindi registrato un aumento complessivo vicino al 50%. Basti pensare che nel 2019 i passeggeri erano 16,7 milioni, quasi 8 milioni in meno rispetto a oggi.
Insomma, se inserito nel contesto di una crescita costante negli ultimi anni, questo dato (+5,4%) assume un significato ben più ampio, in quanto evidenzia un cambiamento strutturale nelle abitudini della mobilità a livello cantonale.
Guardando avanti
E per il futuro? Secondo Rossi, è plausibile attendersi un rallentamento del ritmo di crescita, ma non uno stop. «I tassi di crescita non saranno più quelli straordinari del 2022 o del 2023. Ci aspettiamo comunque un’ulteriore crescita, seppur più contenuta. Partendo da una base di 24 milioni di passeggeri, anche un +4% significherebbe aggiungere un altro milione di utenti». Un dato che, confrontato con altre regioni svizzere dove l’incremento annuo si attesta tra l’1% e l’1,5%, conferma la vivacità e l’evoluzione della mobilità nella regione di confine. Un segnale chiaro - come dicevamo all’inizio - di un cambiamento in atto a livello culturale e sociale.
Aumenta la soddisfazione
L’aumento di passeggeri, però, equivale anche a un aumento della mole di lavoro: e quando si parla di treni, in Svizzera, si chiede la massima puntualità. «È vero. Un maggior numero di passeggeri e di collegamenti significa anche un maggior numero di problematiche da risolvere, di aspetti da gestire. Al riguardo, però, possiamo dire di essere soddisfatti». A fine ottobre 2024 si è infatti svolta l’indagine biennale sulla soddisfazione della clientela. In totale sono stati elaborati più di 3.300 questionari consegnati a bordo dei collegamenti TILO. «La soddisfazione è nuovamente aumentata, raggiungendo l’eccellente risultato dell’85,5% di clienti soddisfatti o molto soddisfatti del servizio offerto». Si tratta di un dato molto positivo - osserva Rossi - in crescita rispetto al 2022, quando si è svolta l’ultima edizione dell’indagine con un risultato dell’81%. Stesso discorso per la puntualità: «L’anno appena trascorso è stato il migliore di sempre sotto questo aspetto, con il 94,2% di treni giunto puntuale a destinazione». Un altro record positivo, dunque, che TILO raggiunge nel suo ventesimo anno di attività: «In passato abbiamo attraversato alcuni anni difficili, ma oggi questo dato rappresenta un risultato di grande valore», sottolinea Rossi. «È vero che in alcune regioni svizzere si raggiungono livelli di puntualità anche del 95-96%, ma va considerato che la nostra rete è particolarmente carica e complessa. Solamente TILO garantisce 500 collegamenti al giorno. A cui si aggiungono i treni di lunga percorrenza e i treni merci. Inoltre, abbiamo tre valichi di frontiera che comportano cambiamenti notevoli, a livello di tensione elettrica, di sistemi di sicurezza. A Chiasso, poi, ci sono anche i controlli doganali».
Più transiti frontalieri
Tornando ai numeri in crescita, ci sono almeno due elementi importanti da evidenziare: il primo è che l’incremento, pur interessando tutte le linee, riguarda in modo particolare il traffico transfrontaliero, più che i collegamenti interni al canton Ticino o alla Lombardia. «Il traffico transfrontaliero è, del resto, la vera ragion d’essere di TILO ed è proprio quello che continua a crescere maggiormente, grazie a un lavoro costante di ottimizzazione», spiega Rossi. «Senza stravolgere gli orari, ogni anno introduciamo piccoli aggiustamenti». Un esempio concreto è il treno diretto da Varese a Rivera, via Lamone e Taverne, molto richiesto dai lavoratori frontalieri: «In passato erano costretti a cambiare a Lugano, ora possono viaggiare senza interruzioni e il servizio funziona molto bene». Altro esempio, il rientro serale da Milano alle 22.43. «Sono interventi puntuali, ma dietro c’è un grande lavoro di ascolto delle esigenze dei passeggeri».
Non solo lavoro
E l’utenza? Negli ultimi tre anni si è registrato un cambiamento anche nella tipologia di clienti. «Fino al 2020 il traffico era prevalentemente composto da pendolari che si spostavano per motivi di lavoro, concentrati nelle ore di punta». Oggi, invece, cresce in modo più marcato il traffico legato al tempo libero: «Viaggi serali o durante il fine settimana stanno aumentando a un ritmo più veloce rispetto a quello dei pendolari tradizionali». Segno, appunto, che le abitudini stanno cambiando. I numeri raccontano la società.