Incidente di Delta, parla un testimone: «Ho visto tutta la mia vita scorrermi davanti agli occhi»

Momenti di terrore. «Difficili da elaborare». È così che Nate Richie ha descritto i drammatici istanti dell'incidente del volo DL4819 di Delta Airlines. L'uomo era uno dei passeggeri a bordo dell'aereo che si è capovolto lunedì, mentre atterrava sulla pista innevata dell'aeroporto di Toronto Pearson.
Il velivolo su cui viaggiava Nate Richie, come noto, era partito da Minneapolis, nel Minnesota. L'uomo, residente in Florida, stava raggiungendo Toronto, sede del suo lavoro. Doveva essere «un volo molto tranquillo». E lo è stato davvero. Ma poi, all'ultimo momento, è cambiato tutto. Parlando con Fox News Digital, Richie ha ripercorso quei drammatici momenti. Sottolineando come, nel momento in cui l'aereo si è capovolto, l'uomo abbia iniziato a ripensare a tutta la sua vita. «In cui momenti ti scorre tutto davanti agli occhi. Inizi a pensare ai tuoi cari, a tua moglie e ai tuoi figli, e cerchi di rimanere forte».
A bordo dell'aereo di Delta viaggiavano 76 passeggeri e quattro membri dell'equipaggio. Richie era seduto al finestrino, nel momento dell'impatto. «Siamo stati sbalzati e abbiamo iniziato a rotolare», ha raccontato a Fox News Digital. «Ci sono state esplosioni e fiamme sul lato opposto dell'aereo, proprio mentre iniziavamo a rotolare, con oggetti che volavano in aria e persone "sballottate"». Una scena terrificante, ma non troppo difficile da immaginare, grazie anche ai filmati che hanno ripreso l'aereo scivolare lungo la pista ghiacciata, mentre l'ala destra veniva strappata e le fiamme iniziavano a divampare dalla parte posteriore.
Richie racconta di essersi trovato, all'improvviso, appeso a testa in giù, con ancora la cintura di sicurezza allacciata. Tutto quello che riusciva a sentire erano le urla degli altri passeggeri. Nel frattempo, il carburante si riversava sui finestrini, mentre un fumo sempre più nero si alzava dalla coda.
Nel momento in cui l'aereo ha terminato la sua folle corsa, capovolto, Richie è caduto dal suo sedile. Si è messo immediatamente all'opera, e ha iniziato ad aiutare alcuni passeggeri – terrorizzati – a trovare l'uscita d'emergenza più vicina. Un po' alla volta, tutte le persone a bordo sono riuscite ad abbandonare il velivolo. «Si gelava, si gelava tantissimo su questa pista», ha aggiunto Richie. «Ovviamente non avevamo nulla per proteggerci. I nostri cappotti erano rimasti nelle cappelliere dell'aereo, quindi eravamo esposti al freddo».
Richie, però, ha espresso la sua gratitudine per essere sopravvissuto, nonostante le temperature rigide e nonostante l'atterraggio di fortuna. Dopo averli fatti uscire dall'aereo, i vigili del fuoco hanno indirizzato i passeggeri verso un punto di incontro: da lì sono saliti su una navetta e sono stati portati in un posto sicuro. La fine di un incubo, verrebbe da dire. Ma così non è stato.
Tanto per cominciare, Richie è stato trasportato d'urgenza in ospedale a cause di ferite al collo e alla testa. Ferite che, tuttavia, sono state giudicate poco gravi, e gli hanno permesso di essere dimesso in serata. Come lui, altre venti persone sono state visitate negli ospedali locali. Nessuno di loro ha riportato ferite serie, e tutti, tranne un passeggero, sono stati dimessi mercoledì mattina.
Dopo aver lasciato l'aeroporto, Richie si è messo in viaggio per raggiungere, dal Canada, la Florida, la sua casa. Dove lo aspettavano la moglie, i figli e i nipoti. E dove inizierà un percorso di guarigione fisica, ma anche mentale. «È una cosa difficile da elaborare», ha confessato l'uomo a Fox News. «Sto lottando mentalmente. Non dormo, non mangio. Sto provando solo un sacco di emozioni, che sto cercando di analizzare. È davvero dura in questo momento».