A Lugano riaffiora un rosso tenue dopo sei anni di cifre nere

Da meno nove a meno due, ma con un (quasi) meno uno che crea una certa apprensione. Ecco i numeri principali del Consuntivo 2024 di Lugano presentati a Palazzo civico dal sindaco Michele Foletti, dal capodicastero Marco Chiesa e dal direttore della Divisione delle finanze Giacomo Orlandi.
-2 milioni di franchi è il risultato d’esercizio del Consuntivo 2024 di Lugano. «Il peggiore dal 2014 a oggi» ha sottolineato Foletti, comunque fiducioso per l’andamento delle finanze. Il deficit è di circa 7 milioni più contenuto rispetto alle previsioni. L’ultimo segno meno era arrivato nel 2017.
75,5 milioni gli investimenti netti. «Sono tornati sui livelli del 2014» ha ammonito il sindaco evidenziando il loro impatto sui bilanci. «Lugano non ha mai smesso di essere propositiva – ha aggiunto Chiesa – anzi, sta viaggiando a livelli estremamente importanti».
25,9% è il grado di autofinanziamento della Città, ossia la sua capacità di far fronte agli investimenti con mezzi propri, senza chiedere soldi alle banche pagando i relativi interessi. Il dato è migliore rispetto a quello ipotizzato nel Preventivo (20,7%) «ma non ancora sufficiente», avverte il capodicastero Chiesa.
965 milioni i debiti verso terzi a breve, medio e lungo termine. Tecnicamente ammonterebbero a 1,08 miliardi di franchi, ma un recente deposito di 120 milioni li mantiene di fatto sotto la soglia psicologica.
+1,2 milioni è l’incremento delle spese finanziarie sostenute dal Comune rispetto a quanto preventivato. Ci sono stati maggiori costi per interessi (+400 mila franchi), per la raccolta di capitali (altri 400 mila franchi in più), per le spese di gestione dei conti bancari e per le commissioni delle carte di credito (+300 mila franchi in tutto). Le spese per interessi, grazie alla riduzione dei tassi, sono calate molto nell’ultimo decennio: l’anno scorso ammontavano a circa 11 milioni, nel 2015 superavano i 20.
+4,3 milioni l’aumento dei ricavi derivanti da tasse e retribuzioni. Soprattutto grazie alle tasse per i servizi amministrativi (+1,3 milioni) e alle tasse d’uso e prestazioni di servizio (+2,3 milioni). Questi maggiori incassi, come assicurato da Foletti, non sono dovuti a un aumento delle relative tariffe. Alla voce multe, si segnala una minore entrata di 700 mila franchi.
50,3 milioni è l’entità delle sopravvenienze fiscali, che derivano dal conteggio delle imposte di anni passati. Sono state di dieci milioni superiori alle attese.
15 milioni circa è quando la Città deve ancora incassare dai proprietari che hanno beneficiato di lavori alle canalizzazioni negli ultimi anni. I famosi e tanto discussi contributi LALIA. Essendoci stati meno pagamenti dilazionati del previsto, come spiegato da Foletti e Orlandi, «c’è stata una valanga d’incassi» e l’ammontare totale di 117 milioni è già quasi stato riscosso interamente. I prossimi contributi LALIA verranno conteggiati fra una decina d’anni.
250 i milioni che Lugano, come ha ricordato Chiesa, punta a incassare monetizzando alcuni suoi beni materiali (edifici) e immateriali (azioni, come quelle del Casinò). Ciò permetterebbe di ridurre il debito verso terzi ed esporre meno la Città alle turbolenze dei mercati finanziari, pensando ai tassi d’interesse. L’elenco dei potenziali disinvestimenti verrà presentato al Municipio a fine giugno. Entro fine aprile, invece, l’Esecutivo dovrà riflettere sulle misure per diminuire le spese correnti di almeno 10 milioni l’anno.
5,6 i milioni spesi in meno (rispetto al Preventivo) per il personale. Una differenza che la Città spiega «in buona parte» con «la mancata immediata sostituzione di personale partente e la ritardata assunzione di nuovi collaboratori».