Papio

«Per il futuro rettore non ricominciamo da zero»

Filippo Lombardi, presidente del Consiglio di Fondazione del collegio di Ascona, di nuovo al lavoro per individuare il successore di don Patrizio Foletti dopo il «no» dell’amministratore apostolico a Boas Erez - «Faremo tesoro degli approfondimenti compiuti negli scorsi mesi: in via di massima rimaniamo orientati su di una figura laica»
L’obiettivo rimane quello di nominare il nuovo timoniere entro l’inizio del prossimo anno scolastico. © CdT Chiara Zocchetti
Spartaco De Bernardi
08.01.2025 06:00

Un termine perentorio il Consiglio di Fondazione non se l’è dato, ma l’obiettivo rimane quello di nominare il nuovo rettore del Collegio Papio di Ascona per l’inizio del prossimo anno scolastico. E questo considerato che don Patrizio Foletti ha annunciato di voler lasciare la carica dopo 22 anni di servizio, avendo raggiunto i 71 anni di età. Incassata la bocciatura dell’amministratore apostolico della Diocesi di Lugano Alain de Raemy alla proposta di nominare Boas Erez al timone dello storico collegio, il Consiglio di Fondazione del Papio si è rimesso al lavoro per individuare la figura migliore cui affidare la direzione del collegio. «Non ripartiamo da zero nella ricerca del candidato o dei candidati da sottoporre all’amministratore apostolico al quale, secondo i nostri statuti, spetta la decisione finale», precisa il presidente del Consiglio di Fondazione Filippo Lombardi.

Riflessioni a tutto campo

«Metà del lavoro è praticamente già compiuta. Faremo infatti tesoro - prosegue Lombardi - di quanto emerso dalla fase di approfondimento svolta nei mesi al riguardo della candidatura di Boas Erez. Una fase durante la quale non ci si è limitati a valutare la persona che avevamo proposto per la guida del collegio, ma che è andata più in profondità delineando quello che dovrà essere il Papio in futuro. E questo con il coinvolgimento di tutti i docenti, i quali hanno avuto modo di esprimere le loro aspettative e le loro prospettive in questo senso». Docenti, lo rammentiamo, che erano stati sentiti nelle ultime settimane dell’anno scorso da un delegato del Consiglio di Fondazione del Papio e da un rappresentante della Curia incaricato dall’amministratore apostolico.

Indirizzo confermato

Con la decisione di candidare l’ex rettore dell’Università della Svizzera italiana, il Consiglio di Fondazione aveva scelto per una svolta laica al vertice dello storico collegio asconese. Scelta che si intende confermare. «In via di massima siamo orientati sempre su di una figura laica. Ciò non toglie che se dovesse arrivare la “perla rara” con tutti i requisiti necessari potremmo scegliere un sacerdote quale rettore. Ma, ripeto, in linea di principio rimaniamo convinti che sia giunto il momento di una conduzione laica del Collegio». Ciò senza tuttavia rinnegare il passato. Anche con una conduzione laica, l’istituto scolastico che comprende Medie e Liceo resterà ancorato alla sua identità e ai suoi valori, aveva sottolineato Lombardi lo scorso novembre nell’annunciare la candidatura di Erez. «Per guidare al meglio il collegio nelle sfide che deve affrontare nella realtà scolastica dell’odierna società ticinese - ribadiva allora e lo fa ancora oggi il presidente del Consiglio di Fondazione - abbiamo convenuto insieme al vescovo che sia giunto il momento di affidare la conduzione dell’istituto ad una personalità credente ma laica, di spiccato e riconosciuto profilo professionale, che condivida i valori cristiani, umani e pedagogici della scuola riassunti nella linea educativa definita sin dalla nascita della Fondazione sotto il motto di “Identità e qualità”».

Candidati d’alto profilo

Ora si tratta di individuare la persona giusta che possa incarnare il profilo stilato dai vertici della Fondazione che guida il Collegio Papio di Ascona. Un compito per il quale, come accennato, il Consiglio di Fondazione dell’istituto scolastico privato non si è dato delle scadenze. «Siamo al lavoro», ripete Filippo Lombardi augurandosi di trovare uno o più candidati di alto profilo da sottoporre all’amministratore apostolico Alain de Raemy.