Bosnia-Erzegovina

Mandato di cattura internazionale per Srpska Milorad Dodik

A fine febbraio il leader serbo-bosniaco era stato condannato a un anno di carcere e sei di interdizione da ogni attività politica per disobbedienza alle delibere dell'Alto rappresentante internazionale
© KEYSTONE (AP Photo/Radivoje Pavicic)
Ats
27.03.2025 15:53

Il tribunale statale della Bosnia-Erzegovina ha chiesto oggi l'emissione di un mandato di cattura internazionale contro il leader serbo-bosniaco e presidente della Republika Srpska Milorad Dodik, accusato di attentato all'ordine costituzionale, che si trova attualmente in Israele.

Il tribunale di stato a Sarajevo ha dichiarato di aver ricevuto ieri dalla procura di Bosnia-Erzegovina la richiesta di emettere un mandato di arresto internazionale nei confronti di Dodik, e anche del presidente del parlamento della Republika Srpska Nenad Stevandic. Una richiesta che dovrà essere ora esaminata dall'Interpol.

Entrambi infatti, pur destinatari di un mandato di arresto interno, hanno attraversato la frontiera della Bosnia-Erzegovina, evitando le procedure di controllo frontaliere prescritte dalla legge. Sia Dodik che Stevandic, ma non insieme, si sono recati in Serbia, con il primo che ha poi proseguito per Israele, mentre il secondo ha fatto ritorno in Bosnia-Erzegovina in maniera ancora sconosciuta.

Un mandato di arresto interno era stato emesso il 17 marzo a carico di Dodik, Stevandic e del premier della Republika Srpska Radovan Viskovic. Quest'ultimo tuttavia non ha lasciato la Bosnia-Erzegovina. I tre sono accusati di mancata risposta alla convocazione da parte della procura di stato che li accusa di attentato all'ordine costituzionale.

A fine febbraio, il parlamento della Republika Srpska ha adottato un provvedimento che vieta l'attività e la validità delle decisioni del tribunale e della procura di stato di Bosnia-Erzegovina sul territorio dell'entità. Cosa questa che renderebbe invalide tutte le decisioni sui mandati di arresto. Arresto che non è stato eseguito finora nei confronti dei tre dirigenti serbo-bosniaci per timore di forti reazioni popolari e disordini nell'entità serbo-bosniaca.

La polizia di frontiera bosniaca ha avviato nei giorni scorsi indagini per accertare il modo in cui Dodik è riuscito ad attraversare il confine fra Bosnia-Erzegovina e Serbia il 24 marzo, quando in serata ha partecipato con il presidente serbo Aleksandar Vucic a una cerimonia di commemorazione per le vittime dei bombardamenti Nato sulla Serbia nel 1999. Successivamente da Belgrado è partito per Israele. Sembra che Dodik e i suoi collaboratori abbiano passato la frontiera a un valico privo di ogni controllo di polizia. In Israele Dodik partecipa a una conferenza sull'antisemitismo, e il suo ritorno in Bosnia-Erzegovina è previsto per il 28 marzo.

A fine febbraio il leader serbo-bosniaco era stato condannato a un anno di carcere e sei di interdizione da ogni attività politica per disobbedienza alle delibere dell'Alto rappresentante internazionale in Bosnia-Erzegovina Christian Schmidt. Cosa questa che aveva causato la reazione del parlamento serbo-bosniaco con il divieto all'attività degli organi di giustizia e polizia in Republika Srpska.