Il Crus è pronto: «Siamo di nuovo qua, e ce lo siamo meritati»

Eh già, sembrava la fine del mondo, ma il Lugano è ancora qua. Basta una leggera variazione di una celebre canzone di Vasco Rossi per rappresentare al meglio le emozioni di Mattia Croci-Torti. «Proviamo un forte sentimento di rivincita, l’anno scorso abbiamo lasciato Berna con l’amaro in bocca. Quei ricordi negativi sono rimasti dentro di noi, ma grazie all’ennesimo percorso straordinario siamo di nuovo qui, ce lo siamo meritati». Il sentimento di déjà-vu è forte e non potrebbe essere altrimenti. «Raggiungere l’ultimo atto tre volte di fila è un risultato clamoroso. Emotivamente è un aspetto che ci può aiutare a gestire i momenti prima del match, possiamo contare su un’esperienza estremamente importante. Lo scenario, però – precisa il Crus – è differente rispetto al passato. La prima finale fu una grande sorpresa, mentre nella seconda non avevamo niente da perdere. Questa volta, invece, percepiamo in noi una notevole consapevolezza e un certo senso di responsabilità».
La forza della rosa
Il tecnico momò, come di consueto, è stato diretto e preciso nelle sue dichiarazioni. In conferenza stampa, infatti, è emerso chiaramente il vantaggio che sente di avere dalla sua parte. «Più si va avanti nell’incontro e più saranno alte le nostre probabilità di vittoria. Non ci nascondiamo: sappiamo di avere una squadra forte e una rosa completa. Gli infortuni ai quali siamo andati incontro in primavera hanno fatto sì che tutti si siano sentiti protagonisti, la concorrenza interna è stata la vera forza di questa squadra. L’importanza è il gruppo, non tanto chi scende in campo dal primo minuto». Il Crus confida in tutti i suoi uomini e quindi non vuole sentire parlare di riserve. «Mi fa male sentire un termine del genere nei confronti dei miei giocatori. Sono convinto che sono decisamente più competitivi delle seconde linee del Servette. Tutti i ragazzi mi hanno sempre dato risposte positive. Posso assicurarvi che sono tutti pronti, dal primo all’ultimo».
Un avversario ostico
Malgrado la convinzione dei propri mezzi, in casa Lugano non si intende affatto sottovalutare i ginevrini. «Giochiamo contro un avversario di grande qualità – conferma Croci-Torti – e lo hanno dimostrato anche nel loro percorso europeo, che è stato clamoroso». Il Servette, soprattutto nelle partite secche ha messo in mostra tutto il suo potenziale. «Poche altre squadre svizzere hanno saputo fare altrettanto negli ultimi anni. È vero – come ho detto – che non possono contare su una panchina come la nostra, tuttavia dispongono di 14-15 giocatori di estremo livello. Il Servette se la gioca senza dubbio alla pari. Malgrado io sia molto fiducioso, non me la sento di prendere il ruolo dei favoriti. Vincerà la squadra più pronta mentalmente».
A fare la differenza, per il mister bianconero, sarà l’approccio al match e la capacità di adattarsi ai cambiamenti dei romandi, senza perdere la propria organizzazione difensiva. «Il Servette è una squadra capace di mutare nel corso di una partita, sia dal punto di vista dei giocatori sia con il sistema di gioco». I granata non potranno contare su uomo non indifferente, Enzo Crivelli. «È un pensiero in meno per me, perché sarebbe stato molto insidioso fronteggiarlo, basti pensare alla semifinale dello scorso anno. Soprattutto sulle palle ferme è un giocatore di alto livello nel contesto rossocrociato. È un piccolo vantaggio per noi, ma va ricordato che davanti hanno diversi attaccanti estremamente pericolosi».
La partita dei futuri ex?
Chi invece ci sarà, anche se non dal primo minuto, è Jonathan Sabbatini. Il Crus, facendo riferimento al suo capitano, ha affermato che ha più fame degli altri. Lui, dal canto suo, ha confermato tutta la sua volontà di conquistare un altro trofeo con la maglia bianconera, quella che, forse, indosserà per l’ultima volta. «Mi sento bene e ho tanta voglia di alzare nuovamente al cielo questa Coppa. Non è il momento di pensare a quello che potrebbe succedere nel mio futuro. Mi voglio godere al massimo i momenti che precedono la partita perché sono attimi incredibili che non capitano spesso in una carriera. Certo, noi siamo stati bravi e fortunati a raggiungere per tre volte consecutive l’ultimo atto, ma è un qualcosa di tutt’altro che scontato. Le sensazioni – conclude il capitano – sono come quelle del passato, sono emozioni che solo una finale ti sa regalare».
Negli ultimi giorni, sulla sponda opposta, si è ipotizzato di un altro possibile addio. Quello di René Weiler, l’allenatore dei granata che tanto bene ha fatto in questa stagione. Il 50.enne di Winterthur, però, non intende assolutamente spostare il focus dal match di domani. «Siamo concentrati esclusivamente sulla finale, vogliamo disputare la miglior partita della stagione, tutto il resto non passa per la nostra testa». Anche secondo lui potrebbe regnare l’equilibrio: «Non ci sono favoriti, ma ci dà fiducia il fatto di averli già battuti». Su una possibile sfida nella sfida con il Crus, lui si smarca. «Non gioco mai contro un allenatore, non bisogna parlare di me o di lui, sono le squadre ad affrontarsi».