Petizione

Per la piscina di Carona gonfiabili, presidi e Finzi Pasca

Il comitato che contesta la decisione del Municipio ha consegnato in cancelleria comunale una petizione firmata da oltre settemila cittadini – A favore della causa si è schierato anche il regista
© CdT/Gabriele Putzu
Estelle Vezzoli
29.03.2025 06:00

Un delfino gonfiabile ha fatto da mascotte ai cittadini che ieri pomeriggio, muniti di occhialini da nuoto, si sono riuniti davanti al Palazzo civico per consegnare la petizione «NO alla chiusura della piscina di Carona e del suo magnifico Parco». Questa, come informa un comunicato stampa, «chiede l’annullamento della chiusura, poiché la decisione è stata presa in contrasto con gli accordi iniziali, che prevedevano una separazione tra il risanamento della piscina e il progetto del glamping del TCS». Progetto per il ripensamento del centro balneare contro cui sono stati presentati dei ricorsi. «Ma i ricorsi – sostiene il comitato d’opposizione – non riguardano la sistemazione della piscina:contestano la variante di Piano Regolatore promossa dal Municipio che intende rendere edificabile un terreno attualmente fuori zona, situato in un’area di protezione federale».

Il comitato ha presentato anche i risultati una recente perizia, secondo la quale il mantenimento della piscina nei prossimi anni avrebbe un costo relativamente contenuto:servirebbero circa 280 mila franchi per un intervento a breve termine che consentirebbe la riapertura già per la prossima stagione; circa 467 mila franchi, invece, consentirebbero di effettuare un intervento più strutturato, con garanzie a lungo termine per il futuro del centro balneare.

A favore della causa si è schierato anche il drammaturgo Daniele Finzi Pasca, con il sostegno del quale si «stanno già sviluppando riflessioni su come trasformare quest’area in un luogo ancora più vivo e inclusivo, con una visione lungimirante che tenga conto delle esigenze della popolazione».

«Con un po’ di fantasia, il parco e la piscina di Carona potrebbero diventare un centro di aggregazione per giovani e famiglie, offrendo spazi per incontri, musica e attività culturali» ha scritto l’artista. «Mantenere aperta la piscina – ha aggiunto – non è solo una battaglia per salvare un servizio pubblico, ma un’occasione per ripensare il suo futuro e renderlo un punto di riferimento culturale e sociale per tutta la regione».

Il comitato ha inoltre organizzato un presidio fuori da Palazzo civico per «sensibilizzare i membri del Consiglio comunale» che si riuniranno nella prossima seduta di lunedì 31 marzo, invitando la popolazione a presentarsi e a indossare costumi da bagno, occhialini, salvagenti, braccioli e portando con sé ombrelloni, materassini e gonfiabili.