Il conflitto

Dispiegati altri soldati nordcoreani contro l'Ucraina: «Ora sanno combattere una guerra moderna»

Le immagini satellitari forniscono nuove prove sull'invio di truppe da parte di Pyongyang, le quali verrebbero trasportate pure con gli aerei: «Sono migliorate e i loro missili più precisi»
©KCNA
Michele Montanari
27.02.2025 16:30

Mentre le delegazioni di Mosca e Washington si sono incontrate nelle scorse ore a Istanbul per nuovi colloqui su un possibile accordo di pace, si torna a parlare delle truppe nordcoreane inviate in Russia per combattere contro gli ucraini.

Secondo il National Intelligence Service (NIS), l’agenzia di spionaggio della Corea del Sud, Mosca avrebbe infatti schierato truppe di Pyongyang aggiuntive a supporto dei soldati impegnati nella regione di Kursk. Il NIS ha fatto sapere che «la relativa consistenza numerica è ancora in fase di valutazione. Dopo una pausa durata circa un mese, le truppe nordcoreane sono state di nuovo schierate nella regione del fronte di Kursk a partire dalla prima settimana di febbraio».

Questo mese, dunque, sarebbe avvenuto un secondo ciclo di dispiegamento di truppe, il cui numero è stimato oltre le 1.000 unità. Secondo l'intelligence di Seul, nel 2024, la Corea del Nord avrebbe inviato circa 11 mila soldati in Russia, parte dei quali impiegati per respingere gli ucraini dal Kursk. Ad oggi, almeno 300 nordcoreani sarebbero morti, mentre altri 2.700 rimasti feriti. A metà gennaio, ucraini e sudcoreani, avevano segnalato l'assenza di truppe di Kim Jong Un dal fronte caldo, probabilmente a causa delle ingenti perdite subite.

Il dispiegamento dei nordcoreani a supporto dei soldati di Vladimir Putin è sempre stato messo in discussione dai propagandisti russi, nonostante Kiev sia riuscita a catturare e interrogare almeno due soldati. Nuove prove sull'invio di combattenti, sono arrivate quest'oggi dalla CNN, che ha diffuso un'analisi delle immagini satellitari effettuata dal James Martin Center for Nonproliferation Studies, un think tank affiliato al californiano Middlebury Institute of International Studies. 

Stando alle analisi, almeno due imbarcazioni militari russe hanno «probabilmente» trasferito soldati nordcoreani in un porto militare a Dunai, nell'estremo oriente russo, tra ottobre e novembre. I viaggi navali sono stati identificati per la prima volta dall’intelligence sudcoreana, che lo scorso anno aveva riferito di soldati di Pyongyang inviati tramite le aree portuali nordcoreane di Chongjin, Hamhung e Musudan. All'epoca, però, il NIS diffuse solamente un'immagine radar, a riprova del fatto di come le operazioni fossero condotte nella massima segretezza. Corea del Nord e Russia hanno sempre negato qualsiasi accordo sugli armamenti e sull'invio di soldati, nonostante Kim Jong Un e Vladimir Putin abbiano stretto un patto di collaborazione anche sul piano militare.

Oggi le prove si fanno più solide, con i ricercatori californiani che hanno verificato come, nello stesso periodo in cui l'intelligence sudcoreana lanciava l'allarme, le navi partite dalla Corea del Nord attraccavano poi al porto di Dunai, in una remota zona orientale della Russia. I combattenti, probabilmente, venivano imbarcati di notte, col favore delle tenebre.

Un'immagine satellitare del 17 ottobre, ad esempio, mostra una gru estendersi verso una delle navi da sbarco della marina russa (identificata come «Nikolay Vilkov»), con un camion coperto sul molo. Secondo i ricercatori, ogni imbarcazione sarebbe in grado di ospitare fino a 400 soldati, mentre Dunai è una struttura militare sicura, molto più adatta ai trasferimenti segreti rispetto al grande porto di Vladivostok, che si trova in una zona abitata da civili.

 «I russi sembrano essere stati molto attenti a limitare l'esposizione dei soldati nordcoreani, spostandoli direttamente in strutture di addestramento militare», ha spiegato alla CNN Sam Lair, ricercatore associato presso il Center for Nonproliferation Studies.

Il porto di Dunai, inoltre, sarebbe già stato utilizzato in passato per il trasporto di merci tra Russia e Corea del Nord, quando Pyongyang ha iniziato a sostenere la guerra di Putin, nel 2023. Stando a un rapporto del think tank britannico The Royal United Services Institute for Defence and Security Studies (RUSI), nel 2023 «la Russia ha probabilmente iniziato a trasportare munizioni nordcoreane su larga scala» alla «struttura navale poco appariscente» nascosta a Dunai.

Questa settimana Alyona Getmanchuk, direttrice del New Europe Center di Kiev, durante un forum al Goethe Institute di Seul ha evidenziato come Pyongyang stia acquisendo una preziosa esperienza di combattimento grazie al suo coinvolgimento in Ucraina, spiegando che i combattenti, inizialmente in difficoltà, ora sono migliorati: «Sono arrivati ​​completamente impreparati. Ora stanno imparando molto rapidamente e sono più efficaci nella guerra moderna e ad alta tecnologia». Getmanchuk ha poi aggiunto che i loro missili balistici ora sono più potenti e precisi rispetto al 2024, perché «testati in reali condizioni di battaglia». Secondo Kiev, nei primi mesi di quest'anno i vettori nordcoreani KN-23, KN-23A e KN-24 hanno sempre colpito entro 50-100 metri dall'obiettivo designato. Gli ucraini sostengono che gli armamenti potrebbero essere più precisi in quanto dotati di sistemi di navigazione migliori o di un meccanismo di virata che ne faciliti le manovre. A far la differenza potrebbero pure essere stati nuovi componenti del sistema di guida forniti dalla Russia o miglioramenti basati sui dati raccolti dai nordcoreani durante la guerra.

Inoltre, nelle ultime settimane Mosca e Pyongyang non starebbero più usando la rotta marittima per trasportare le truppe: l'intelligence sudcoreana ha riferito che gli aerei militari russi volano frequentemente tra Vladivostok e la Corea del Nord.

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