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«I corpi dei 4 ostaggi israeliani uccisi da Hamas saranno consegnati oggi»

Lo riporta Haaretz: lo scambio con i 602 detenuti palestinesi, secondo Quds, avrà invece luogo giovedì – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«I corpi dei 4 ostaggi israeliani uccisi da Hamas saranno consegnati oggi»
Red. Online
26.02.2025 06:27
20:15
20:15
Aiea: l'Iran aumenta le scorte di uranio arricchito

L'Iran ha aumentato «in modo molto preoccupante» le sue riserve di uranio arricchito al 60%, una soglia vicina al 90% necessaria per fabbricare un'arma nucleare.

Lo riferisce un rapporto confidenziale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) consultato oggi dall'Afp.

Il totale ammontava a 274,8 kg all'8 febbraio (rispetto ai 182,3 kg di tre mesi prima), il che segna una chiara accelerazione del ritmo di produzione.

14:58
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Hamas consegnerà i corpi degli ostaggi senza una cerimonia pubblica

Un funzionario di Hamas ha comunicato che la consegna a Israele dei corpi dei quattro ostaggi uccisi avverrà questa sera senza una cerimonia «pubblica».

«La consegna avverrà senza la presenza del pubblico per impedire all'occupante di trovare qualsiasi pretesto per ritardi o ostruzioni», riguardo soprattutto al rilascio dei detenuti palestinesi.

Secondo quanto riferito da un funzionario israeliano al Times of Israel, i corpi saranno consegnati agli egiziani, che li trasferiranno in Israele.

Si prevede che Hamas consegni Tsahi Idan, Ohad Yahalomi, Itzik Elgarat e Shlomo Mantzur, precisa il Times of Israel.

Dal canto suo, Israele rilascerà i 602 prigionieri palestinesi la cui liberazione era prevista per sabato.

Intanto il Cairo ha informalmente respinto l'idea dell'ex premier israeliano Yair Lapid secondo cui l'Egitto dovrebbe gestire la Striscia di Gaza per almeno otto anni, in cambio di un massiccio alleggerimento del debito estero.

Come affermano «fonti» rilanciate su X dalla tv Al Arabiya, «l'Egitto conferma che non gestirà la Striscia di Gaza» e «respinge qualsiasi proposta riguardante la futura gestione» dell'enclave palestinese. «L'Egitto sottolinea che non sarà trascinato in alcun tentativo di gestione di Gaza», insistono le fonti egiziane.

Lapid aveva proposto che Il Cairo dovrebbe anche «dirigere una forza di pace in partenariato con i Paesi del Golfo e la comunità internazionale» per garantire la sicurezza e completare il processo di smilitarizzazione totale della Striscia.

13:24
13:24
Stasera (alle 23 ora locale) la consegna dei corpi di 4 ostaggi israeliani

La restituzione dei corpi degli ostaggi israeliani e il rilascio dei prigionieri palestinesi avverranno simultaneamente alle ore 23 israeliane, le 22 svizzere. Lo scrive Al Jazeera citando fonti.

L'ala armata di Hamas ha dichiarato che consegnerà i corpi di quattro ostaggi israeliani «stasera».

Un funzionario di Hamas ha comunicato che la consegna a Israele dei corpi dei quattro ostaggi uccisi avverrà senza una cerimonia «pubblica». «La consegna avverrà senza la presenza del pubblico per impedire all'occupante di trovare qualsiasi pretesto per ritardi o ostruzioni», riguardo soprattutto al rilascio dei detenuti palestinesi.

Secondo quanto riferito da un funzionario israeliano al Times of Israel, i corpi saranno consegnati agli egiziani, che li trasferiranno in Israele. Si prevede che Hamas consegni Tsahi Idan, Ohad Yahalomi, Itzik Elgarat e Shlomo Mantzur, precisa il Times of Israel. Dal canto suo, Israele rilascerà i 602 prigionieri palestinesi la cui liberazione era prevista per sabato.

Frattanto l'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito postazioni di lancio di razzi nella Striscia di Gaza, subito dopo l'attacco con un razzo caduto nel territorio palestinese. «Oggi è stato identificato un razzo caduto all'interno della Striscia di Gaza. Recentemente, (l'esercito) ha colpito diversi punti di lancio nell'area da cui è stato sparato», ha affermato l'esercito in una nota.

Intanto, il Cairo ha informalmente respinto l'idea dell'ex premier israeliano Yair Lapid secondo cui l'Egitto dovrebbe gestire la Striscia di Gaza per almeno otto anni, in cambio di un massiccio alleggerimento del debito estero.

Come affermano «fonti» rilanciate su X dalla tv Al Arabiya, «l'Egitto conferma che non gestirà la Striscia di Gaza» e «respinge qualsiasi proposta riguardante la futura gestione» dell'enclave palestinese. «L'Egitto sottolinea che non sarà trascinato in alcun tentativo di gestione di Gaza», insistono le fonti egiziane.

Lapid aveva proposto che il Cairo dovrebbe anche «dirigere una forza di pace in partenariato con i Paesi del Golfo e la comunità internazionale» per garantire la sicurezza e completare il processo di smilitarizzazione totale della Striscia.

Nel frattempo, «sono in corso i preparativi per garantire un'ampia partecipazione e un fronte arabo unito al vertice straordinario della Lega Araba, in programma il 4 marzo» al Cairo: lo scrive il sito del principale quotidiano egiziano, Al-Ahram.

«Il vertice della Lega Araba offrirà una piattaforma per il lancio di un piano globale e articolato in più fasi per la ripresa e la ricostruzione di Gaza. Il piano, che l'Egitto prevede di finalizzare entro questa settimana, dovrebbe concentrarsi sulla ripresa immediata, il ripristino delle infrastrutture, gli aiuti umanitari e la rivitalizzazione dell'economia», scrive fra l'altro il sito ricordando che, «secondo una nuova valutazione delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della Banca Mondiale, gli sforzi di ricostruzione a Gaza richiederanno oltre 50 miliardi di dollari».

Al-Ahram premette che il vertice, il quale affronterà le «nuove e pericolose evoluzioni della causa palestinese», cercherà di promuovere un'alternativa ai piani del presidente statunitense Donald Trump per Gaza, attraverso una strategia coordinata a livello regionale che dia priorità alla ricostruzione della Striscia all'interno dei suoi attuali confini, mantenendo i palestinesi nella loro terra, alleviando la crisi umanitaria e affrontando le cause profonde del conflitto.

12:17
12:17
Il padre dei Bibas: «Scusate, non sono riuscito a proteggervi»

Yarden Bibas, l'ostaggio israeliano tornato vivo dalla prigionia a Gaza, in uno straziante elogio funebre al funerale della moglie Shiri e dei due figli Ariel e Kfir, ha chiesto «scusa» per non essere «riuscito a proteggere tutti voi».

Come molti partecipanti alla cerimonia, anche Yarden indossava una kippah arancione, il colore simbolo che ricorda i capelli dei due fratellini uccisi durante la prigionia nelle mani di Hamas.

Il presidente israeliano Isaac Herzog piange dal canto suo in un lungo post su X l'uccisione di Shiri Bibas e dei suoi due figli Ariel e Kfir nel giorno del suo funerale. «Un intero Paese e un intero popolo sono in lutto» e «tutti noi, un intero popolo dal cuore spezzato, li accompagniamo verso il riposo eterno», scrive.

«Non è così che abbiamo pregato perché tornassero da noi - dice - Con gli occhi della nostra mente li vedevamo tornare, splendenti con le loro teste dorate, con lo sguardo vivace e giocoso che brillava nei loro occhietti. Se c'è ancora misericordia nel mondo, i bei volti di Shiri, Ariel e Kfir saranno un grido straziante, che riecheggerà in tutti gli angoli del mondo», dice Herzog, come riportano i media israeliani.

11:37
11:37
Jolani al Cairo per «una riabilitazione in chiave anti-Trump»

Con un atto che riabilita un esponente legato al terrorismo e attesta la disponibilità del Cairo a cercare qualsiasi compromesso pur di non farsi sversare nel Sinai due milioni di profughi palestinesi, il presidente ad interim siriano Ahmed al-Sharaa (al-Jolani) domenica 23 febbraio ha ricevuto un invito ufficiale dall'Egitto per partecipare al vertice straordinario della Lega Araba, previsto per il 4 marzo al Cairo.

L'incontro è stato convocato in risposta al controverso piano del presidente statunitense Donald Trump, che propone di annettere la Striscia di Gaza devastata dalla guerra, trasformandola nella «Riviera del Medio Oriente». Secondo Trump, i palestinesi di Gaza verrebbero trasferiti altrove, inclusi Egitto e Giordania, una mossa che ha scatenato proteste tra i governi arabi e allarmi internazionali, con l'Onu che ha evocato il rischio di «pulizia etnica».

Sharaa, leader del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (Hts), ha definito il piano di Trump «un crimine enorme che non può realizzarsi». Ma soprattutto la sua presenza al vertice sarà la prima occasione in cui rappresenterà Damasco alla Lega Araba, dopo anni di isolamento. La Siria era stata sospesa dall'organizzazione nel 2011 per la repressione brutale delle proteste pro-democrazia da parte di Bashar al-Assad, ma è rientrata nel 2023. La caduta di Assad, avvenuta lo scorso anno grazie a un'offensiva lampo guidata da Hts, ha portato Sharaa al potere come presidente ad interim, aprendo una nuova fase nei rapporti regionali.

Al-Sharaa, noto anche come Abu Mohammad al-Julani, ha avuto legami significativi con sia Al-Qaeda che l'ISIS nel corso della sua carriera: rapporti che si sono evoluti nel tempo fino a una rottura formale che rende meno imbarazzante l'invito egiziano.

L'Egitto del presidente Abdel Fattah al-Sisi, che ha sostenuto Assad fino all'ultimo nonostante l'avanzata di Hts, ora sembra voler dialogare con il nuovo governo siriano. La scelta di invitare Sharaa riflette pragmatismo: Cairo cerca alleati per contrastare il piano di Trump, che minaccia di destabilizzare ulteriormente la regione. Il progetto statunitense, infatti, non solo ignora i diritti dei palestinesi, ma pone Egitto e Giordania di fronte a un dilemma: accogliere forzatamente sfollati o opporsi apertamente a Washington, rischiando tensioni diplomatiche.

Il vertice sarà un banco di prova per Sharaa. Da un lato, dovrà dimostrare che la Siria post-Assad può tornare protagonista nel mondo arabo; dall'altro, gestire il peso di Hts, un gruppo con un passato jihadista che suscita diffidenze. Per l'Egitto, l'obiettivo è chiaro: unire le voci arabe contro una proposta che mina la causa palestinese e la stabilità regionale. Resta da vedere se il Cairo riuscirà a mediare tra le divisioni interne alla Lega e a proporre un'alternativa credibile al piano statunitense.

08:17
08:17
In migliaia per le strade israeliane per i funerali della famiglia Bibas

In Israele a Rishon Lezion, a sud di Tel Aviv, migliaia di persone con bandiere israeliani e cartelli si sono radunate in strada in segno di solidarietà e di omaggio alla famiglia Bibas mentre iniziano i funerali fratellini piccoli Ariel e Kfir e per la madre Shiri, uccisi in cattività di Hamas a Gaza e i cui corpi sono stati restituiti alcuni giorni fa.

La cerimonia funebre si tiene in forma privata, nei pressi della casa della famiglia nel kibbutz di Nir Oz, ma in streaming video a partire dalle 11.30 locali, le 10.30 in Svizzera.

06:27
06:27
Il punto alle 6.00

Fonti di Israele hanno detto ad Haaretz che i corpi dei quattro ostaggi israeliani uccisi durante la prigionia saranno consegnati da Hamas probabilmente mercoledì sera al valico di frontiera di Kerem Shalom: lo riporta il quotidiano israeliano.

In precedenza, l'emittente palestinese Quds - affiliata ad Hamas - aveva affermato che lo scambio con i 602 detenuti palestinesi «avrà luogo giovedì».