Vezia e Maroggia hanno nostalgia dei radar
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LUGANO - «Mi manchi, mi manchi...», cantava Fausto Leali nel 1999. È vero, forse parole d’amore come quelle non si addicono a un marchingegno metallico che non sa perdonare, però è sostanzialmente questo il sentimento dei sindaci di Vezia e Maroggia nei confronti dei radar fissi che il Cantone ha deciso di mandare in pensione e sostituire con postazioni semi-stazionarie. La questione è seria. «L’eliminazione del radar sulla cantonale alla lunga sarà negativo – esordisce il sindaco di Vezia Bruno Ongaro – Fino ad oggi si sapeva che c’era, sebbene non sempre in funzione, ma questo era sufficiente per fare rallentare gli utenti. Adesso che non c’è più, mi domando cosa succederà lungo un tratto stradale rettilineo e in discesa, con due passaggi pedonali, parecchi utenti sui marciapiedi, tra cui tanti scolari, e una percorrenza di ventimila veicoli nei giorni feriali». Ongaro teme non tanto per quello che si verificherà durante le ore di punta, dove la velocità media si aggira attorno ai dieci chilometri orari, ma negli altri momenti della giornata e in particolare la sera.
Rilancio: chiesti i trenta all’ora
Il sindaco è convinto il radar, da quando è stato posato nel 2004, ha avuto un effetto deterrente ed educativo. «Il primo anno che era stato messo in funzione, il provento delle contravvenzioni che il Cantone aveva versato nella casse comunali ammontava a 160 mila franchi, con una media di 20 franchi per multa: un importo consistente, a riprova dell’elevato numero d’infrazioni. Poi, con l’andare del tempo, quella somma era velocemente scesa fino alle poche migliaia di franchi registrate un paio d’anni or sono, dimostrando però la validità del radar fisso in materia di prevenzione». «Ora che non c’è più – conclude il sindaco – riuscire a far rispettare i cinquanta all’ora sarà più difficile. Proprio per questo, basandoci su un paio di sentenze del Tribunale Federale, abbiamo chiesto all’autorità cantonale l’introduzione su quel tratto del limite di trenta chilometri orari». In più Vezia chiederà di fare abbastanza controlli con i radar mobili. «Vedremo come evolverà la situazione».
Va bene anche vuoto
Sulla stessa frequenza di Ongaro c’è il sindaco di Maroggia Jean-Claude Binaghi. «Siamo preoccupati dallo spegnimento del nostro radar e abbiamo scritto al Dipartimento per chiedere lumi, in particolare per capire ogni quanto verranno posati quelli semi-stazionari». Anche Maroggia, come Vezia, ha una controproposta: evitare di smantellare la struttura che ospitava il radar. «Spero che quella resti, anche se vuota, come elemento dissuasivo. In ogni caso l’automobilista la vede e rallenta, non va a giocare alla roulette». Il radar fisso di Maroggia era stato posato una ventina d’anni fa. Era stato lo stesso Comune a segnalare la pericolosità della tratta e a farne richiesta: «Mi pare ne avessero messi cinque, e noi eravamo stati scelti; il nostro appello era stato accolto» ricorda Binaghi. «L’avremmo voluto sulle due corsie, non solo all’ingresso del paese. In uscita c’è un rettilineo ed è il punto dove gli automobilisti gasano e diventano dei Clay Regazzoni. Quando passeggiavo lungo quel tratto vedevo spesso scattare il flash, anche in tempi recenti». A sostegno delle sue argomentazioni, il sindaco porta prove tangibili: «Ogni tre per due c’è un automobilista che ci distrugge i paletti gialli e neri posti ai lati della strada, specie di notte».
Dissuasivo solo per pochi metri
Torniamo a nord. Il sindaco di Magliaso Roberto Citterio va controcorrente rispetto ai colleghi e ammette di non essere preoccupato per l’addio al «suo» radar. «Ora che è stato tolto potremo avere quello mobile in altri punti – osserva – Ormai quello fisso lo conoscevano tutti: in quel tratto rallentavano, ma poco dopo tornavano ad accelerare». Anche Magliaso comunque chiederà alla polizia di non lesinare sui controlli. «Quelli a sorpresa sono migliori e saranno preziosi soprattutto di notte, perché in giornata, con il traffico che abbiamo, la velocità media è ridotta».
Consolarsi con la pistola
Tra i Comuni che hanno perso il radar fisso c’è anche Agno che tuttavia, come scrivevamo lo scorso dicembre, può «consolarsi» con il radar mobile di cui si è dotata recentemente la Polizia Malcantone Est. Le multe sono sempre tante; sia per gli eccessi di velocità, sia per l’uso del telefonino alla guida.
Frontalieri sott’occhio
Radar che vanno, radar che vengono. Una nuova postazione semi-stazionaria è stata installata nei giorni scorsi sulla strada cantonale Gandria, percorsa quotidianamente da quasi diecimila auto. La novità ha inevitabilmente suscitato le prime reazioni e chi è rimasto vittima del flash non ha badato molto all’eleganza, a giudicare da alcuni messaggi pubblicati sui gruppi Facebook dei frontalieri. Altro che «Mi manchi».