Balerna

Dalla prima «sudata» all’ascensore inclinato

Ventisei metri di dislivello, per «cucire» un paese, possono farsi sentire – In futuro non sarà più così perché tra la stazione FFS e la fermata Bellavista verrà realizzato un ascensore inclinato adatto a tutti (anche ai ciclisti) – Il cantiere partirà entro la fine dell’anno
©CdT/Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
04.04.2025 06:00

«Dovevamo incontrare il progettista che si sarebbe dovuto occupare di preparare lo studio di fattibilità». Il sindaco di Balerna Luca Pagani si ricorda bene l’incontro: «La fortuna ha voluto – ci dice oggi sorridendo – che l’incontro avvenisse in una giornata di luglio particolarmente calda». Appuntamento alla stazione FFS, luogo di partenza del sopralluogo. «Al progettista ho in seguito proposto di salire in paese», cosicché ci si potesse rendere conto di quello che, in termini generali, era il disegno. «Una volta giunti in cima – racconta Pagani – eravamo bagnati dalla testa ai piedi». La giornata estiva non ha lasciato spazio ai dubbi: «L’ingegnere mi ha detto: ‘Sindaco, dobbiamo farlo!’». Un aneddoto che fa sorridere, ma allo stesso tempo fa capire quanto potrà essere apprezzato l’ascensore inclinato che sorgerà tra la stazione di Balerna e la fermata del trasporto pubblico che si situa in via San Gottardo. In 40 metri di percorrenza, l’ascensore inclinato permetterà di coprire 26 metri di dislivello. E, soprattutto, la sua presenza permetterà di raggiungere molteplici obiettivi. Torniamo a parlare di questo progetto perché ieri, all’Ufficio tecnico di Balerna, è stato pubblicato il progetto che porterà, appunto, alla realizzazione del collegamento che permetterà di «unire» la parte a valle e quella a monte del Comune. Uno degli ultimi tasselli burocratici del progetto – coordinato dal Cantone – che porterà all’avvio del cantiere. Stando al cronoprogramma i lavori dovrebbero cominciare entro la fine del 2025 e l’opera sarà ultimata in poco più di un anno.

L’ispirazione bernese

Ma da dove arriva lo spunto per realizzare un ascensore inclinato? Direttamente da Berna. A Balerna, infatti, sorgerà un impianto molto simile a quello che da Berna porta all’area della fossa degli orsi. In Ticino, a livello di collegamento pubblico, sarà quindi una prima. La cabina – con vetri panoramici – potrà trasportare fino a un massimo di 12 persone a viaggio e le sue dimensioni consentiranno, oltre ad offrire un servizio comodo alle persone con disabilità, il trasporto di biciclette. La durata della corsa – l’impianto sarà «a chiamata» – sarà di circa 45 secondi. Costo totale dell’opera? Circa 1,8 milioni di franchi e l’ammontare sarà coperto da un contributo forfettario della Confederazione (inserito nel Piano di agglomerato del Mendrisiotto di terza generazione), dal Comune di Balerna, dal Cantone e dalla Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio.

Un collegamento originale

Quel che è certo, ci racconta ancora il sindaco Luca Pagani, è che l’ascensore inclinato in arrivo è «qualcosa di apprezzato e di atteso». Per diversi motivi. A partire dal primo, verosimilmente il più pratico: «Metterà in collegamento la stazione ferroviaria con la linea principale del bus e, allo stesso tempo, permetterà di affrontare il dislivello tra il quartiere di Sant’Antonio e il centro paese». Senza sudare, aggiungiamo richiamando l’aneddoto iniziale. «La stazione di partenza a valle è stata posizionata in maniera che anche un disabile non debba affrontare alcuna salita. La stazione di monte, inoltre, è interessante perché ‘bifacciale’: da un lato la pensilina darà accesso al trasporto su gomma, dall’altro ci sarà l’area di l’attesa per l’ascensore». Lo sguardo va oltre. La possibilità di trasportare biciclette inserirà il collegamento nel percorso che dalla zona di Mezzana arriva alla stazione di Balerna. Un percorso, quest’ultimo, pensato proprio per essere un’alternativa alla trafficata strada cantonale. E, inoltre, superato il dislivello e compiuti pochi passi (o pedalate) ci si potrà immergere nel Parco delle Gole della Breggia. Senza contare, infine, la possibilità che un impianto del genere – originale alle nostre latitudini – possa anche fungere da piccolo attrattore turistico.