Italia

La nave con i migranti: «11 richieste di soccorso senza successo»

A bordo 179 persone, tra cui un bambino di 7 mesi e oltre 100 minori non accompagnati «che soffrono soprattutto di stress mentale» – Un altro caso Gregoretti o Sea Watch?
© SOS-Humanity
Red. Online
01.11.2022 06:00

Otto giorni in mare (oggi è il nono). 179 persone salvate a bordo. Un bimbo di appena sette mesi. Cento minori non accompagnati. Sono i numeri della Humanity 1, nave gestita dalla ong Sos Humanity, in acque internazionali al largo delle coste della Sicilia orientale. Nave che ha già presentato 11 richieste di sbarco, alle autorità di Italia e Malta, finora senza successo. Un déjà vu. Già, perché il passaggio nelle acque italiane, una settimana fa, di due navi impegnate a salvare vite nel Mediterraneo - con la Humanity 1 c'è anche la Ocean Viking di Sos Méditerranée - è stato considerato «pregiudizievole per la pace, il buon ordine e la sicurezza dello Stato costiero» da parte del Viminale, ministro Matteo Piantedosi, con una direttiva che rispecchia quella analoga emanata dall'allora ministro dell'Interno, Matteo Salvini, nel marzo 2019. Piantedosi ha contestato in una comunicazione interna al ministero di avere compiuto operazioni di soccorso «non in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all’immigrazione illegale».

Battezzata Sea-Watch 4

Humanity 1 è, in realtà, la Sea-Watch 4. Prima del suo impiego come nave di salvataggio, la Sea-Watch 4 era una nave di ricerca e si chiamava Poseidon. Era di proprietà del Land dello Schleswig-Holstein e gestita dal Geomar Helmholtz Centre for Ocean Research Kiel. La nave, costruita nel 1976, è stata acquistata all'asta nel 2020 da Sea-Watch e dalla coalizione di ong United4Rescue e battezzata con il nome di Sea-Watch 4 nel febbraio del 2020. Batte bandiera tedesca. «Dopo ampie misure di ristrutturazione - ha spiegato la ong - rappresenta ora una delle navi di soccorso più grandi e meglio equipaggiate del Mediterraneo». 

«I 179 salvati a bordo di Humanity 1 hanno urgente bisogno di un rifugio sicuro!», è il messaggio della ong. I minori «soffrono soprattutto di stress mentale»: oltre ai segni di violenza fisica, comprese le cicatrici da colpi di arma da fuoco e le ferite da taglio, emergono gli effetti post delle esperienze traumatiche. «È più di una settimana che sono stati salvati. Ma soffrono sempre più l'incertezza del loro futuro. Hanno bisogno di un posto sicuro, immediatamente!».

Sos Humanity, che gestisce la nave, ha inoltre lanciato un altro allarme: «La situazione sanitaria a bordo sta peggiorando». Un'infezione influenzale si starebbe infatti diffondendo a bordo, causando febbre alta ad alcune persone. I test COVID-19 sarebbero finora risultati negativi. «È inaccettabile e contrario al diritto internazionale lasciare i sopravvissuti bloccati in mare per oltre una settimana e prolungare le loro sofferenze», ha dichiarato Mirka Schäfer, advocacy officer della ong.