Accoglienza

Richiedenti l'asilo a Vezia dopo una lunga serie di silenzi

L’hotel di via San Gottardo sta ospitando temporaneamente una settantina di migranti arrivati dal Palagiovani di Locarno – Il Comune è stato l’unico nel Luganese a mettere a disposizione una struttura
L’Hotel Vezia ha una capacità massima di cento posti letto. © CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
18.02.2023 06:00

La bella notizia è che pochi giorni fa una settantina di richiedenti l’asilo ha trovato ospitalità all’Hotel Vezia. La cattiva è che questa soluzione era l’unica nel Luganese. Anzi, a dirla tutta era l’unica attualmente praticabile su tutto il territorio cantonale. Le ricerche a tappeto condotte dall’Ufficio dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati (URAR) in tutto il Ticino per individuare alloggi che si prestino a questo tipo di accoglienza si stanno focalizzando su quelle strutture che, man mano, stanno smaltendo le prenotazioni dei clienti dell’autunno e dell’inverno. Viste le grosse difficoltà nel reperire nuovi alloggi, il Cantone e la Croce Rossa avevano spedito, tramite della Sezione enti locali, una comunicazione anche a tutti i Comuni del Luganese. Ma nessuno aveva segnalato strutture libere. L’unico che si è reso disponibile ad accogliere i richiedenti l’asilo, anche se a giochi ormai fatti, è stato Vezia.

Storie di traslochi e contratti

Dietro i singoli migranti che non possono essere collocati nelle strutture ordinarie (come i Centri collettivi cantonali) perché ormai giunte a capienza massima, ci sono storie di traslochi ripetuti e contratti giunti al termine. È il caso delle persone arrivate mercoledì all’Hotel Vezia dal Palagiovani di Locarno, che tornerà ad accogliere i propri clienti e ripristinerà la sua attività di ostello. «Il Cantone e la Croce Rossa hanno trovato questa soluzione temporanea in extremis con i proprietari della struttura alberghiera e il Municipio ha risposto presente – ci spiega il sindaco Roberto Piva –. La capienza massima è di circa cento posti letto e attualmente l’hotel ospita una settantina di richiedenti l’asilo. Ma vige sempre il concetto della rotazione, ad esempio se dovessero partire cinque persone ne arriverebbero altrettante». Secondo gli accordi presi tra gli attori coinvolti, il contratto all’Hotel Vezia è in vigore fino alla fine dell’anno. E dopo? Ecco, il grosso punto di domanda rimane sempre questo, come se fosse un circolo vizioso: si riesce a trovare faticosamente una struttura, ma quando il contratto giunge a scadenza bisogna rifare tutto da capo. A meno che non ci sia una proroga.

Penuria regionale

Torniamo per un attimo alla ricerca a tappeto portata avanti dall’URAR e dalla Croce Rossa. Ebbene, questa ricerca è stata avviata lo scorso novembre, quando la Croce Rossa ha accolto più persone in due mesi (novembre e dicembre, ndr) che su tutto l’arco del 2021. Per intenderci, parliamo di quasi trecento richiedenti l’asilo. «Nel 2022 questa ricerca ci ha permesso di individuare le soluzioni della Perfetta di Arzo e del Palagiovani di Locarno, ma nient’altro – sottolinea Renzo Zanini, capo dell’URAR –. Siamo costantemente procedendo a una verifica di disponibilità sul territorio. Nel Luganese, al momento, non abbiamo trovato niente oltre a Vezia». Zanini spiega che in questa struttura alberghiera sono già nate alcune opportunità, come la richiesta da parte di diversi volontari di lavorare con la Croce Rossa. L’obiettivo, in ogni caso, rimane uno: sperare che i flussi migratori diminuiscano, così da permettere il collocamento dei richiedenti l’asilo nelle strutture ordinarie. La situazione, però, è molto incerta. E Zanini non nasconde che «i trecentocinquanta posti letto disponibili nei centri ordinari siano pochi».

Mani tese? Una...

«C’è carenza nel Luganese e facciamo fatica a trovare strutture disponibili. Dopo l’invio della comunicazione a tutti i Comuni non si è proposto nessuno, finché abbiamo trovato la soluzione di Vezia». Niente giri di parole: la vice direttrice della Croce Rossa e capo Divisione della migrazione Debora Banchini-Fersini parla di una regione, il Luganese, che non offre tantissimo. «Stiamo cercando hotel, pensioni, strutture con appartamenti. A volte non si arriva neanche alla trattativa con i privati; non tutte le persone che hanno una struttura alberghiera vogliono metterla a disposizione perché hanno, come comprensibile, altri progetti aziendali. Siamo però fiduciosi, perché il Ticino ha dimostrato di essere un cantone accogliente e attento».

La Croce Rossa si occupa di una presa a carico totale del richiedente l’asilo. Lo scopo è quello di «renderli indipendenti anche dal punto di vista sociale. I bambini vengono subito scolarizzati (alcuni piccoli ospitati all’Hotel Vezia frequenteranno la scuola del Comune) e gli adulti iscritti ai corsi di italiano, oltre a partecipare a stage in azienda e percorsi di integrazione così da essere autonomi socialmente».

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