Locarno

Via libera ai conti, senza grandi entusiasmi

Approvato con due sole astensioni il preventivo della Città che fa stato di un disavanzo d'esercizio di 2,1 milioni di franchi
© CdT/Gabriele Putzu
Spartaco De Bernardi
31.03.2025 23:04

Lo stato di salute delle finanze cittadine non induce di certo a fare salti di gioia. Se ne è avuta la riprova lunedì sera durante la seduta del Consiglio comunale. Chiamato ad esprimersi sul preventivo del Comune per l’anno in corso - preventivo approvato a larga maggioranza - il Legislativo ha reiterato l’invito al Municipio affinché compia scelte mirate per riequilibrare il bilancio. Le previsioni contabili indicano infatti un disavanzo d’esercizio pari a 2,1 milioni di franchi, in larga parte però determinato da fattori esogeni, ossia sui quali l’Esecutivo non ha voce in capitolo. La perdita di gettito fiscale dovuta alla riforma riguardante le persone fisiche decisa a livello cantonale, ad esempio, per Locarno comporta una minore entrata di 1,2 milioni, mentre quella relativa alle persone giuridiche si traduce ad una riduzione degli introiti di altri 1,8 milioni. Per parare almeno in parte il colpo si è deciso di differenziare i moltiplicatori dell’imposta comunale. Se quello delle persone fisiche, cioè i cittadini, resterà invariato al 90%, quello delle persone giuridiche, ossia le ditte, lieviterà di 7 punti fissandosi al 97%. Ciò consentirà di recuperare 400.000 franchi di gettito, la cui perdita netta sarà complessivamente «solo» di 2,6 milioni.

Un buon compromesso

La scelta di differenziare i moltiplicatori d’imposta, oltre a quella di contenere le spese per un totale di circa un milione, trova il plauso della Commissione della gestione che, come sottolineato dal relatore del rapporto sui conti preventivi Orlando Bianchetti (PLR), la ritiene un equilibrio tra sostenibilità finanziaria ed attrattiva economica. E questo anche in considerazione del fatto che, pur con un aumento del 7% del moltiplicatore d’imposta, per le aziende la riduzione complessiva del carico fiscale sarà del 20-25% rispetto al passato. «Si tratta di una misura che abbiamo sempre contestato perché crea disparità di trattamento», ha rilevato da parte su Francesco Albi (Sinistra Unita).

Progetti da selezionare

Un altro appello levatosi lunedìsera è quello relativo alla ponderazione delle scelte per quanto riguarda gli investimenti. Con un onere netto di 12,8 milioni previsto per quest’anno, sarà indispensabile una selezione attenta dei progetti da mettere in cantiere, privilegiando quelli con il miglior ritorno economico e beneficio per la collettività. Difficile pensare, infatti, che tutte le opere previste possano essere messe in cantiere, anche perché le previsioni a medio termine, pur con le misure di rientro previste dall’Esecutivo, indicano un disavanzo strutturale che oscilla tra i 4 ed i 7 milioni.

Asilo nido nel mirino

Per quanto attiene alle misure di contenimento delle spese «anche nel sociale va cercata l’efficienza», ha sottolineato Michele Martinoni (PLR) auspicando un miglioramento delle spese sostenute per la gestione dell’asilo nido comunale, così come quelle riguardanti gli affitti «regalati» a chi usufruisce dello Spazio Elle. Barbara Angelini Piva (Il Centro) ha rivolto l’invito al Municipio, ed in particolare ad alcuni dicasteri «che non hanno fatti i compiti fino in fondo», a non spendere più del necessario, chiedendo anche un maggior contributo a chi, dei Comuni vicini, beneficia dei servizi offerti dalla Città. Bruno Baeriswyl (Lega-UDC) ha insistito sulla necessità di affrontare il «caso asilo nido» e di procedere senza indugi con gli investimenti. Dal canto suo Pierluigi Zanchi (Verdi) ha formulato l’auspicio che si continui a percorrere la via dell’efficienza energetica indicata nel piano comunale, ciò che consentirebbe di ridurre di tre punti percentuale il moltiplicatore d’imposta.

Mauro Silacci, capodicastero Finanze ed economia, si è detto sicuro che, unendo le forze, Esecutivo e Legislativo riusciranno a far di Locarno una Città con una qualità di vita ancora più elevata. «Remando tutti nella stessa direzione ce la faremo». Al riguardo del nido dell’infanzia, il capodicastero finanze ha ricordato che è in corso un’analisi di dettaglio per individuare possibili misure di risparmio.

Emendamenti, due sì e un no

Prima del voto complessivo sul preventivo, il Consiglio comunale ha bocciato l’emendamento del Centro che chiedevano di non ridurre i contributi alle parrocchie. Approvato per contro quello della Sinistra Unita che combatteva l’aumento di un franco del prezzo dei pasti alle mense delle Elementari, nonché quello, ancora del Centro, che chiedeva lo stralcio del prelievo di 100.000 franchi dal fondo per le famiglie bisognose per coprire il disavanzo dell’asilo nido.

Da rilevare infine che la seduta si è aperta con l’ingresso nel Legislativo cittadino di Daniele Laganara (Sinistra Unita) in sostituzione del dimissionario Spase Zlatanov.

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