Stati Uniti

La «crociata anti-woke» di Donald Trump arriva in Europa

L'amministrazione ha inviato una lettera ad alcune delle maggiori aziende del Vecchio Continente chiedendo di rispettare l'ordine esecutivo del presidente che vieta i programmi per la diversità, l'equità e l'inclusione
© KEYSTONE (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)
Ats
29.03.2025 20:03

La Federal Communications Commission (FCC) americana apre un'indagine su Walt Disney per le sue politiche sulla diversità, l'equità e l'inclusione che non sembrano rispettare le norme governative.

L'indagine arriva nel mezzo della battaglia di Donald Trump contro le pratiche che promuovono la diversità e l'inclusione, lanciata non appena entrato alla Casa Bianca.

La crociata anti-woke in Europa

Nel mezzo della guerra dei dazi, culmine della politica dell'America First, Donald Trump porta la sua crociata anti-woke in Europa. L'amministrazione ha inviato una lettera ad alcune delle maggiori aziende del Vecchio Continente chiedendo di rispettare l'ordine esecutivo del presidente che vieta i programmi per la diversità, l'equità e l'inclusione. Chi non lo farà - ha avvertito - rischia di perdere l'accesso ai bandi del governo federale. L'ira della Francia è immediata, con Parigi che ha denunciato «un'ingerenza inaccettabile».

La missiva - riportano il Financial Times e Les Echos - è stata inviata dall'ambasciata americana in Francia e da quelle in altri paesi europei alle maggiori imprese europee, facendo notare che l'ordine esecutivo di Trump contro le politiche Dei (diversity, equity, inclusion) vale per tutte le imprese fuori dagli Stati Uniti che forniscono prodotti e servizi al governo americano. La lettera contiene anche un questionario con il quale si punta a verificare e certificare il rispetto delle norme. «Chi ha appalti con il Dipartimento di Stato deve certificare di non gestire programmi che promuovono la diversità, l'equità e l'inclusione in violazione delle leggi antidiscriminazione applicabili e concordare che tale certificazione è rilevante ai fini della decisione di pagamento del governo e pertanto soggetta al False Claim Act», si legge nel documento inviato dalle ambasciate americane. «Se non accettate di firmare questo documento, vi saremmo grati di fornirci gentilmente motivazioni dettagliate che saranno inoltrate al nostro ufficio legale», conclude la missiva. Per ora molte aziende hanno scelto di non rispondere alla lettera considerato che le prime valutazioni legali indicano che l'extraterritorialità non è applicabile in questo caso.

Il ministero delle finanze francese ha espresso preoccupazione in merito alle lettera. «Questa pratica riflette i valori del nuovo governo americano, che non sono uguali ai nostri. Il ministero lo ricorderà alle sue controparti nel governo degli Stati Uniti», ha detto al Financial Times una fonte vicina al ministro dell'economia Eric Lombard. Ben più dura la reazione del ministero del commercio: «Le interferenze americane nelle politiche di inclusione delle imprese francesi, come la minaccia di dazi doganali ingiustificati, sono inaccettabili».

Trump ha lanciato la sua battaglia contro le politiche sulla diversità, l'equità e l'inclusione non appena entrato alla Casa Bianca, firmando una serie di decreti per abolirle all'interno del governo federale. Le grandi aziende americane, inclusa la Silicon Valley, hanno risposto smantellando i loro programmi per l'inclusività con l'obiettivo di non attirarsi le critiche del presidente. Per molte aziende quanto fatto però non è stato abbastanza, come nel caso di Walt Disney. Nei confronti di Topolino l'amministrazione, tramite la Federal Communications Commission, ha aperto un'indagine perché le sue politiche sulla diversità, l'equità e l'inclusione non sembrano rispettare le norme governative.