Se i soldi non bastano: sconfitto in Wisconsin il giudice sostenuto da Elon Musk

I soldi non fanno la felicità. Non questa volta, almeno, per Elon Musk. Il patron di Tesla, deciso a influenzare a suon di milioni la corsa per il ruolo di giudice nella Corte suprema del Wisconsin, ha perso la scommessa. Susan Crawford, giudice sostenuta dai democratici, ha infatti battuto l'avversario conservatore, Brad Schimel. Mantenendo, così, la maggioranza liberale (4 giudici a 3) in una Corte, quella del Wisconsin, che il partito dell'Asinello temeva potesse cambiare fronte.
Interessi in gioco
Il caso è stato seguito con attenzione dagli interi Stati Uniti. La corsa alla carica di giudice di una Corte suprema statale – normalmente un evento elettorale di basso profilo – si è infatti trasformata in un appuntamento di primo piano proprio per l'interesse dell'uomo più ricco del mondo. Sullo Stato del Wisconsin pende una causa intentata da Tesla per ottenere il diritto di vendere auto direttamente ai consumatori (l'attuale legge statale prevede che la maggior parte delle auto sia venduta attraverso i concessionari). Per Musk, insomma, la possibilità di piazzare un proprio uomo nella Corte suprema rappresentava una ghiotta occasione di influenzare le decisioni future del massimo organo giudiziale dello Stato del Nord. Non è per simpatia, dunque, se – un po' come già fatto per Trump nella corsa alla Casa Bianca – Musk ha deciso di investire ingenti somme di denaro (i media parlano di almeno 21 milioni, più altri 3 milioni versati a tre singoli elettori estratti a sorte) nel tentativo di influenzare l'elezione e sostenere il candidato conservatore.
Un test importante
Per i democratici, dopo la disfatta di novembre 2024 e l'ascesa di Trump alla Casa Bianca, l'elezione alla Corte suprema rappresentava invece un momento interessante per misurare l'umore degli americani. Swing state nelle presidenziali, il Wisconsin fa parte di una catena di Stati spesso in bilico, la Rust Belt, la cui conquista nel 2020 aveva fatto la fortuna di Joe Biden. E che nel 2024, invece, aveva contribuito alla sconfitta di Kamala Harris. Non stupisce, insomma, che molti analisti abbiano definito l'elezione un vero e proprio test: un referendum sull'operato di Trump e, soprattutto, del suo braccio destro Elon Musk. Chi, mesi fa, aveva dato fiducia al tycoon (e al suo «first buddy») è ancora pronto a farlo? «La gente non vuole vedere Musk comprare elezioni dopo elezioni. Se funziona qui, lo farà in tutto il Paese», aveva affermato lunedì il presidente del Partito Democratico del Wisconsin Ben Wikler. E i numeri gli hanno dato ragione.
La vittoria
Ai cittadini del Wisconsin sembra non essere piaciuta particolarmente la trovata di Musk, che nelle scorse settimane era anche arrivato a offrire 20 dollari a chiunque si fosse iscritto a un gruppo tramite il quale fare campagna, porta a porta, per Schimel, più altri 100 per chi avesse firmato una petizione contro i giudici definiti «woke» dal miliardario stesso. A vincere, appunto, è stata Susan Crawford. «Oggi i cittadini del Wisconsin hanno respinto un attacco senza precedenti alla nostra democrazia, alle nostre elezioni eque e alla nostra Corte suprema», ha commentato la neoeletta nel suo discorso di vittoria. «Il Wisconsin si è alzato in piedi e ha detto a gran voce che la giustizia non ha un prezzo, i nostri tribunali non sono in vendita».
La sconfitta fa ancora più male considerati alcuni numeri. Crawford non ha vinto solo nei grandi centri profondamente blu come Madison e Milwaukee. I margini della candidata sostenuta dai dem si sono dimostrati più alti del previsto anche nei luoghi in cui l'America PAC (il political action committee voluto da Musk) si è dimostrato particolarmente attivo. Tra questi, segnala l'AP, ci sono ad esempio la contea di Sauk, conquistata da Crawford con 10 punti percentuali di vantaggio sull'avversario, e che invece a novembre 2024 era finita nelle mani di Trump per 2 punti. Ancora peggio nella contea di Brown, che alle presidenziali aveva visto Trump trionfare con 7 punti percentuali. Il comizio elettorale tenuto da Musk la scorsa domenica non è bastato a evitare una vittoria di Crawford.
Florida
Prova l'inusuale silenzio su X, durato diverse ore, la sconfitta rappresenta un duro colpo per Elon Musk. Consolazione, per il movimento MAGA, il fatto che in Florida i candidati Randy Fine e Jimmy Patronis siano riusciti a confermare i seggi alla Camera prima occupati da Mike Waltz (ora consigliere alla Sicurezza nazionale di Trump), e Matt Gaetz (nominato ministro della Giustizia ma costretto a rinunciare per una serie di scandali). «Tutti e due i seggi in Florida sono stati vinti dai candidati repubblicani. Come sempre - ha chiosato sul suo social Truth - il sostegno per Trump si rivela ben maggiore delle forze del male democratiche. Congratulazioni America».