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La nomina di Eli Sharvit è stata resa nota dal Governo attraverso un comunicato – La Corte penale internazionale avverte Orban affinché rispetti il mandato d'arresto del premier israeliano – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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22:30
22:30
L'Iran non sta cercando di dotarsi di armi nucleari, ma «non avrà altra scelta» nel caso di un attacco al Paese
L'Iran non sta cercando di dotarsi di armi nucleari, ma «non avrà altra scelta» nel caso di un attacco al Paese: lo ha detto Ali Larijani, stretto consigliere della guida suprema dell'Iran.
«A un certo punto, se voi (gli Stati Uniti, ndr) optate per i bombardamenti (...) costringerete l'Iran a prendere una decisione diversa», ha affermato Larijani in un'intervista alla televisione di Stato, in seguito alle minacce di attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
22:03
22:03
L'Idf punisce i soldati per aver vandalizzato un villaggio in Cisgiordania
Un'indagine dell'esercito israeliano (Idf) su un'operazione israeliana nel villaggio di Jinba, nell'area di Masafer Yatta in Cisgiordania, ha portato a punizioni e alla detenzione temporanea di tre dei 140 soldati che hanno condotto il raid durante il quale le forze israeliane «hanno vandalizzato e danneggiato equipaggiamento contro gli ordini e il protocollo». Lo ha affermato un portavoce dell'esercito israeliano citato da Haaretz.
«Questo è un grave incidente contrario al livello professionale ed etico previsto dai soldati dell'Idf durante l'attività operativa», ha riferito il portavoce secondo cui la brigata, il battaglione, il plotone e i comandanti sono stati rimproverati.
Stando a quanto emerso dall'indagine, le truppe hanno condotto perquisizioni non autorizzate della scuola e dell'infermeria del villaggio, vandalizzando le strutture.
21:32
21:32
Trump: gli Houthi decimati, andremo avanti con gli attacchi
«I terroristi Houthi, sostenuti dall'Iran, sono stati decimati dai raid senza sosta delle ultime due settimane. I nostri attacchi continueranno fino a quando non saranno più una minaccia per la libertà alla navigazione». Lo ha detto Donald Trump sul suo social X.
«La scelta per gli Houthi è chiara: smettete di sparare alle navi americane e noi fermeremo» gli attacchi nei vostri confronti, «altrimenti questo è solo l'inizio e la vera sofferenza deve ancora arrivare sia per gli Houthi sia i loro sponsor in Iran», ha messo in evidenza Trump.
21:32
21:32
Netanyahu: i miei collaboratori arrestati sono in ostaggio
Dopo essere stato interrogato come testimone nell'inchiesta israeliana Qatargate, Benyamin Netanyahu ha pubblicato un video definendo le indagini come «politiche» e aggiungendo che due dei suoi principali collaboratori arrestati stamani «sono tenuti in ostaggio».
«La polizia ha detto che ci volevano quattro ore» per interrogarmi, «ma dopo un'ora non avevano più domande», ha detto Netanyahu nel video pubblicato su Telegram e ripreso da Times of Israel. «Si tratta di una caccia politica volta a sventare il licenziamento del capo dello Shin Bet e a far cadere un primo ministro di destra», ha aggiunto.
18:54
18:54
«Smantellato a Gaza un tunnel lungo un chilometro»
L'esercito israeliano (Idf) continua ad operare nella Striscia di Gaza per «espandere il perimetro di sicurezza nella parte settentrionale e centrale di Gaza», e dice di aver smantellato un tunnel di Hamas e un'officina di produzione di razzi e lanciarazzi.
«Finora - affermano le Forze di difesa israeliane - le truppe della 252/a Divisione hanno eliminato oltre 50 terroristi».
«Le truppe dell'Unità Yahalom sotto il comando della 252a Divisione - afferma l'Idf in una nota - hanno smantellato un tunnel sotterraneo lungo un chilometro appartenente all'organizzazione terroristica Hamas. In un'ulteriore attività, le truppe hanno localizzato un'officina utilizzata per la produzione di razzi e lanciarazzi».
«Le truppe dell'Idf - conclude la nota - continueranno a operare contro le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza per proteggere i cittadini dello Stato di Israele».
17:38
17:38
«10 morti in un raid su Gaza City, 3 sono bambini»
Almeno dieci persone sono state uccise e altre sono rimaste ferite in un raid israeliano che ha colpito Gaza City. Lo riferisce Al Jazeera sottolineando che tra i morti ci sono anche tre bambini.
Secondo quanto riferisce l'emittente, il bombardamento ha colpito una casa residenziale in Yaffa Street a Gaza City.
16:59
16:59
Arrestato negli USA un altro studente pro Gaza
Le autorità per l'immigrazione Usa hanno preso in custodia uno studente internazionale dell'Università del Minnesota in quello che è l'ennesimo atto di repressione di studenti e personale stranieri nei college statunitensi per le loro posizioni pro Gaza.
Secondo Fox News, un dottorando della Carlson School of Management (University of Minnesota), il cui nome non è noto, è stato arrestato dagli uomini dell'Ice (Immigration and Customs Enforcement) nella sua abitazione fuori dal campus, in un'operazione che ha suscitato proteste e preoccupazione tra gli studenti internazionali.
L'università si è detta «profondamente preoccupata», e il governatore del Minnesota ha chiesto chiarimenti al dipartimento della sicurezza interna. È l'ultimo caso di una serie di arresti che colpiscono studenti stranieri con visto regolare, accusati di aver partecipato a proteste anti-Israele o di avere presunti legami con gruppi terroristici.
Episodi simili sono avvenuti anche a Columbia (New York), Tufts (Massachusetts), Alabama e Boston. Il segretario di stato Marco Rubio ha rivendicato la revoca di circa 300 visti.
16:46
16:46
La Corte penale internazionale avverte Orban: rispetti il mandato d'arresto su Netanyahu
«La Corte fa affidamento sugli Stati per l'esecuzione delle sue decisioni. Non si tratta solo di un obbligo giuridico nei confronti della Corte stessa come previsto dallo Statuto di Roma, ma anche di una responsabilità verso gli altri Stati parte».
Così un portavoce della Corte penale internazionale, in merito alla visita in Ungheria del premier israeliano Benyamin Netanyahu, atteso mercoledì da Viktor Orban nonostante il mandato d'arresto internazionale a suo carico. «Non spetta ai singoli Stati valutare unilateralmente la legittimità o la validità delle decisioni della Cpi», aggiunge il portavoce.
«Qualora uno Stato nutra dubbi o perplessità in merito alla cooperazione con la Corte, ha la possibilità di consultarsi con essa in modo tempestivo ed efficace», evidenzia ancora il portavoce della Cpi, ricordando inoltre che «l'articolo 119 dello Statuto di Roma stabilisce chiaramente che ogni controversia concernente le funzioni giudiziarie della Corte deve essere risolta dalla Corte stessa».
16:09
16:09
«Almeno sei palestinesi uccisi a Khan Younis»
Almeno sei palestinesi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti oggi in seguito a un attacco aereo israeliano a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, secondo fonti locali. Tra loro ci sarebbero anche alcuni bambini.
L'aggressione israeliana in corso a Gaza dall'ottobre 2023 ha finora causato almeno 50.277 vittime palestinesi documentate e oltre 114.095 feriti. Si teme che migliaia di vittime siano rimaste intrappolate sotto le macerie, inaccessibili alle squadre di emergenza e di protezione civile a causa degli attacchi israeliani.
15:30
15:30
L'Iran convoca l'ambasciatore svizzero che rappresenta gli interessi degli USA
L'ambasciatore svizzero, che rappresenta gli interessi degli Stati Uniti in Iran, è stato convocato al ministero degli Esteri iraniano in seguito alle minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro la repubblica islamica.
Lo ha riferito l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, che è controllata dai pasdaran, i Guardiani della rivoluzione. «La Svizzera non commenta le attività nell'ambito del mandato di potenza protettrice tra Stati Uniti e Iran», ha indicato da parte sua la portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Elisa Raggi, su richiesta di Keystone-ATS.
«A seguito delle continue atrocità commesse da Israele in Medio Oriente e delle minacce di Trump (contro l'Iran), l'ambasciatore svizzero a Teheran è stato convocato questa mattina al ministero degli Esteri iraniano in qualità di rappresentante degli interessi degli Stati Uniti», si legge nella nota.
Il giorno precedente Trump, in un'intervista alla NBC News, aveva minacciato di lanciare «attacchi senza precedenti» contro l'Iran se Teheran e Washington non avessero raggiunto un accordo sul programma nucleare iraniano.
Questa è stata la reazione di Trump alla dichiarazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha escluso negoziati diretti con Washington ma ha lasciato aperta l'opzione di negoziare tramite mediatori.
Secondo quanto riportato, l'ambasciatore svizzero avrebbe ricevuto una nota ufficiale in cui si avvertiva che l'Iran è determinato a rispondere con fermezza e immediatamente a qualsiasi minaccia esterna, proveniente sia dagli Stati Uniti sia da Israele. Il diplomatico, a sua volta, si è impegnato a inoltrare immediatamente la nota al governo degli Stati Uniti.
Il 7 marzo Trump ha annunciato di aver inviato una lettera alla guida suprema dell'Iran, esprimendo la sua intenzione di raggiungere un accordo con Teheran in merito al programma nucleare iraniano. Allo stesso tempo, ha osservato che Washington sta valutando due opzioni per una possibile soluzione alla questione nucleare iraniana: militare e diplomatica, indicando che dà priorità ai negoziati.
Le sanzioni unilaterali di Trump dal 2018
Nel 2015, l'Iran e sei mediatori internazionali (Russia, Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Francia e Germania) hanno firmato il Piano d'azione congiunto globale (Jcpoa), che ha imposto una serie di limitazioni al programma nucleare iraniano, con l'obiettivo di escluderne la potenziale dimensione militare, in cambio della revoca delle sanzioni internazionali. Nel maggio 2018, durante la precedente presidenza di Trump, Washington ha violato l'accordo e ha iniziato a imporre sanzioni unilaterali all'Iran, sostenendo che il Paese stava continuando a sviluppare armi nucleari, un'affermazione che non è mai stata confermata.
Un anno dopo, Teheran ha risposto eliminando gradualmente i suoi impegni assunti nell'ambito del Jcpoa, rinunciando, in particolare, alle limitazioni alla ricerca nucleare e al livello di arricchimento dell'uranio. Nell'aprile 2021, le parti dell'accordo, insieme agli Stati Uniti, hanno avviato i negoziati a Vienna per ristabilire il patto nucleare, ma nel marzo 2022 le consultazioni si sono bloccate e da allora non sono più riprese.
15:19
15:19
Hamas: «Sono 1001 i morti dalla ripresa dei raid israeliani nella Striscia»
Il ministero della sanità del movimento islamista Hamas ha riferito che sono 1001 i morti dalla ripresa dei raid israeliani su Gaza il 18 marzo scorso.
Il ministero precisa che 80 persone sono rimaste uccise nelle ultime 48 ore, facendo salire a 50.357 morti il bilancio totale delle vittime dal 7 ottobre 2023.
15:15
15:15
«Netanyahu chiamato a testimoniare sul caso Qatargate»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe in viaggio per testimoniare agli ufficiali dell'unità reati gravi Lahav 433 della polizia nel quadro dell'indagine sul cosiddetto scandalo del Qatargate riguardante i presunti legami illeciti tra i suoi stretti collaboratori e Doha: lo riporta il Times of Israel.
Netanyahu stava testimoniando alla Corte distrettuale di Tel Aviv durante un'udienza del suo processo penale per accuse di corruzione, ma l'udienza è stata interrotta, apparentemente per consentirgli di testimoniare alla polizia.
In precedenza era emerso, sempre oggi, che il procuratore generale aveva ordinato alla polizia di convocare rapidamente Netanyahu per testimoniare nell'indagine sul Qatargate, anche se non come sospettato.
Secondo quanto riferito, Netanyahu testimonierà nel suo ufficio a Gerusalemme. Un portavoce del primo ministro non ha risposto a una richiesta di commento da parte del giornale.
Nel corso della mattinata in tribunale, l'avvocato di Netanyahu, Amit Hadad, ha lasciato l'aula per occuparsi di uno dei suoi altri clienti, Yonatan Urich, uno dei due assistenti del primo ministro - insieme ad Eli Feldstein - sospettati nello scandalo del Qatargate e arrestati dalla polizia questa mattina.
11:58
11:58
Mitsotakis e Netanyahu, «relazioni strategiche»
Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha incontrato l'omologo israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme ieri: «Durante il loro incontro, i due leader hanno riaffermato le relazioni strategiche tra Grecia e Israele e hanno discusso l'ulteriore approfondimento della cooperazione bilaterale, in particolare nel campo della difesa», si legge in un comunicato dell'ufficio di Mitsotakis.
I due leader «hanno avuto uno scambio di vedute sugli sviluppi regionali, con particolare attenzione al Mediterraneo orientale e alle sfide in Siria, Libano e Mar Rosso», indica la nota. Mitsotakis ha sottolineato l'importanza dei progetti energetici di interesse comune nella regione, e a proposito del Libano ha ribadito «l'importanza della stabilità nel paese e del mantenimento del cessate il fuoco nel sud del Libano».
Nella giornata di ieri il premier ellenico ha incontrato anche il presidente israeliano Isaac Herzog e i rappresentanti delle industrie della difesa israeliane, nonché alti funzionari del ministero della difesa.
«Da una democrazia del Mediterraneo orientale a un'altra democrazia del Mediterraneo orientale, benvenuto, amico», ha dichiarato Netanyahu nello scambio di saluti pubblico che i due leader hanno avuto prima del colloquio. «I nostri legami sono in costante crescita. So che molti israeliani si recano in Grecia e investono in Grecia, il che è un voto di fiducia», ha aggiunto il primo ministro dello stato ebraico, affermando che i due paesi hanno «valori comuni» e condividono «interessi e sfide».
Mitsotakis da parte sua ha ricordato «il partenariato strategico» tra i due stati e le sfide per riportare la «nostra regione comune a uno stato di pace». Mitsotakis ha aggiunto di volersi concentrare «sulla nostra cooperazione in materia di difesa, che è particolarmente importante per noi in Grecia».
11:22
11:22
Iran, missili pronti a colpire obiettivi USA
Le forze armate iraniane hanno preparato missili in grado di colpire obiettivi legati agli Stati Uniti in seguito alle continue minacce di azioni militari da parte del presidente Donald Trump se Teheran non accetta un nuovo accordo nucleare alle sue condizioni, riporta il quotidiano in lingua inglese Tehran Times.
Trump ha minacciato ieri «bombardamenti» e «dazi secondari» contro l'Iran se Teheran non raggiungerà un accordo con Washington.
Il giornale scrive che un numero significativo di questi missili pronti al lancio si trova in strutture sotterranee sparse in tutto il paese e progettate per resistere agli attacchi aerei.
Fin dal suo insediamento a gennaio, Trump ha ripetutamente affermato che avrebbe bombardato l'Iran se il paese non avesse fatto le concessioni che desiderava. Secondo alcune indiscrezioni, queste concessioni includerebbe in particolare lo smantellamento completo del suo programma nucleare.
Oggi, stando a quanto riferisce l'agenzia di stampa France-Presse (Afp), durante un discorso in diretta televisiva, il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che Teheran risponderà in modo «forte» se il paese venisse attaccato dagli Stati Uniti. «Minacciano di fare danni. Se ciò verrà attuato, riceveranno sicuramente un forte contrattacco».
10:59
10:59
Gaza: l'esercito israeliano evacua Rafah
L'esercito israeliano (Idf) ha emesso un avviso di sfollamento per i palestinesi nell'intera area di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale, affermando che le forze armate stanno «tornando a combattere con grande forza per eliminare le capacità delle organizzazioni terroristiche in queste aree». Lo riporta il quotidiano in linea The Times of Israel.
In un messaggio sulla rete sociale X, il portavoce in lingua araba dell'Idf, il colonnello Avichay Adraee, pubblica una mappa della zona che verrà evacuata, invitando gli abitanti di Gaza a spostarsi nella zona di al-Mawasi, sulla costa meridionale della Striscia.
07:00
07:00
Il punto alle 07.00
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scelto un ex comandante della marina come nuovo capo dell'agenzia di sicurezza. È quanto si legge in un comunicato del governo israeliano. «Dopo aver condotto ampi colloqui con sette candidati qualificati, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha deciso di nominare l'ex comandante della Marina, ammiraglio (in riserva) Eli Sharvit, come prossimo direttore dello Shin Bet», si legge nel testo. All'inizio di questo mese, la Corte Suprema ha sospeso il licenziamento dell'attuale capo dello Shin Bet, Ronen Bar, in attesa che vengano esaminati i ricorsi contro la decisione del governo, entro l'8 aprile.