Le inquietanti nuove frontiere della pedopornografia online
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Le maglie dell’operazione «Cumberland» – condotta contemporaneamente in 19 Paesi – si sono strette, negli scorsi giorni, anche in Svizzera, dove le polizie di Basilea Campagna, Lucerna e Zurigo hanno effettuato tre arresti.
Accusa e segnalazione
Le tre persone sono sospettate di aver acquistato materiale pedopornografico generato tramite intelligenza artificiale (IA).
Secondo l’Ufficio federale di polizia (Fedpol), che oggi ha diffuso la notizia, i contenuti illeciti sarebbero stati forniti da un individuo in Danimarca, il quale li avrebbe distribuiti su piattaforme social popolari come TikTok, YouTube, X e Discord. I tre acquirenti fermati in Svizzera avrebbero avuto accesso a centinaia di immagini vietate attraverso un abbonamento mensile a pagamento.
All’arresto si è giunti grazie alla segnalazione delle autorità danesi che, tramite Europol, hanno informato gli inquirenti elvetici della presenza di possibili compratori di materiale pedopornografico in Svizzera. La segnalazione, avvenuta nel 2024, ha quindi permesso di indentificare i presunti colpevoli e, come detto, di procedere all’arresto. Attualmente, le indagini sono in corso presso le procure competenti nei tre cantoni in cui sono stati effettuati gli arresti.
Il filone princiale
Quello svizzero, però, è solo uno dei vari filoni che compongono l’inchiesta internazionale denominata, appunto, «Cumberland». Inchiesta che ha smantellato un gruppo criminale dedito alla creazione e alla diffusione di immagini di abusi su minori. Il principale sospettato è un cittadino danese accusato di gestire una piattaforma online con cui distribuiva il materiale generato dall’intelligenza artificiale da lui stesso prodotto.
«La maggior parte degli arresti è stata eseguita simultaneamente il 26 febbraio 2025 durante un’operazione globale guidata dalle forze dell’ordine danesi», ha fatto sapere dal canto suo l’Europol che non ha escluso ulteriori arresti nelle prossime settimane. Al momento l’operazione ha portato a 25 arresti in 19 Paesi e all’identificazione di 279 sospetti.
Tra le prime indagini
L’operazione «Cumberland» rappresenta una delle prime indagini riguardanti l’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione di pornografia infantile, ponendo nuove sfide agli investigatori. La crescente sofisticazione dei modelli di IA rende sempre più difficile distinguere il materiale artificiale da quello reale, complicando il lavoro delle forze dell’ordine, che si trovano sempre più spesso a fronteggiare contenuti generati al computer. «Con l’aumento del volume di materiale pedopornografico prodotto con l’AI, diventa progressivamente più difficile per gli investigatori identificare i colpevoli o le vittime», ha osservato il direttore esecutivo di Europol, Chaterine De Bolle.
Cosa dice la legge?
Le difficoltà però sono soprattutto di natura giuridica a causa della mancanza nell’Unione Europea di una legislazione comune. A questo proposito, gli Stati membri dell’UE stanno attualmente discutendo una regolamentazione proposta dalla Commissione europea per affrontare questa nuova situazione e proteggere così i bambini dall’essere abusati e sfruttati sessualmente.
Come ricorda l’Europol, anche nei casi in cui il materiale è interamente artificiale e non viene raffigurata alcuna vittima reale, si contribuisce comunque all’oggettivazione e alla sessualizzazione dei bambini. Per quanto riguarda legge svizzera – sottolinea dal canto suo Fedpol– la produzione, la distribuzione e il possesso di contenuti pedopornografici generati dall’IA costituiscono un reato.
Volumi crescenti
Come sottolineato da Europol, lo sfruttamento sessuale dei minori online è una delle forme più gravi di criminalità informatica nell’UE e una priorità per le forze dell’ordine, che affrontano un volume sempre maggiore di contenuti illegali. «L’uso dell’intelligenza artificiale per generare o alterare immagini abusive sta aumentando, facilitando la produzione di materiale pedopornografico».