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A differenza di Hamas, «Hezbollah non va vietato in Svizzera»

È quanto pensa il Consiglio federale che ha risposto picche a due mozioni inoltrate dalle Commissioni della politica di sicurezza dei due rami del Parlamento – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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A differenza di Hamas, «Hezbollah non va vietato in Svizzera»
Red. Online
28.11.2024 06:24
11:42
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A differenza di Hamas, «Hezbollah non va vietato in Svizzera»

A differenza di Hamas, il movimento sciita libanese Hezbollah non va vietato in Svizzera: non sono date le condizioni. È quanto pensa il Consiglio federale che ha risposto picche a due mozioni inoltrate dalle Commissioni della politica di sicurezza dei due rami del parlamento.

Secondo le mozioni, Hezbollah dovrebbe essere messo sullo stesso piano di Hamas. Dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 alle infrastrutture civili e militari di Israele, Hezbollah - con uccisione di civili e presa d'ostaggi -, Hezbollah si è posizionato come alleato di Hamas.

Nella su risposta, il Governo ricorda di non avere il potere di vietare le organizzazioni. Tale divieto è possibile nel quadro della legge sui servizi di informazione, come è stato fatto per i gruppi Al-Qaeda e Stato Islamico.

In questo scenario, devono essere soddisfatte due condizioni: l'organizzazione deve propagare, sostenere o promuovere direttamente o indirettamente attività terroristiche o estremismo violento e deve essere vietata o sanzionata dalle Nazioni Unite. Tuttavia, le Nazioni Unite non hanno preso alcuna decisione in merito a Hezbollah, sottolinea l'esecutivo, per cui un divieto non è opportuno.

11:22
11:22
Un drone attacca un veicolo libanese nel sud del Paese

Un drone dell'aeronautica militare israeliana ha attaccato un veicolo libanese nella zona del villaggio di Markaba, nel sud del Paese, due persone sono rimaste ferite. Lo riferisce Channel 12. Agli sfollati del sud del Libano non è ancora permesso rientrare nei loro villaggi in base all'accordo di cessate il fuoco. L'Idf ha 60 giorni per ritirarsi.

07:43
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«Gli Stati Uniti si impegnano a collaborare con Israele per evitare che l'Iran destabilizzi la regione»

«Gli Stati Uniti si impegnano a collaborare con Israele per evitare che l'Iran destabilizzi la regione, per impedirgli di stabilirsi in Libano, di indebolire direttamente o attraverso i suoi affiliati i principi dell'accordo» di tregua.

È una parte del cosiddetto documento «americano» sottoscritto da Usa e Israele parallelamente all'accordo di tregua in Libano. Il testo, ha rivelato Channel 12, comprende una serie di clausole segrete, tra cui la più drammatica si riferisce alla cooperazione tra Israele-Usa nei rapporti con l'Iran. Questa parte del documento, di 2 pagine e mezza, a Gerusalemme viene definita la «sezione iraniana».

Un altro paragrafo della lettera fa riferimento alla responsabilità americana, nella quale si precisa che, in virtù del suo ruolo di capo del meccanismo di supervisione, «gli Stati Uniti guideranno e dirigeranno le forze armate del Libano per prevenire violazioni e garantire un'efficace risposta ad essi». Uno dei ministri israeliani che ieri ha visto il documento nel gabinetto ha detto che si tratta di un grande risultato: «Abbiamo portato de facto gli Stati Uniti in Libano come principale responsabili», riferisce Channel 12.

Per quanto riguarda la questione della libertà di azione dell'Idf, sul documento è scritto che Israele potrà agire immediatamente nel sud del Libano contro le violazioni dell'accordo. Al di fuori del Libano meridionale, Israele sarà anche in grado di agire contro una minaccia emergente, se il Libano non può o non vuole agire da solo, anche per quanto riguarda l'ingresso di armi e materiali rilevanti. La lettera di garanzia specifica inoltre una richiesta o un avvertimento da parte degli Stati Uniti nei confronti di Israele, che è fondamentalmente una sorta di condizione: «Se Israele decide di agire (qualora la tregua venisse violata) informerà gli Stati Uniti nel momento in cui ciò sarà possibile. Gli Usa si aspettano che tutte le azioni israeliane siano conformi al diritto internazionale e con l'obiettivo di ridurre il maggior danno possibile ai civili o alle infrastrutture civili».

06:24
06:24
Il punto alle 06.00

Le forze armate israeliane hanno ucciso ieri diversi combattenti di Hezbollah nel sud del Libano, ore dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco. Lo ha detto il portavoce dell'esercito Daniel Hagari, secondo cui la presenza dei militanti nell'area violava l'accordo. Hagari ha poi ripetuto che «a ogni violazione del cessate il fuoco si risponderà con il fuoco». Tel Aviv ha anche arrestato diversi «sospetti» che si stavano avvicinando alle aree del Libano meridionale dove continuano a trovarsi i soldati israeliani, ha riferito il portavoce, secondo cui chiunque sia armato in quelle zone sarà ucciso o arrestato.

Una delegazione della sicurezza egiziana dovrebbe recarsi oggi in Israele per tornare a discutere un possibile accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza: è quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, citando fonti del governo del Cairo.

Il primo ministro israeliano Netanyahu ha deciso che Israele notificherà alla Corte penale internazionale dell'Aja (CPI) la sua intenzione di ricorrere in appello contro i mandati di arresto emessi per lui e l'ex ministro della Difesa Yoav Galant. Netanyahu ha preso la decisione all'ultimo minuto, dato che il termine ultimo per il ricorso scadeva ieri a mezzanotte. Lo riferisce Ynet.