Basket

È il giorno della Coppa, ma il Ticino resta a guardare

Oggi a Berna vanno in scena le finali della prestigiosa competizione: Ginevra-Neuchâtel tra gli uomini e Friburgo-Nyon tra le donne - Intanto i risultati di SB League sottolineano il difficile momento di SAM Massagno e Lugano Tigers: da noi le ambizioni sono solo un ricordo
© CdT/Gabriele Putzu
Fernando Lavezzo
05.04.2025 06:00

Benché il basket svizzero non goda di buona salute, la finale di Coppa Svizzera rimane una festa per il movimento. Ma il Ticino, per il secondo anno di fila, resta a guardare. Oggi a Berna, saranno Ginevra e Neuchâtel a contendersi il trofeo maschile, mentre quello femminile sarà un affare tra Friburgo e Nyon. I rimpianti sono grandi soprattutto a Massagno: con l’Olympic eliminato già agli ottavi dal Ginevra, la strada sembrava sgombra. Invece, la sconfitta in semifinale a Neuchâtel – un club alle prese con problemi finanziari così gravi da metterne a rischio la stagione – ha evidenziato i limiti di questa SAM, capace di guizzi improvvisi e tonfi inattesi. Morale della favola: la nostra pallacanestro cantonale, costretta a tirare la cinghia, non è più in grado di puntare in alto. Né in Coppa, né in campionato.

Passaggio di testimone

Dalla stagione 2013-14, dopo il fallimento del Vacallo, a rappresentare il Ticino in SB League sono rimaste due squadre: Tigers e SAM. Dodici stagioni di derby tra vicini di casa, con il 2018 a sancire il passaggio di testimone delle ambizioni. Prima era sempre il Lugano a stazionare nei piani alti della classifica (ultimo titolo nazionale nel 2014, ultima Coppa nel 2015), poi è stato il Massagno a flirtare con finali e trofei (Coppa della Lega e Supercoppa nel 2023, tre stagioni di fila tra le prime due della regular season, due finali playoff nel 2023 e 2024). Ma oggi, di ambizioni, non si vede traccia. Sicuramente non all’Elvetico – dove le ristrettezze economiche e una rosa giovane stanno conducendo i bianconeri al quarto anno di fila senza playoff –, ma nemmeno a Nosedo, dove il ridimensionamento della scorsa estate (tre stranieri invece di quattro e due rotazioni svizzere in meno, con la mancata sostituzione di Steinmann e Tutonda) ha lasciato il segno sul potenziale di un gruppo che punta di fatto su soli sette giocatori. Intendiamoci: meglio fare il passo secondo la gamba che spendere i soldi del Monopoli. Ma chi si chiede quale sia il senso di avere due squadre di serie A in 3 chilometri, trova sempre più terreno fertile per coltivare le proprie perplessità. In attesa di capire se dall’autunno del 2026 il nuovo palazzetto riporterà il Lugano a pensare in grande, non resta che accontentarsi dei progressi di qualche giovane (che poi magari cercherà fortuna altrove) e del modesto scenario attuale.

Bilancio negativo

Mai, in questi 12 anni, le cose erano andate così male per la coppia ticinese di SB League. A due giornate dal termine, la SAM è quarta con un bilancio di 10 vittorie e 12 sconfitte. I Tigers sono noni e ultimi con 4 vittorie e 18 sconfitte. Sommando i loro risultati, le compagini allenate da Cabibbo e Montini hanno racimolato, insieme, la miseria di 28 punti in 44 partite, per una media di 0,63. Ossia la più bassa in questa dozzina di campionati. Il precedente primato negativo in regular season, con una media di 0,95 punti, risale al 2016-17, quando i bianconeri arrivarono terzi e i massagnesi decimi. La SAM ha rimediato più sconfitte quest’anno (12) che negli ultimi due campionati (11). I bianconeri sono passati dalle 9 vittorie del 2023-24 alle 4 attuali. Le stesse del già disastrato 2022-23. Non è mai successo, in questi 12 anni, che entrambe le ticinesi chiudessero la fase preliminare con un bilancio negativo tra vittorie e sconfitte. Sta capitando adesso, a meno che la SAM non vinca le sue ultime due gare contro Pully-Losanna (in casa) e Olympic Friburgo (in trasferta). Difficile. Molto difficile.

Speranze residue

Solo una volta, dal 2013-14, entrambe le nostre squadre erano rimaste fuori dalla «top 4» della regular season. Storia del 2015-16, quando il Lugano chiuse la fase preliminare al quinto posto (17 vittorie, 10 sconfitte) e il Massagno al sesto (12 vittorie, 15 sconfitte). Potrebbe succedere ora, ma c’è ancora speranza: la squadra di Cabibbo conserva infatti la possibilità di difendere il quarto rango e assicurarsi il vantaggio casalingo nei quarti di finale dei playoff. Per farlo, dovrà chiudere con 2 punti in più del Nyon, che in caso di parità si piazzerebbe davanti grazie agli scontri diretti (2-1). Attualmente, le due squadre sono a quota 20, con il Massagno davanti grazie al minor numero di match giocati (22 a 23). Ai vodesi, reduci da un’umiliante k.o. casalingo con il Friburgo (-80!), resta una sola gara, il derby in trasferta con il favorito Pully-Losanna. Alla SAM potrebbe dunque bastare un successo contro lo stesso Pully-Losanna (mercoledì a Nosedo) o a Friburgo (il 12 aprile). Sarebbe importante, anche per lanciare al meglio la corsa alle semifinali. Un traguardo in linea con gli obiettivi di inizio autunno e che porterebbe un po’ di luce in una stagione buia. E il Lugano? La qualificazione ai playoff è appesa a un filo invisibile. Distanti 4 punti dall’ottavo posto del Monthey, i bianconeri dovrebbero innanzitutto vincere lo scontro diretto coi vallesani di mercoledì alla Reposieux. Poi dovrebbero battere il Ginevra all’Elvetico. Auguri.