Maltempo a Valencia: «Gli allarmi sono stati adeguati»
Sia l'Agenzia meteorologica statale (Amet) che la Confederazione Idrografica del Jucar, competente per i rilevamenti pluviometrici, emisero «gli allarmi adeguati» alla situazione di rischio estremo per intense precipitazioni e inondazioni il 29 ottobre, costate la vita ad almeno 219 persone nella sola provincia di Valencia. Lo ha affermato la vicepremier per la transizione ecologica spagnola Teresa Ribera nell'audizione su sua richiesta al Congresso sulla gestione dell'emergenza.
Nel difendere il proprio operato e quello degli organismi statali dalle accuse di «negligenza» mosse dal Partito popolare all'opposizione, Ribera ha ricordato che «sono gli organi regionali della Protezione Civile ad avere la responsabilità di contattare i consigli locali».
«Il sistema non ha fallito. La valutazione del rischio e l'emissione delle allerte alla popolazione corrisponde all'amministrazione competente in protezione civile: alla Comunità valenziana», ha segnalato la candidata del governo spagnolo alla Commissione europea nell'audizione odierna al Congresso spagnolo.
Ribera ha spiegato che Amet, l'agenzia statale meteo, informò per la prima volta della Dana giovedì 24 ottobre, emettendo allerte nei successivi 25 e 26 ottobre e un «avviso speciale di fenomeni avversi» domenica 27 ottobre rimasto attivo lunedì e martedì successivi. «Con questa informazione, l'Università di Valencia, la Provincia di Valencia e 62 comuni della provincia adottarono misure, inclusa l'ambasciata del Giappone», ha ricordato Ribera.
La ministra ha poi dettagliato la drammatica cronologia del 29 ottobre, attraverso le azioni e gli allarmi rossi lanciati da Amet anche con chiamate alla Protezione Civile di Valencia, per il »rischio importante ed estremo« di piogge torrenziali. E le decine di comunicazioni per l'aumento eccezionale dei corsi dei fiumi Magro, del Poyo e per il pericolo che potesse cedere la diga del Forata effettuate dalla Confederazione Idrologica del Jucar. «Amet ha fatto 11 telefonate fra le 6:30 e le 18:10 alla Protezione Civile di Valencia. La Confederazione Idrografica del Jucar ha inviato 198 email di avvisi», ha dettagliato Ribera.
«Siamo stati disponibili prima, durante e dopo la catastrofe e continueremo ad esserlo», ha segnalato Ribera, mettendo in evidenza che a fronte di inondazioni di questo tipo «il tempo di reazione è molto limitato» e che «davanti a questo tipo di rischio, i sistemi di allerta precoce sono gli unici che salvano vite», ha detto, citando gli esperti di protezione civile.
«Non viviamo in uno Stato fallito, ma in uno Stato di diritto e abbiamo servizi pubblici che funzionano per proteggere la popolazione», ha aggiunto Ribera. «La conoscenza, la scienza e la fiducia nelle istituzioni sono i nostri migliori alleati contro il rischio. I servizi pubblici di qualità sono necessari quando c'è bisogno di protezione. Perché quanto accaduto non si ripeta mai più», ha concluso.
Intanto, secondo le stime anticipate oggi dal governatore della Banca di Spagna José Luis Escrivá, la catastrofe potrebbe ridurre di due decimi la percentuale di crescita dell'economia spagnola nel quarto trimestre dell'anno, mentre potrebbe aggiungere 0,15 punti all'Indice dei prezzi al consumo sul lungo periodo.
Nel suo intervento alle Giornate di informazione macroeconomica, organizzate dall'Associazione di giornalisti di informazione economica, Escrivá ha segnalato che, nelle zone colpite dalle alluvioni, finora sono state sollecitate 7'593 richieste di moratoria di prestiti e circa 30'000 - ad oggi 29'697 - domande di indennizzo al Consorzio di compensazione di assicurazioni.
Da parte sua la vicepresidente con delega al lavoro, Yolanda Diaz, ha segnalato che secondo le ultime stime del ministero del lavoro e dell'economia sociale sono 1'879 le aziende delle zone colpite dal disastro che hanno finora richiesto la cassa integrazione salariale straordinaria per causa di forza maggiore nella regione di Valencia. In totale ad oggi sono 21'295 i lavoratori che ricevono indennità di disoccupazione per causa di forza maggiore.