In Ticino sono state arrestate due persone per un'operazione anti-'Ndrangheta
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Sono due le persone fermate stamane da fedpol in Ticino, scrive la RSI, nell’ambito di un procedimento aperto dalla Procura federale a carico di diverse persone per riciclaggio di denaro aggravato. Non solo, gli inquirenti hanno proceduto a perquisizioni domiciliari nei Grigioni e nel canton Zugo.
L’operazione della polizia federale elvetica, leggiamo, è collegata a un’inchiesta anti ‘Ndrangheta della Procura distrettuale di Brescia. Procura che, sempre stamani, ha arrestato sei persone. In un comunicato stampa diffuso in mattinata, la Guardia di Finanza ha precisato che le persone arrestate sono indagate «per aver promosso e materialmente eseguito un sequestro di persona nonché condotte estorsive, poste in essere secondo le modalità tipiche mafiose, ai danni di un imprenditore al quale sono stati sottratti beni per un valore di oltre 1,5 milioni di euro».
Alla RSI, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha confermato che la parte svizzera dell’inchiesta è scattata nel 2022, dopo che le autorità elvetiche hanno ricevuto dalla Procura di Milano informazioni sul riciclaggio di denaro, frutto di traffico di droga e attività criminali, da parte di cittadini cinesi. Le indagini avevano fatto emergere il coinvolgimento di alcuni cittadini e società attive in Svizzera. Accertamenti che hanno portato da un lato all’apertura dell’inchiesta (anche) dal lato svizzero e, dall’altro, agli arresti di oggi.
Da noi contattato per ulteriori informazioni, l'MPC ha confermato anche al Corriere del Ticino che, stamane, «fedpol ha effettuato su mandato del Ministero pubblico della Confederazione molteplici perquisizioni domiciliari in collaborazione con la polizia cantonale dei Cantoni Ticino, Grigioni, Zugo e l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini UDSC. Nel corso dell'operazione sono state arrestate due persone». L'operazione «si è svolta nell’ambito di un procedimento penale dell'MPC attualmente in corso nei confronti di diverse persone fisiche per riciclaggio di denaro aggravato e falsità in documenti». Nel maggio del 2022, ribadisce l'MPC, «la Procura di Milano, Direzione Distrettuale Antimafia, ha inviato all'MPC informazioni in merito a presunte attività illecite di riciclaggio di denaro realizzate in Italia da alcuni cittadini cinesi. Tali informazioni riguardavano, in particolare, la gestione di ingenti somme di denaro in contanti derivanti da traffici di sostanze stupefacenti e da altre attività criminali. Le indagini effettuate dall’autorità estera hanno altresì permesso di accertare il sospetto coinvolgimento di alcuni cittadini e di società attive in Svizzera. Sulla base di tali informazioni e a seguito dei primi accertamenti effettuati, nel mese di maggio 2022 l'MPC ha aperto un proprio procedimento penale. L’operazione odierna si è svolta in stretto coordinamento con le Procure italiane di Brescia e di Milano, Direzioni Distrettuali Antimafia, con le quali l'MPC ha istituito nel 2022 una squadra investigativa comune (SIC), con la partecipazione di fedpol e della Guardia di Finanza italiana. L'MPC ha altresì chiesto assistenza giudiziaria in materia penale a Cina, Hong Kong, Taiwan e altre giurisdizioni».
«Le citate condotte delittuose – scrive per contro la Guardia di Finanza nel suo comunicato – sono emerse in un più ampio contesto connesso a indagini di polizia economico finanziaria, finalizzate a svelare un collaudato sistema di evasione fiscale alimentato da un circuito di fatture per operazioni inesistenti per oltre 250 milioni di euro. Lo stesso presupponeva la creazione e gestione di società operanti nel settore edile dedite alla somministrazione illecita di manodopera, insistenti nelle province di Brescia, Milano e Bergamo. L’attività complessivamente sviluppata, anche mediante l’utilizzo di intercettazioni, accertamenti bancari e sequestri di denaro contante (oltre 2 milioni di euro), ha così reso possibile la ricostruzione di un articolato schema fraudolento».
E ancora: «Gli approfondimenti investigativi hanno consentito alla competente Autorità giudiziaria di emettere, altresì, nei confronti delle società coinvolte, un sequestro preventivo, anche per equivalente, per un importo complessivo pari a oltre 27 milioni di euro, quale provento delle indebite compensazioni effettuate mediante crediti d’imposta inesistenti e dell’imposta evasa conseguente all’omessa presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali».
I provvedimenti eseguiti, conclude la Guardia di Finanza, «costituiscono l’epilogo di complesse attività di indagine, anche di carattere transnazionale, avviate a partire dal mese di dicembre 2021, che hanno riguardato l’operatività in territorio bresciano di due strutture complementari, di cui una partecipata da soggetti contigui alla cosca ‘ndranghetista Piromalli-Molé».