Cerca e trova immobili
Il dissenso

Gli studenti russi registrano i prof e mandano gli audio alla polizia

Si moltiplicano i casi di insegnanti che esprimono idee contrarie all'«operazione speciale militare» in Ucraina e vengono denunciati dai loro allievi – Per Putin si tratta di «moscerini finiti per sbaglio in gola»
Jenny Covelli
11.04.2022 17:39

Esprimere la propria opinione contro la guerra in Ucraina, per i russi, non è pericoloso solo se questo avviene in tv. Anche un "semplice" sfogo a scuola può giungere alle orecchie delle autorità. Lo sanno bene (almeno) quattro docenti che sono finiti nei guai grazie alla (non) complicità dei loro studenti e che ora rischiano fino a quindici anni di carcere. È il Washington Post a riportare le loro storie. Quattro personalità tra le tante che criticano l'invasione ucraina da parte della Russia. Tanto che il Governo sarebbe sulle loro tracce.

Gli scolari che fanno «la spia»

La prima è Irina Gen, 55 anni, Russia occidentale. Negli ultimi giorni di marzo, durante la lezione, gli studenti discutevano dell'esclusione della loro Nazionale da una competizione sportiva europea. E lei si è lasciata andare a una constatazione: «Finché non ci comporteremo in maniera civile, questo continuerà a succedere. E hanno ragione. La Russia puntava a raggiungere Kiev, rovesciare Zelensky e il Governo. Ma l’Ucraina è uno stato sovrano». Peccato che tra i banchi ci fosse qualcuno che stava registrando tutto e quell'audio sia finito sul tavolo delle forze dell'ordine, che hanno aperto un procedimento penale nei confronti di Gen. La base? Una nuova legge nazionale che vieta di fornire false informazioni sull’«operazione militare speciale» in Ucraina. 

Bastardi e traditori come moscerini finiti per sbaglio in gola

Una legge ispirata alle parole dello stesso presidente Vladimir Putin, il 16 marzo: «Ogni nazione, soprattutto quella russa, è sempre capace di distinguere i veri patrioti dai bastardi e dai traditori, e sputare fuori questi ultimi come moscerini finiti per sbaglio in gola. Sputiamoli per terra. Sono convinto che questa naturale ed essenziale opera di purificazione della nostra società finirà per rendere più forte il nostro Paese, la nostra unità e la nostra capacità di rispondere alle sfide». Putin parla al suo popolo, alla sua gente. Ed è così che la propaganda passa non solo da censura e repressione, ma dal discorso diretto. Ed è a questa «purificazione» che parte della popolazione vuole prendere parte. 

I nomi dei «traditori» in un elenco

Nelle ultime settimane sarebbe spuntato anche un elenco di «traditori» e «nemici della patria» pubblicato dal Comitato per la protezione degli interessi nazionali, un gruppo che rivendica il dovere di «smascherare personaggi pubblici che sostengono le sanzioni "anti-russe"». Novaya Gazeta aveva riferito di messaggi di testo inviati dal Governo regionale di Kaliningrad alla popolazione residente con l'invito a segnalare «provocatori e truffatori» che vogliono sabotare «l’operazione speciale in Ucraina». E alcuni attivisti, giornalisti e politici hanno trovato la parola «traditore» dipinta sulle porte d’ingresso delle loro case.

«Gli informatori sono diventati molto più attivi contro coloro che esprimono disaccordo con le autorità» ha spiegato al Washington Post Nikita Petrov, vice presidente del Consiglio del centro di informazione e educazione scientifica della Memorial Society. La recente modifica di legge rende illegale screditare le forze armate russe o diffondere informazioni "false" sui militari. Il che, in pratica, significa che non si può dire nulla che contraddica i rapporti ufficiali del Governo. Lo storico Ian Garner evidenzia come il Cremlino speri di plasmare i giovani affinché diventino cittadini obbedienti: «Essere umano, essere morale, è identificarsi con lo Stato e il suo linguaggio». Nelle prime settimane che hanno fatto seguito all'invasione dell'Ucraina, i social media russi erano inondati da immagini di scolari in posa con la lettera "Z". E più di 5 milioni di bambini hanno assistito a una lezione in video - «Difensori della pace» - che faceva parte di una serie prodotta dal Governo sulle giustificazioni del Cremlino all'operazione speciale in Ucraina.

Tra multe, sanzioni e inchieste penali

Irina Gen ha insegnato inglese a ragazzi di terza media fino a quando, a fine marzo, ha rassegnato le dimissioni a seguito delle forti pressioni ricevute. L'intera conversazione avuta con gli studenti, e poi registrata, è stata «emotiva». A una studentessa che agli attacchi della prof aveva obiettato con «non conosciamo tutti i dettagli», Gen aveva risposto con termini come «regime totalitario» e «Corea del Nord». 

Ma a fare buona compagnia alla professoressa ci sono svariati critici della guerra che sono stati denunciati da "informatori". I media riferiscono anche di un diacono. E una docente universitaria nella regione siberiana di Amur multata per avere diffuso «false informazioni» agli studenti sulle azioni militari russe in Ucraina. Grazie a un'altra registrazione audio effettuata da uno studente, anche sull'isola di Sakhalin un'insegnante ha ricevuto una contravvenzione di 30.000 rubli per avere «screditato le truppe russe». La professoressa Marina Dubrova ha spiegato a un sito di news siberiano (finanziato dagli USA) di avere definito «un errore» la guerra in una discussione con gli studenti al termine della lezione. Quelle sue parole, in una registrazione audio, sono finite in mano alla polizia. Che l'ha attesa a scuola il giorno successivo per portarla via, sotto gli occhi di tutti.

In questo articolo:
Correlati