Gran consiglio

Mensa scolastica, meno obblighi

Abolito l’obbligo di frequenza per i bambini iscritti all’anno facoltativo dell’asilo - Sarà previsto anche un sistema flessibile di deroghe eccezionali per gli anni successivi
Red. Ticino&Svizzera
23.06.2020 20:34

La refezione scolastica alla scuola dell’infanzia non sarà più obbligatoria durante il primo anno facoltativo. Nei due anni successivi, ovvero quelli obbligatori, la presenza dei bambini in mensa resterà invece obbligatoria, ma saranno possibili delle puntuali deroghe fino al dicembre del secondo anno. È quanto ha stabilito il Parlamento cantonale approvando con 66 voti favorevoli e 5 contrari il rapporto della Commissione formazione e cultura sull’iniziativa parlamentare presentata da Sergio Morisoli (UDC) lo scorso anno. L’iniziativa targata UDC, ricordiamo, chiedeva di rendere completamente facoltativa la refezione alla scuola dell’infanzia. La Commissione, però, ha optato per un compromesso poi accettato anche dallo stesso Morisoli. I relatori del rapporto (Pugno Ghirlanda, Piezzi, Ghisla e Guerra), hanno sottolineato l’importanza del ruolo educativo della refezione, definendo questo compromesso una buona soluzione per tenere conto sia del ruolo formativo della mensa, sia delle necessità delle famiglie. Nel dettaglio il rapporto commissionale approvato dal Parlamento chiede al Governo di «allestire una proposta legislativa volta a prevedere l’abolizione dell’obbligo di frequenza della refezione per i bambini iscritti al primo anno di Scuola dell’infanzia (anno facoltativo)». Allo stesso tempo viene però chiesto di «mantenere l’obbligo di frequenza della refezione per i bambini del primo e del secondo anno obbligatorio» ma anche di «elaborare un sistema flessibile di deroghe alla frequenza a favore dei bambini che frequentano il primo anno obbligatorio di Scuola dell’infanzia». Viene inoltre precisato che solo «in casi eccezionali» delle deroghe «possono essere concesse fino a dicembre per i bambini che frequentano il secondo anno obbligatorio di Scuola dell’infanzia». Infine, viene chiesto di iscrivere tali deroghe nel Regolamento delle scuole comunali.