I dati

In Svizzera l'inflazione rimane stabile

In marzo la crescita dei prezzi su base annua si è attestata allo 0,3%, allo stesso livello di febbraio, cioè ai minimi dall'aprile 2021
©Chiara Zocchetti
Ats
03.04.2025 08:33

L'inflazione rimane stabile in Svizzera: in marzo la crescita dei prezzi su base annua si è attestata allo 0,3%, allo stesso livello di febbraio, cioè ai minimi dall'aprile 2021.

Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), nel terzo mese dell'anno l'indice dei prezzi al consumo ha totalizzato 107,5 punti. Il rincaro di marzo è nella fascia bassa delle aspettative: gli analisti interpellati dall'agenzia Awp scommettevano infatti su valori compresi fra +0,3% e +0,6%. A livello mensile i prezzi sono rimasti invariati (i pronostici si muovevano fra 0,0% e +0,3%): febbraio aveva segnato +0,6%.

Secondo gli esperti dell'UST la stabilità mensile è il risultato di tendenze opposte che si sono compensate a vicenda. Il costo dei viaggi forfetari internazionali, degli abbonamenti per giornali e riviste nonché quelli di indumenti e calzature sono aumentati. Sono invece diminuite le tariffe del settore paralberghiero e quele per il noleggio di veicoli, come pure gli oneri per i carburanti e l'olio da riscaldamento. Sempre interessante inoltre è l'evoluzione dei prodotti alimentari, che mettono a referto un -0,1% mensile e un -0,2% annuo, così come quella del comparto abitazione ed energia (rispettivamente 0,0% e +1,4%), che comprende gli affitti.

Come si ricorderà l'inflazione è scesa decisamente nel 2024, attestandosi all'1,1%, dopo il 2,1% del 2023 e il 2,8% del 2022, che era stato il massimo da 30 anni. L'ultimo valore negativo (-0,7%) era stato registrato nel 2020. L'indicatore elvetico di marzo è a livelli sensibilmente inferiori di quelli dell'Eurozona (2,2%, in flessione dal 2,3% di febbraio), mentre riguardo agli Stati Uniti non sono ancora disponibili dati aggiornati.

Tornando in Svizzera e passando ai dettagli, in marzo i prezzi dei prodotti indigeni sono calati dello 0,1% nel confronto con febbraio, mentre quelli dei prodotti importati hanno subito un incremento dello 0,5%. Su base annua i primi segnano +1,0%, i secondi -1,7%. Lo zoccolo dell'inflazione - che nella definizione dell'UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti - mostra una variazione rispettivamente di +0,1% (mese) e di +0,9% (anno).

L'UST calcola anche un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), misurato con la metodologia in uso nell'Unione europea, con l'obiettivo di raffrontare i dati elvetici con quelli delle nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva marzo presenta un rincaro del -0,1% (mese) e del +0,1% (anno).

Il rincaro stabilito dall'UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell'ambito dei divorzi. Come noto l'efficacia dell'indice dei prezzi al consumo nell'illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell'assicurazione malattia di base, un punto di spesa che anche nel 2025 è in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche.

L'inflazione è monitorata con attenzione dalla Banca nazionale svizzera (BNS), che persegue come obiettivo la stabilità dei prezzi, intesa come una variazione compresa tra lo 0 e il 2%. Per frenare la crescita del rincaro l'istituto fra il 2022 e il 2023 aveva proceduto a cinque aumenti del tasso guida, che era così salito dal -0,75% al +1,75%. Nel 2024 l'entità guidata da inizio ottobre dal nuovo presidente della direzione Martin Schlegel ha invece operato in direzione opposta, agendo con quattro tagli successivi, che hanno abbassato il costo del denaro allo 0,50%. Quest'anno nel suo primo intervento la BNS ha proceduto nello stesso modo, ritoccando il tasso allo 0,25%. Il prossimo esame trimestrale della situazione economica e monetaria è in programma il 19 giugno.