Popolazione

Nascite in calo in tutta la Svizzera, il Ticino non fa eccezione

Nel nostro cantone, nel 2024, sono nati 2.314 bambini, 76 in meno rispetto all'anno precedente – Il saldo naturale (la differenza tra le nascite e i decessi) è di -1.114
© CdT/ Chiara Zocchetti
Jenny Covelli
03.04.2025 20:00

Ticino va avanti a suon di record, ma non è una buona notizia. Stiamo parlando dei dati sulle nascite: nel nostro cantone, lo scorso anno, sono nati 2.314 bambini, 76 in meno del 2023 (e 121 in meno rispetto al 2022). Se è vero che il dato è in costante calo da anni, bisogna tornare al 1985, quarant’anni fa, per trovare un numero così basso (2.311). È il dato che emerge dalla Statistica del movimento naturale della popolazione dell’Ufficio federale di statistica (UST).

Sempre di record si era parlato, nel 2022, in riferimento al saldo naturale nel nostro cantone. Ma anche quella cifra (-1.102) è stata superata: la differenza tra le nascite e i decessi, nel 2024, è di -1.114. A fronte dei 2.314 nuovi nati, infatti, il Ticino ha registrato 3.428 decessi. È da tredici anni che non si osserva un saldo naturale positivo (nel 2011 il valore era pari a +52).

Dati in calo in tutta la Svizzera

Le cifre ticinesi sono in linea con quelle nazionali. Nel 2024, la Svizzera ha registrato un numero provvisorio di 78.000 nati vivi, 2.000 in meno (-2,5%) rispetto al 2023. È il terzo anno consecutivo che il numero di nascite diminuisce. Tuttavia, il calo è meno marcato rispetto all’anno precedente: tra il 2022 e il 2023 era stata registrata una diminuzione di 2.300 nascite (-2,8%). Nel 2024 il numero medio di figli per donna si è provvisoriamente attestato a 1,28, contro l’1,33 nel 2023. Si tratta del valore più basso mai registrato in Svizzera.

In relazione alla popolazione, nel 2024 il numero di nascite è stato pure inferiore rispetto agli ultimi anni (2024: 8,7 nascite ogni 1000 abitanti; 2023: 9; 2022: 9,4). In quasi tutti i cantoni si sono contati meno bambini rispetto al 2023. Le uniche eccezioni sono il Vallese (+0,9) e Basilea Campagna (+0,1%). Poiché il numero di nascite è stato basso e quello dei decessi è rimasto stabile (71.800, di cui l’88% riguarda persone over 65), nel 2024 l’incremento naturale si è provvisoriamente attestato a 6.200 persone. È il livello più basso osservato dal 1918, anno durante il quale l’incremento naturale fu negativo a causa dell’influenza spagnola e della Prima guerra mondiale. Lo scorso anno, oltre al Ticino, dieci cantoni hanno registrato più decessi che nascite.

Ad ogni modo, il 31 dicembre la popolazione residente permanente della Svizzera ha superato una nuova soglia: 9.048.900 abitanti (+86.600 persone rispetto all’anno precedente). Dopo l’anno record del 2023, le immigrazioni sono drasticamente diminuite (212.700, pari al -19,1%), contrariamente alle emigrazioni, che hanno registrato un andamento al rialzo (+1.600, ossia +1,3%).

Favorire la genitorialità

Guardando l’evoluzione dell’ultimo mezzo secolo, il bilancio ticinese è impietoso. Rispetto a dieci anni fa, sono nati 594 bambini in meno. La differenza con il 2000 è di ben 743 nascite annuali in meno. Un rapporto dell’Ufficio cantonale di statistica (USTAT) sul movimento naturale della popolazione, realizzato nel 2023, evidenzia il meccanismo della «trappola demografica»: i pochi figli nati trent’anni fa sono i pochi potenziali genitori di oggi, che hanno i pochi neonati attuali e che, a loro volta, saranno i pochi genitori potenziali tra una generazione. Insomma, il bacino si riduce gradualmente. Ci sono poi fattori economico-sociali che influenzano il calo della natalità: l’innalzamento dell’età dei neo-genitori, l’incertezza finanziaria, il cambiamento nei modelli familiari, le difficoltà nella conciliabilità tra famiglia e lavoro, il contesto storico (pandemie, guerre, crisi climatica). È difficile stabilire in quale misura questi elementi concorrano alla situazione attuale.

Eppure, l’indagine sulle famiglie e sulle generazioni svolta lo scorso anno dall’UST mostra che le cose potrebbero cambiare. Il 78% delle persone tra i 20 e i 29 anni d’età vorrebbe avere due figli. Il 5% un figlio, mentre il 17% nessuno. Un’ampia percentuale di donne e uomini tra i 25 e i 39 anni d’età che non hanno figli ritiene che diventare genitori aumenterebbe il loro piacere e la loro soddisfazione nella vita. Tuttavia, molti pensano anche che avere un figlio avrebbe ripercussioni negative, in particolare sulle loro prospettive di lavoro. Al calo della natalità si può rispondere con delle (possibili) soluzioni, come indicato a più riprese: implementare politiche familiari e favorire l’autonomia finanziaria e residenziale, una spinta ai giovani verso il desiderio di genitorialità.