Zio Bill vigilia

Asia ha passato tutta la settimana a navigare sul battellino chiedendosi chi sia zio Bill che firma sul «Mattino della domenica» tirando negli stinchi ai suoi stessi correligionari. Benché non sia difficile da capire, la mia amica microinfluencer del lago e content creator s’è talmente arrovellata che al pontile di San Rocco ha posto la domanda agli amici ai quali abbiamo portato il Barbera fatto col mulo, ma tutti hanno fatto spallucce con l’aria di chi se ne impipa di quesiti tanto oziosi. Come dar loro torto? Non è tanto il «chi» ma il «cosa» scrive. Ebbene, la scorsa domenica, parlando dell’esplosione dei costi per la realizzazione del tram-treno del Luganese da 490 a 720 milioni di franchi e non è detto che sia finita qui - una roba da far ribollire le busecche, come direbbe Super Norman -, zio Bill ha scritto che «nel mentre gli unici che si “ingrassano” sono i politicanti incadregati nel CdA della nuova RTTL SA, società anonima di interesse pubblico da circa un anno e mezzo incaricata di gestire il progetto». Uella, presidente incadregata della RTTL SA è la leghista Sabrina Aldi, deputata in Gran Consiglio un po’ caduta in disgrazia dopo la vergognosa vicenda dello scorso anno con il conflitto d’interessi nella nomina di un procuratore pubblico (che s’intreccia con l’inchiesta su Hospita Suisse che vede fra gli indagati Eolo Alberti, pure lui leghista ben incadregato, che ha già scontato alcune settimane di carcere preventivo). Zio Bill ha sparato a freddo un tipico «Achtung!» mattiniero, la fatwa laica per chi sgarra e che si usa anche all’interno della biodiversità leghista.
In tempi recenti ha colpito il consigliere di Stato Claudio Zali e il nuovo coordinatore della Lega Daniele Piccaluga, il Picca, che vuole parlare alle busecche della gente e che, come esperto di interiora, potrebbe assumere il ruolo di aruspice per scrutare nel futuro del movimento. Lo faceva già il Nano il gioco delle parti e degli «Achtung!», per esempio con Marco Borradori, e non si tiri fuori la supercazzola che il «Mattino» non è il giornale della Lega, anche se è vero che, dopo trent’anni di un potere governativo divenuto di maggioranza relativa, non è chiaro di quale Lega si stia oggi parlando: ce n’è più d’una (istituzionale, di lotta, di tutt’e due, con Zali non collocabile in nessuna categoria) e forse l’unico collante rimasto fra Leghe è la spartizione di poltrone e sofà.
Sia quel che sia, persino la mia amica radical-chic, non sospettabile di slinguazzamenti in via Monte Boglia, pensa che zio Bill, lanciando avvertimenti pure agli incadregati di casa sua, faccia bene a vigilare sui costi del tram-treno, un’opera utile ma che giustamente ha creato un allarme trasversale ai partiti, ai Comuni, al Cantone, alla Confederazione e alle associazioni per la quantità di denaro che finirà per inghiottire. Con tutte le differenze del caso, viene in mente lo scandalo di un trentennio fa per un’altra opera utile, la galleria della Centovallina tra Muralto e Solduno che generò un megasorpasso di spesa da 57 a 124 milioni di franchi. Siamo dei disgraziati predestinati, vedi anche quel che è accaduto con il progetto di circonvallazione Agno-Bioggio? Col fischio, ha risposto la mia amica che, con autentico senso civico dal basso («bottom-up», si direbbe), nelle sue strampalate «stories» su TikTok ha deciso di inserire degli avvertimenti ai gestori di denaro pubblico, proponendosi come zia Asia. Speriamo che zio Bill non s’incazzi.