Le molte inquietanti forme della violenza sulle donne

«Dall’inizio dell’anno, in Svizzera, otto donne sono già state uccise in episodi di femminicidio, che è l’aspetto forse più eclatante della violenza sulle donne. Questa, però, assume molte forme...». È con questa premessa che, tramite un’interrogazione (prima firmataria la deputata Daria Lepori), il Partito socialista in occasione della Giornata internazionale della donna ha voluto mettere i riflettori su un fenomeno inquietante. Il punto di partenza dell’atto parlamentare è un reportage tramesso lo scorso dicembre da Norddeutscher Rundfunk. Un documentario in cui si «mostra come, in centinaia di gruppi Telegram (ndr. nota applicazione di messaggistica), utenti si scambiano consigli su come narcotizzare donne della propria cerchia famigliare – compagne, madri, mogli, sorelle – per poi abusarne sessualmente».
Uno di questi gruppi, si legge nell’interrogazione, «conta ben più di 70.000 iscritti e vi trovano commenti di questo tipo: ‘non è stupro, se lei non sa che è successo’». In qualche caso, viene poi spiegato, «quando gli utenti si apprestano ad abusare delle vittime, accettano “indicazioni”, ovvero chiedono al resto della chat quali pratiche vorrebbero veder compiere sulle donne prive di sensi». I redattori del reportage, viene poi spiegato nell’interrogazione del PS, «sono riusciti ad acquistare, seguendo le indicazioni degli utenti, un presunto “siero per capelli” che, esaminato da tossicologi, è risultato contenere una composizione di sostanze che gli esperti non avevano mai visto in un solo prodotto: un anestetico per animali, una benzodiazepina, un farmaco usato, fra le altre cose, nel trattamento della nausea. Così combinate, queste sostanze potrebbero non risultare dagli esami di routine, impedendo così alla vittima di scoprire di essere stata drogata».
Inoltre, «il fatto che la confezione sia quella di un prodotto per capelli, potrebbe permettere alle droghe di passare inosservate durante una perquisizione domiciliare». Insomma, rilevano i deputati del PS, «Dominique Pelicot, l’uomo condannato in novembre per aver fatto abusare sua moglie per 9 anni da 72 uomini non è il solo, come sembra dimostrare il reportage». Per questi motivi il PS ha posto una serie di domande al Governo per capire, ad esempio, «che cosa fa la polizia cantonale, in autonomia o in collaborazione con la polizia federale, per affrontare il fenomeno della somministrazione di sostanze ai fini di abuso nei confronti delle vittime», se «il Ministero pubblico ha già ricevuto denunce per atti di questo tipo» o se «le polizie comunali hanno mai rilevato situazioni di questo tipo nell’ambito dei loro interventi».