Confederazione

La Svizzera parteciperà al nuovo patto europeo sui migranti

Il Consiglio federale ha avviato la consultazione relativa ai necessari adeguamenti del diritto elvetico – Tale fase durerà fino al prossimo 14 di novembre
© CdT / Gabriele Putzu
Ats
14.08.2024 11:57

La Svizzera parteciperà in diversi settori al nuovo patto sulla migrazione e l'asilo adottato dall'Unione europea. Il Consiglio federale ha avviato oggi la consultazione relativa ai necessari adeguamenti del diritto elvetico. Tale fase durerà fino al prossimo 14 di novembre.

Lo scorso maggio l'Ue ha adottato dieci regolamenti e direttive, che insieme costituiscono il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo. L'obiettivo di questa riforma è rendere il sistema più efficiente, a prova di crisi e solidale, garantendo una rapida tutela alle vittime di persecuzione e al contempo migliorando la protezione delle frontiere esterne per ridurre la migrazione irregolare verso l'Europa.

Quale Stato associato a Schengen e Dublino, la Svizzera parteciperà alla riforma e recepirà per intero o in parte singoli regolamenti dell'Ue. Per poter attuare queste disposizioni è necessario adeguare il diritto elvetico, in particolare la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) e la legge sull'asilo (LAsi), precisa l'esecutivo.

I regolamenti vincolanti per Berna disciplinano tra le altre cose a quale Stato Dublino compete l'esame di una domanda di asilo. Le vigenti regole in materia di competenza sono in linea di principio mantenute: tuttavia si applicano termini più brevi per rispondere alle richieste.

Inoltre, il trasferimento della responsabilità di una domanda di asilo da uno Stato Dublino all'altro è reso più difficile, al fine di evitare la migrazione secondaria. Il nuovo regolamento di crisi stabilisce la possibilità di derogare temporaneamente e in situazioni eccezionali alle disposizioni, ad esempio mediante procedure più lunghe.

Il regolamento Eurodac è oggetto di revisione per garantire l'interoperabilità con gli altri sistemi informatici europei. In questa banca dati sono state inserite ulteriori categorie di persone e registrate immagini del volto e impronte digitali di tutti i cittadini a partire dal sesto anno di età.

È poi stata introdotta una procedura per un rapido controllo di persone provenienti da Stati terzi che entrano nello spazio Schengen senza soddisfare i requisiti. In tal modo è possibile accertare l'identità, eseguire un controllo di sicurezza e registrare in loco problemi di salute.

Il meccanismo di solidarietà previsto dal patto europeo sulla migrazione e l'asilo, che dovrebbe sgravare gli Stati Dublino particolarmente congestionati, non è vincolante per la Confederazione. Berna può comunque parteciparvi in modo volontario e specifico. Il Consiglio federale deciderà in merito tenendo conto della situazione migratoria.