Violenza tra le mura di casa: «È ora di rompere il silenzio»

«Non possiamo limitarci ad intervenire quando è troppo tardi. Il nostro compito è quello di fare in modo che chi subisce episodi di violenza domestica rompa il silenzio. Non è una questione privata. È una realtà, malauguratamente ancora troppo silenziosa, che deve riguardare tutti noi». Il messaggio della capadiscastero Sicurezza della Città Elena Zaccheo è chiaro: anche a Locarno è giunto il tempo di sensibilizzare, informare, ma soprattutto di fornire gli strumenti necessari per prevenire i disagi e le violenze che avvengono tra le mura di casa. Come? Raccogliendo il testimone da Lugano per lanciare, dopo la sperimentazione del 2023 sulle rive del Ceresio, il progetto VIDO+ Locarno. Progetto che si prefigge di individuare situazioni potenzialmente pericolose prima che si trasformino in emergenze.
Dare voce a chi non ce l’ha
E a riprova che il fenomeno sia presente, eccome, anche alle nostre latitudini basta un dato: in media ogni anno la Polizia interviene 70 volte per casi di presunte violenze domestiche. Solo il 20% di questi interventi sfocia in un procedimento penale, ha ricordato il vicecomandante della Polizia comunale cittadina Christian Brusa durante la presentazione alla stampa del progetto VIDO+ Locarno. Nel restante 80% dei casi si è di fronte a situazioni critiche che, se lasciate correre, rischiano di trasformarsi in emergenze con tutte le conseguenze del caso. Basti dire che nel 2023 in Svizzera gli omicidi in ambito domestico sono stati 26, il 57% di tutti quelli consumati quell’anno. Ecco che il progetto VIDO+ Locarno intende dare voce a chi si trova confrontato con questo 80% dei casi. «La violenza domestica nasce da una situazione complessa. Per prevenirla è dunque utile agire in maniera coordinata», ha evidenziato Nancy Lunghi, capadicastero Socialità nell’illustrare quella che è la particolarità del progetto VIDO+ Locarno rispetto a quanto già sperimentato a Lugano. Sulle rive del Verbano, il progetto sarà condotto dalla Polizia comunale in sinergia con i Servizi sociali della Città. Ciò consentirà di fornire una consulenza più rapida a chi dovesse richiederla.
Soluzioni condivise
Il progetto si basa su tre azioni chiave. La prima è quella dell’intervento immediato: nel caso di una segnalazione di disagi familiari, la Polizia applica uno strumento specifico per valutare i fattori di rischio e fornisce informazioni sui servizi di supporto disponibili. Nei giorni successivi il Centro competenze violenza della Polizia cantonale analizza i fattori di rischio e trasmette al team VIDO+ Locarno le indicazioni per contattare le persone coinvolte offrendo consulenza, assistenza e aiuto concreto. A complemento di questa prima fase di accompagnamento, la Città offre a chi ne fa richiesta (limitatamente ai domiciliati), fino a tre sedute con gli specialisti del Consultorio Coppia e famiglia. Il loro lavoro, ha precisato la direttrice Elisabetta Canepa, consiste in un percorso che favorisce l’ascolto reciproco e la comprensione delle dinamiche relazionali. In tutto questo progetto, ha rammentato Marina Lang, responsabile del Centro competenze violenza, la Polizia cantonale ha un ruolo di coordinamento finalizzato a uniformare il tipo di intervento sul territorio. L’auspicio di Lang è che, dopo Lugano e Locarno, altri Comuni sposino questo progetto così da poterlo estendere il più possibile. Per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di affrontare tempestivamente situazioni di disagio familiare sono stati realizzati alcuni flyer che si possono richiedere alla Polizia comunale o al Servizi sociali della Città scrivendo all’indirizzo [email protected].
Solo a Locarno 70 interventi all'anno
Ogni anno la Polizia interviene nel comprensorio di Locarno in media 70 volte per casi di presunta violenza domestica. Se si considerano anche gli altri Comuni convenzionati con la PolCom cittadina, gli interventi raddoppiano, mentre salgono ad oltre 200 nell’intera regione. Solo il 20% dei casi, restando ai dati relativi alla Città, riguarda episodi che configurano dei reati perseguibili d’ufficio. Il restante 80% degli interventi è relativo a situazioni critiche che, se non affrontate, rischiano di degenerare. Ed è proprio su questo 80% che si concentra il progetto VIDO+ Locarno avviato martedì scorso, 1. aprile.