Ruag: chiesta da più parti una commissione parlamentare d'inchiesta
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Il Partito socialista (PS), alcuni parlamentari e il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE) esigono l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) in seguito alle rivelazioni di malfunzionamenti in seno dal gruppo Ruag MRO. Dal canto suo, la responsabile del Dipartimento della difesa (DDPS) Viola Amherd chiede un chiarimento completo sulla vicenda.
La consigliera federale si rallegra del fatto che sia stato avviato un procedimento penale e che i responsabili siano chiamati a risponderne, stando a una presa di posizione scritta di Amherd trasmessa oggi all'agenzia Keystone-ATS. Tali rapporti dimostrano «che è stato giusto avviare le indagini subito dopo che sono state rese note le irregolarità relative ai carri armati Leopard 1».
Anche dal rapporto intermedio di Niederer Kraft Frey (NKF), la società incaricata da Ruag di realizzare un'indagine esterna, emergono atti criminali. «Allo stato attuale stato delle nostre conoscenze, questi risalgono al 2015», ha sottolineato Amherd.
Una lettera anonima risalente al 2019 e relativa alle irregolarità di Ruag era stata indirizzata all'allora presidente di Ruag Holding, Remo Lütolf, viene precisato ancora dalla responsabile del Dipartimento federale della difesa (DDPS). «Subito dopo essere venuto a conoscenza di questa lettera anonima, il servizio competente in seno alla SG (Segreteria generale del DDPS, ndr.) ha richiesto una presa di posizione da parte di Ruag».
L'azienda aveva allora indicato per iscritto di aver indagato sulle accuse e che queste si erano rivelate infondate. «A posteriori e sulla base delle indagini avviate dal dipartimento, dalla DelFin e da Ruag MRO, è chiaro che si trattava di un'affermazione errata», ha aggiunto Amherd.
Dopo questo «scandalo Ruag e gli evidenti problemi legati agli acquisti dell'esercito», il PS chiede l'istituzione di una CPI. Un'inchiesta di questo tipo è necessaria per capire i motivi per i quali la consigliera federale Amherd e il DDPS abbiano chiuso un occhio nonostante «chiari indizi di gravi violazioni», hanno precisato i socialisti in una nota.
Per questi ultimi, rimane ora aperta la questione se questa CPI debba concentrarsi solo su Ruag o se debba anche indagare sul «caos» all'interno del DDPS. Innanzitutto, devono essere chiarite le ragioni delle dimissioni del capo dell'esercito Thomas Süssli e del capo dei «servizi segreti» Christian Dussey. «Il PS si oppone categoricamente al cieco investimento di altri miliardi in questo esercito disfunzionale».
Il GSsE nonché i consiglieri nazionali dei Verdi Fabien Fivaz e Balthasar Glättli chiedono pure l'istituzione di una CPI. Su X, lo zurighese Glättli afferma: «Esercito svizzero e servizi segreti: presto le luci si spegneranno. Tutti abbandonano la nave che affonda. La capitana è partita per prima».
I rapporti del Controllo federale delle finanze (CDF) mostrano «gravi carenze nella gestione e nella sorveglianza», ha affermato dal canto suo il neocastellano Fivaz, vicepresidente del gruppo parlamentare ecologista.
Per il consigliere nazionale Jean-Luc Addor (UDC), membro della Commissione della politica di sicurezza, «il DDPS è un disastro!» A sua volta, il «senatore» bernese Werner Salzmann (UDC) si è detto scioccato per l'«energia criminale» in seno a Ruag MRO.
Le colpe vanno ricercate a diversi livelli: nella direzione e nel consiglio d'amministrazione dell'azienda, ma anche nella ministra della difesa Amherd, considerato che la responsabilità complessiva è sua, ha dichiarato Salzmann a Keystone-ATS.
Anche la Commissione della gestione degli Stati (CdG-S) si è espressa sullo scandalo che ha coinvolto Ruag MRO. «I rapporti attestano l'esistenza di preoccupanti lacune», ha indicato in una nota. La CdG-S ha incaricato una sottocommissione di svolgere ulteriori accertamenti per reagire alle «carenze» nella gestione e conduzione da parte della Confederazione.
Per la commissione «risultano particolarmente gravi la rendicontazione lacunosa al proprietario (ossia la Confederazione, per il tramite del DDPS, ndr.) da parte di Ruag MRO per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi strategici nonché la mancanza di una verifica approfondita di tali rendiconti da parte del proprietario». Questa situazione «ha reso impossibile un'alta vigilanza parlamentare efficace».
Intanto, lo sviluppo di una nuova forma giuridica di Ruag MRO sta richiedendo più tempo del previsto. Anziché entro fine maggio, il Dipartimento federale della difesa presenterà al Consiglio federale una bozza da inviare in consultazione solo entro fine anno. Il disegno «terrà anche conto delle conclusioni del Controllo federale delle finanze (CDF)», ha indicato il DDPS.
Il Consiglio federale ritiene che la forma giuridica attuale - società anonima di diritto privato - non soddisfi più le esigenze odierne. Per questa ragione, a fine novembre, ha deciso di valutare le possibili forme giuridiche di diritto pubblico che consentirebbero alla Confederazione una maggiore libertà d'azione.