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La misura è stata adottata a causa degli intensi attacchi aerei statunitensi contro gli Houthi – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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22:33
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«Gli USA hanno speso quasi un miliardo per i raid contro gli Houthi»
Il costo totale dell'operazione militare Usa contro gli Houthi nello Yemen si sta avvicinando a un miliardo di dollari in poco meno di tre settimane, anche se gli attacchi hanno avuto un impatto limitato sulla distruzione delle capacità del gruppo terroristico: lo riferisce la Cnn citando tre persone informate sui progressi della campagna militare.
L'offensiva, lanciata il 15 marzo, ha già utilizzato centinaia di milioni di dollari di munizioni per attacchi contro il gruppo, tra cui missili da crociera a lungo raggio Jassm, Jsow, che sono bombe plananti a guida Gps, e missili Tomahawk. Anche i bombardieri B-2 sull'isola pacifica Diego Garcia vengono utilizzati contro gli Houthi e un'ulteriore portaerei, così come diversi squadroni di caccia e sistemi di difesa aerea, saranno presto trasferiti nella regione del Comando Centrale.
20:06
20:06
Hamas: «Non spostiamo gli ostaggi dalle zone evacuate»
Il gruppo terroristico Hamas ha dichiarato che non sposterà gli ostaggi israeliani ancora vivi dalle zone della Striscia in cui l'Idf ha ordinato l'evacuazione nei giorni scorsi.
«Metà dei prigionieri israeliani viventi si trova in zone in cui l'esercito israeliano ha chiesto di evacuare negli ultimi giorni», afferma Hudhaifa Kahlout, noto con il nome di battaglia Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, le Brigate al-Qassam. L'Idf ha emesso ordini di evacuazione per l'intera area di Rafah, il quartiere Shejaiya di Gaza city e altre zone nel nord della Striscia.
20:05
20:05
«Diversi Paesi sono disposti a ospitare i palestinesi»
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato che Israele è in contatto con vari Paesi disponibili ad accogliere palestinesi provenienti da Gaza: «Vogliamo liberare gli ostaggi, eliminare Hamas e favorire una migrazione su larga scala», ha affermato, citando un sondaggio non meglio specificato secondo cui il 60% dei residenti sarebbe favorevole a lasciare la Striscia.
Secondo la fonte, diversi Stati sono interessati, in cambio di benefici strategici e non solo economici. Alcuni palestinesi partiti recentemente per l'Indonesia avrebbero firmato una dichiarazione in cui si riconosce la possibilità di non poter tornare.
18:38
18:38
«L'IDF ha ucciso l'assassino della famiglia Bibas»
Media palestinesi riferiscono che in un attacco dell'Idf a Gaza city è stato ucciso «Muhammad Hassan Awad, un comandante dell'organizzazione al Mujahideen che ha assassinato Shiri, Ariel e Kfir Bibas mentre erano tenuti in ostaggio nella Striscia».
L'Idf e lo Shin Bet hanno dichiarato che Mohammed Hassan Mohammed Awad, alto comandante delle Brigate al-Mujahideen, è stato ucciso oggi in un attacco aereo nel nord della Striscia di Gaza.
Secondo la nota congiunta, Awad ha guidato il rapimento di Shiri Bibas e dei suoi figli Ariel e Kfir durante l'attacco a Nir Oz del 7 ottobre ed è stato «probabilmente coinvolto nel loro assassinio» nelle prime settimane di guerra. Awad era inoltre responsabile del rapimento di Gadi Haggai e Judith Weinstein, entrambi poi uccisi nell'attacco, e del sequestro di cittadini thailandesi.
L'Idf ha aggiunto che, come capo dell'intelligence del gruppo, Awad reclutava terroristi in Cisgiordania e in Israele per compiere attentati. Anche le brigate al-Mujahideen hanno confermato la sua morte.
17:54
17:54
«Da quando è ripresa la guerra si sono formate crepe dentro Hamas»
Un alto funzionario politico ha informato oggi i giornalisti israeliani che «da quanto l'Idf è tornato a combattere a Gaza e sta conducendo negoziati sotto la pressione militare, è accaduta una cosa interessante: si sono formate delle crepe dentro Hamas».
Secondo l'alto funzionario politico, «c'è una crepa tra i funzionari di Hamas che sono all'estero e quelli che sono a Gaza, così come tra il nord e il sud (della Striscia)». La fonte ha anche fatto riferimento al piano di Trump per Gaza affermando: «Non si tratta di rivoli, ma di un'uscita volontaria su scala molto significativa. Ci sono diversi Paesi con cui stiamo parlando».
17:54
17:54
Parla il capo dello Shin Bet: «Netanyahu chiedeva di non testimoniare al processo»
Il capo del Shin Bet, Ronen Bar, ha rivelato che il primo ministro Benyamin Netanyahu gli ha ripetutamente chiesto che informasse i giudici nel processo di corruzione che il premier non dovrebbe essere autorizzato a testimoniare regolarmente in tribunale per motivi di sicurezza.
In una lettera all'Alta Corte di Giustizia prima dell'udienza sulle petizioni contro la decisione del governo di licenziarlo, Bar afferma che il suo rifiuto di dare ascolto alla richiesta di Netanyahu ha portato a una rottura della fiducia tra loro.
Netanyahu ha citato la sua mancanza di fiducia in Bar come motivo della sua rimozione. Bar afferma di aver rispettato il requisito del suo lavoro, che prevedeva di mantenere "l'indipendenza professionale", anziché agire per lealtà personale nei confronti del primo ministro.
Dal canto suo in una nota l'ufficio del premier israeliano Netanyahu dichiara che: "La sfiducia nei confronti del capo del Shin Bet, manifestata dal primo ministro e da tutti i membri del governo senza eccezioni, non è derivata da una questione di lealtà personale, ma piuttosto dalla mancanza di fiducia nelle sue capacità, a seguito del suo ruolo determinante nel fallimento del 7 ottobre, quando ha scelto di non aggiornare il livello politico, e da una serie di eventi che hanno minato la fiducia professionale in lui successivamente".
"L'unico che agisce per motivi personali è il capo del Shin Bet, che si aggrappa al suo incarico e insiste nel rimanere nel suo ruolo dopo aver perso la fiducia dell'intero governo. Anche la lettera della procuratrice è affetta da un conflitto di interessi significativo". "La lettera di Bar è piena di bugie, come l'affermazione che il primo ministro abbia chiesto al capo del Shin Bet di usare i poteri in modo improprio contro i cittadini israeliani, cosa che non è mai accaduta", dice l'ufficio di Netanyahu.
"Il primo ministro ha parlato con il capo del Shin Bet riguardo ai modi per consentire la sua testimonianza in tribunale, alla luce delle minacce di razzi contro Israele e contro il primo ministro in particolare. La discussione che ha avuto luogo riguardava il luogo della testimonianza, non la sua esistenza. Infatti, i responsabili dello Shin Bet hanno stabilito che le discussioni dovessero avvenire in una zona protetta presso il tribunale distrettuale di Tel Aviv e non altrove. E così si stanno svolgendo le discussioni", conclude la nota.
15:43
15:43
Trump promuove la vendita di 20.000 fucili alla polizia israeliana
L'amministrazione Trump sta promuovendo la vendita di oltre 20.000 fucili americani alla polizia israeliana, come riferisce la Reuters sul proprio sito. L'operazione, del valore di 24 milioni di dollari, era stata bloccata dall'amministrazione Biden per il timore che le armi potessero finire nelle mani dei coloni. Il Dipartimento di Stato ha informato il Congresso lo scorso 6 marzo che la vendita è destinata ufficialmente alla polizia israeliana.
15:05
15:05
Israele: farfalla arancione di Gerusalemme intitolata ad Ariel Bibas
L'Accademia della lingua ebraica ha annunciato che il nome della farfalla Ketemet Yerushalayim (letteralmente, maculata di Gerusalemme) sarà cambiato in Ketemet Ariel, in memoria di Ariel Bibas, il bambino rapito da Hamas il 7 ottobre 2023, quando aveva 4 anni, e ucciso a Gaza con il fratellino Kfir, di 9 mesi, e la madre Shiri di 34 anni.
La decisione è stata comunicata al padre, Yarden Bibas, anche lui preso in ostaggio e rilasciato il mese scorso, insieme alla spiegazione simbolica: «Tra tutte le farfalle arancioni del nostro Paese, abbiamo ritenuto che fosse proprio questa a dover portare il nome Ariel, uno dei nomi legati a Gerusalemme». Ariel Bibas era diventato un simbolo della tragedia degli ostaggi, anche per via del colore rosso dei suoi capelli.
09:49
09:49
Idf: «Lanciata una nuova offensiva di terra a est di Gaza City»
L'esercito israeliano (Idf) ha annunciato di aver lanciato una nuova offensiva di terra a est di Gaza City venerdì per espandere la zona di sicurezza che ha stabilito all'interno del territorio palestinese.
«Nelle ultime ore... le truppe hanno iniziato a condurre attività di terra nell'area di Shejaiya nel nord di Gaza, al fine di espandere la zona di sicurezza», ha affermato l'esercito in una dichiarazione.
«Le truppe hanno eliminato numerosi terroristi e smantellato le infrastrutture terroristiche di Hamas, tra cui un centro di comando e controllo che serviva ai terroristi per pianificare ed eseguire attacchi terroristici», si legge ancora nella dichiarazione. «Durante e prima dell'operazione (...) le truppe stanno consentendo l'evacuazione dei civili dalla zona di combattimento tramite percorsi organizzati per la loro sicurezza».
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, aveva affermato mercoledì che l'Idf avrebbe rafforzato la sua presenza militare all'interno della Striscia di Gaza per «distruggere e bonificare l'area dai terroristi e dalle infrastrutture terroristiche».
L'operazione avrebbe «sequestrato vaste aree che saranno incorporate nelle zone di sicurezza israeliane», ha affermato, senza specificare quanto territorio. Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha affermato che l'esercito sta dividendo Gaza e «confiscando territorio» per costringere Hamas a liberare i restanti ostaggi israeliani catturati nell'attacco del 7 ottobre 2023.
09:45
09:45
ONU: «Il 65% della Striscia di Gaza soggetta a restrizioni o sgomberi»
Il 65% della Striscia di Gaza è soggetta a divieto di accesso(«no-go»), o sottoposto ordine di sfollamento israeliano, oppure a restrizioni che impongono il permesso israeliano alle operazioni umanitarie.
Lo denuncia l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) su X, dove appare una cartina che mostra le zone vietate all'accesso. «Tutti i valichi sono completamente chiusi per i rifornimenti in arrivo, ormai da 2 mesi» e «le operazioni umanitarie sono ostacolate», scrive l'Ocha.
Dalla cartina si desume che le zone di libero accesso e circolazione comprendono solo le zone di Gaza City con una porzione del nord, di Khan Yunis e Deir al-Balah e quindi una porzione della costa meridionale. Off-limits è una fascia che segue tutti i confini sia con Israele che con l'Egitto, la zona meridionale di Rafah, parte della costa e la fascia che taglia in due la Striscia est-ovest a nord di Deir al-Balah e a sud di Gaza City.
09:40
09:40
Raid israeliano sul Libano, ucciso dirigente di Hamas con 2 figli
Un membro di spicco di Hamas oltre a suo figlio e sua figlia sono stati uccisi in un attacco israeliano all'alba nella città di Sidone, nel sud del Libano, riferisce una fonte palestinese all'Afp.
L'attacco ha preso di mira l'appartamento in cui alloggiavano l'uomo e i suoi due figli adulti, ha detto la fonte, che ha chiesto l'anonimato. L'agenzia di stampa ufficiale Ana ha riferito di tre morti in un attacco «ostile» con un drone che ha preso di mira un'area residenziale della città, nonostante il cessate il fuoco in vigore tra Libano e Israele.
Secondo il quotidiano libanese L'Orient-Le Jour, il dirigente di Hamas ucciso è Hassan Farhat, noto col nome di battaglia di Abu Yasser.
Foto diffuse sui media mostrano un appartamento al quarto piano di un edificio distrutto e in fiamme, con danni estesi anche agli edifici vicini, a botteghe e automobili parcheggiate in un quartiere densamente popolato di Sidone. Secondo il corrispondente dell'Afp, l'attacco ha scatenato il terrore nella grande città del Libano meridionale, lontana dal confine con Israele.
Il 17 febbraio scorso, un comandante di un'unità militare di Hamas è stato ucciso in un attacco israeliano contro un'auto a Sidone, dove si trova il più grande campo profughi palestinese del Libano.
Il primo aprile Israele ha compiuto un raid nella periferia meridionale di Beirut, roccaforte di Hezbollah, uccidendo un leader del gruppo filo-iraniano. Un altro attacco ha preso di mira la stessa area il 28 marzo, per la prima volta da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore il 27 novembre.
09:39
09:39
«Almeno 112 morti in 24 ore in raid israeliani su Gaza»
Almeno 112 palestinesi sono rimasti uccisi nelle ultime 24 ore in vari attacchi israeliani su tutta la Striscia di Gaza, inclusi donne e bambini.
Almeno 33, di cui 18 bambini, risultano essere morti in tre raid separati su altrettante strutture, ex scuole, che ospitano sfollati palestinesi nella zona di Gaza City. Lo scrive Al Jazeera, che cita fonti locali, inclusa la protezione civile di Gaza.
06:00
06:00
Il punto alle 6.00
L'Iran ritira le sue truppe dallo Yemen a causa degli intensi attacchi aerei statunitensi contro gli Houthi. Il Telegraph cita una dichiarazione di un alto funzionario iraniano secondo il quale l'Iran avrebbe ordinato al suo personale militare di lasciare lo Yemen e starebbe ritirando il suo sostegno agli Houthi a seguito dei massicci attacchi aerei statunitensi contro il gruppo ribelle. Secondo la fonte, Teheran sta riducendo il proprio sostegno ai suoi rappresentanti regionali per concentrarsi sulle minacce dirette provenienti dall'amministrazione Trump. Il funzionario avrebbe affermato inoltre che il ritiro dallo Yemen è finalizzato a scongiurare la possibilità di un'escalation qualora un soldato iraniano venisse ucciso in un attacco aereo statunitense. Teheran sta invece concentrando i suoi sforzi su come rispondere al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alle sue minacce, e «nessuno dei gruppi regionali che abbiamo precedentemente sostenuto è in discussione», ha affermato il funzionario citato dal Telegraph.
L'amministrazione Trump, dal canto suo, si prepara a bloccare oltre 510 milioni di dollari in contratti e sovvenzioni federali diretti alla Brown University nell'ambito della campagna per ritenere le università responsabili di quello che definisce un antisemitismo dilagante nei campus statunitensi. Lo riferiscono funzionari della Casa Bianca, citati dal New York Times. La Brown diventa così la quinta prestigiosa università americana che rischia di perdere fondi federali, alimentando l'incertezza tra altri atenei già nel mirino dell'esecutivo americano. La sospensione dei finanziamenti, anche se distribuita su più anni, potrebbe avere un impatto rilevante sull'università del Rhode Island: solo nell'anno fiscale 2024, la Brown ha ricevuto circa 184 milioni di dollari attraverso contratti e sovvenzioni federali.