Maltempo

Sorte è in zona rossa: ora spetta al Municipio decidere

Alluvione del 21 giugno 2024, svelata la Carta dei pericoli riguardante la frazione di Lostallo - Per la strada cantonale si prevede un sistema di allarme con tre semafori - Il sindaco: «Dobbiamo essere realisti»
©Chiara Zocchetti
Alan Del Don
03.04.2025 18:00

Sorte, la frazione di Lostallo che porta ancora i segni del maltempo del 21 giugno scorso, è in zona rossa. Quanto si temeva è purtroppo realtà. È quanto emerge dalla Carta dei pericoli presentata oggi alla stampa dall’Ufficio forestale e pericoli naturali e dallo Studio Beffa & Tognacca Sagl di Claro. I dettagli sono poi stati illustrati ai residenti, ai quali spetta la decisione se eventualmente rientrare oppure no; all’incontro non hanno potuto partecipare i giornalisti. Alcuni cittadini, visibilmente delusi, erano comunque presenti all’infopoint per i media. L'ultima parola sarà comunque quella del Municipio. Se ne saprà di più fra un mese o poco più. In ogni modo fino a quando saranno state realizzate le opere di protezione rimane valida l'evacuazione. Il Cantone è stato categorico. Fuor di burocratese: la ventina di sfollati non può fare ritorno al proprio focolare.

Gli specialisti, in particolare, sono attivi dal giorno seguente la devastazione costata la vita a tre persone (un ex municipale e una coppia sulla cinquantina che si era trasferita da poco assieme ai figli). Oltre ai decessi si sono registrati danni importanti agli edifici (cinque case sono state completamente distrutte) e alle infrastrutture cantonali e comunali nonché all’A13, crollata nel tratto fra Lostallo e Mesocco e sistemata in tempi record dall’Ufficio federale delle strade. I costi complessivi delle bizze di Giove Pluvio, in tutta la Mesolcina, ammontano ricordiamo a 74 milioni di franchi. All'origine dell'evento naturale vi sono state in particolare le precipitazioni pregresse di una settimana prima e lo scioglimento della neve, ancora presente sino ad inizio giugno. Due fattori che hanno caricato il terreno, ha spiegato l'ingegnere Christian Tognacca. Nella fattispecie vi sono state tre colate detritiche.

Le carte dei pericoli, si specifica sul sito dell’Assicurazione fabbricati dei Grigioni, rappresentano le aree minacciate e forniscono tra l’altro le basi per la determinazione delle zone di pericolo nella pianificazione della destinazione d’uso. In una scala di gradi, il rosso è il colore che indica un rischio elevato: «Le persone sono in pericolo sia all’interno che all’esterno degli edifici. Si prevede l’improvvisa distruzione di edifici. Non possono essere delimitate nuove zone edificabili ed è vietato sia realizzare che ampliare costruzioni e impianti». L’importantissimo documento è stato naturalmente aggiornato dopo il maltempo di quasi un anno fa.

Realismo

«Sarà un periodo lungo ed impegnativo. Dobbiamo essere realisti», ha affermato il sindaco Nicola Giudicetti. Ciò significa anche, qualora da parte degli abitanti ci fosse l'intenzione di rientrare, che bisognerebbe investire per realizzare le opere di premunizione. Si parla di milioni di franchi a carico soprattutto del Comune di Lostallo. La soluzione non sarà tuttavia individuale, nel senso che se un solo nucleo familiare volesse rientrare, ebbene, non si interverrebbe. C'è inoltre la questione della strada cantonale che transita da Sorte; verrà predisposto un sistema di allarme contraddistinto da tre semafori.

L’obiettivo dell’Ufficio foreste e pericoli naturali retico è quello di completare, entro il 2027, le carte dei pericoli di tutto il territorio cantonale. Attualmente è stato passato ai raggi X solo il 10% della superficie dei Grigioni. Coira ha così dato mandato alla Berner Fachhochschule di elaborare dei documenti dettagliati. Una volta pronti si avrà un’indicazione più chiara dei possibili rischi relativi a frane ed inondazioni. In particolare sarà fondamentale avere tutte le informazioni necessarie in caso di forti precipitazioni, come capitato appunto in Mesolcina.

«Nessun episodio è stato estremo: domani potrebbe capitare di peggio» titolavamo, il 26 novembre scorso, la pagina riassuntiva dedicata all’analisi di quanto capitato in Mesolcina in quelle terribili ore del 21 giugno 2024, quando la popolazione era a cena. Il rapporto tecnico – elaborato dallo studio geo7 di Berna coordinato dalla geografa ed esperta di pericoli naturali Eva Frick – ha posto sotto la lente 18 riali esondati in valle: la metà a Lostallo, tre a Mesocco, altrettanti a Cama, due a Soazza ed uno (il Ria de Polon) fra Grono e Cama.

In due terzi di questi corsi d’acqua la situazione è stata da allarme rosso. Nel Molera, ad esempio, nei pressi di Sorte, si è depositato materiale pari a 70.000-90.000 metri cubi raggiungendo addirittura il fiume Moesa. Un evento di questa portata era capitato nel 1978. E, in precedenza, nel 1944 e nel 1836. E potrebbe succedere di nuovo, hanno affermato chiaramente gli specialisti.