Intermodalità

In Italia è un flop, ma in Svizzera il biglietto treno-aereo piace sempre di più

Dal 2023 al 2024, fa sapere Swiss da noi contattata, la domanda è aumentata del 25%: i clienti «sono molto soddisfatti e apprezzano i numerosi vantaggi» dell’offerta combinata
©GAETAN BALLY
Marcello Pelizzari
26.02.2025 06:00

Il biglietto unico treno-aereo non funziona. Quantomeno in Italia, secondo i dati snocciolati dal Corriere della Sera alcuni giorni fa. Un vero e proprio flop, dal momento che il servizio – offerto da Trenitalia in collaborazione con ITA Airways e l’aeroporto di Roma Fiumicino – è prenotato in media solo da 5 persone al giorno. Possibile? Sì.

L’intermodalità

L’intermodalità, di per sé, è interessante. E, almeno, sulla carta, dovrebbe essere vincente. Andando sul sito di ITA, citiamo sempre il Corriere della Sera, si può ad esempio decidere di partire dalla stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, arrivare con il treno ad alta velocità fino alla fermata di Fiumicino Aeroporto, entrare nello scalo, imbarcarsi su un Airbus della compagnia di bandiera italiana e atterrare al JFK di New York dopo circa nove ore. Tutto con un singolo biglietto e un solo check-in.

Sul perché l’offerta, in Italia, non sia decollata i motivi sono essenzialmente due, secondo il Corriere della Sera: c’è chi, banalmente, non conosce questa possibilità e chi, la maggior parte, teme che prendendo il treno, visti i ritardi, poi perda la connessione aerea. Come esempio positivo, per contro, viene citata la Germania: oltre 500 mila persone, nel 2024, hanno prenotato il biglietto unico da e per l’aeroporto di Francoforte scegliendo il connubio gruppo Lufthansa-Deutsche Bahn.

E la Svizzera? Com’è messa in questo senso? Sappiamo, a grandi linee, che dal 2019 il vettore di bandiera, Swiss, e le Ferrovie federali svizzere (FFS) lavorano di concerto, citiamo, «per ottimizzare l’integrazione fra treno e aereo». Una mossa, questa, che unita all’apertura della galleria di base del San Gottardo ha favorito la decisione della stessa Swiss di salutare l’aeroporto di Lugano-Agno. Tempo fa, nel corso di un’intervista concessa al Corriere del Ticino, l’oramai ex amministratore delegato della compagnia elvetica, Dieter Vranckx, aveva affermato a proposito del volo fra Ginevra e Zurigo, che resiste nonostante l’introduzione dell’offerta combinata treno-aereo: «Pur offrendo il servizio in collaborazione con le FFS, sono pochi ancora i nostri passeggeri che ne usufruiscono. Il volo offre ancora alcuni vantaggi evidenti, come la possibilità di fare il check-in a Ginevra e non preoccuparsi più dei bagagli fino a destinazione raggiunta, via Zurigo».

La posizione di Swiss

Da noi contattata, tramite la portavoce Silvia Exer-Kuhn Swiss precisa: «Dal 2019 a oggi Swiss e le FFS hanno ampliato costantemente la loro partnership per migliorare il collegamento fra aria e ferrovia». Se, come dice la nostra interlocutrice, in principio la collaborazione si svolgeva solo lungo l’asse Basilea-Zurigo, «oggi abbiamo sviluppato una rete che comprende 21 destinazioni» e che include anche l’aeroporto di Ginevra. Una rete «accolta molto bene dai nostri clienti».

Di questa rete, già dall’ottobre del 2019, fa parte anche Lugano, mentre dal 2022 il servizio – denominato Swiss Air Rail – è disponibile anche da e per Monaco di Baviera, in Germania. Con il passare degli anni sono state aggiunte altre destinazioni, fra cui Vevey, Montreux, Sion, Sierre, Visp e Briga, ma anche Coira, Davos, Klosters e St. Moritz.

D’accordo, ma il servizio funziona? Swiss non fornisce dati veri e propri, ufficialmente «per motivi di concorrenza», limitandosi a dire che «l’ampliamento dell’offerta ha comportato anche un corrispondente aumento dell’utilizzo. Ad esempio, la domanda nel 2024 è aumentata del 25% rispetto al 2023». Mica male, insomma.

La compagnia, di nuovo, non vuole parlare delle singole tratte, ad esempio la Lugano-Zurigo, ma afferma che i clienti «sono molto soddisfatti e apprezzano i numerosi vantaggi» dell’offerta combinata. Come, appunto, la possibilità di fare un solo check-in o, ancora, di scegliere il collegamento ferroviario il giorno prima della partenza o il giorno dopo l’arrivo in aereo. Ah, a proposito del rischio di non arrivare in tempo: «Swiss offre ai suoi passeggeri una garanzia di collegamento in caso di ritardi» chiosa Silvia Exer-Kuhn.