Rapporti internazionali

Dazi, «La Svizzera ha buone carte da giocare nei negoziati con gli USA»

Dopo l'annuncio lo scorso giovedì dei dazi americani sui beni svizzeri non bisogna «cedere all'allarmismo», ha avvertito la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter
©PETER KLAUNZER
Ats
05.04.2025 11:23

Dopo l'annuncio lo scorso giovedì dei dazi americani sui beni svizzeri non bisogna «cedere all'allarmismo», ha avvertito la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. «Quello che serve ora, è poter spiegare la situazione al tavolo dei negoziati».

«La Svizzera ha buone carte da giocare», ha detto Keller-Sutter in un'intervista diffusa oggi da La Liberté, ArcInfo e Le Nouvelliste. È un «partner economico importante» e le imprese elvetiche figurano fra i principali investitoti esteri negli Stati Uniti, ha spiegato.

«Mostreremo il nostro valore aggiunto, che non è solo di natura economica», ha aggiunto sottolineando che la Svizzera offre anche i suoi buoni uffici rappresentando gli interessi statunitensi in Iran dal 1980.

Per i negoziati con Washington, la liberale-radicale sangallese non intende mollare sulle protezioni agricole o sul rifiuto degli OGM in Svizzera, uno dei rimproveri mossi dal presidente americano Donald Trump. «Vogliamo analizzare la situazione in dettaglio prima di immaginare misure». Ma anche se per ora la Confederazione non prevede ritorsioni, «non escludiamo al momento alcuna opzione», ha detto.

Di fronte al rischio di delocalizzazione di imprese elvetiche negli Stati Uniti per sfuggire ai dazi, Keller-Sutter evidenzia come sia ancora «prematuro» prendere decisioni in materia di politica economica in Svizzera. «Ma il Consiglio federale vigila e agirà se un tale bisogno si farà sentire».

Come noto, gran parte dei prodotti che gli Usa importano dal resto del mondo sono colpiti - a partire da oggi alle 06:01 ore svizzere - da dazi addizionali del 10%. La misura è però decisamente più severa per alcuni Paesi: per la Svizzera i dazi raggiungeranno il 31%.