Dopo la finale

Rigori sbagliati: il coraggio di Sabbatini e i precedenti del passato

L'amaro epilogo della Coppa Svizzera 2024 non è una novità assoluta, anzi: dal dischetto, a suo tempo, hanno toppato pure Baggio, Platini e Messi
© CdT/Gabriele Putzu
Red. Online
03.06.2024 10:30

Parafrasando Francesco De Gregori, non bisogna aver paura di sbagliare un calcio di rigore. «Non è mica da questi particolari – citiamo – che si giudica un giocatore». Un giocatore, recita ancora il testo della canzone, La leva calcistica della classe '68, «lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia». Per questo, al di là del dispiacere, capitan Sabbatini, Steffen, Hajdari e, da ultimo, Mai non devono provare vergogna o altro. Alla fine, l'errore dal dischetto fa parte del calcio. Di più, lungo il corso della storia hanno sbagliato, letteralmente, i migliori. Da Platini a Roberto Baggio. Per questo, anche per questo, è giusto e sacrosanto dare una metaforica pacca sulla spalla a questi ragazzi. Animo, insomma. Arriveranno giornate migliori.

Quella volta del «Botta»

Il Lugano, venendo a un precedente famoso, se ne intende di rigori sbagliati. Nel 2016, al Letzigrund di Zurigo, proprio contro i padroni di casa freschi di retrocessione in Challenge League, i bianconeri accarezzarono il sogno di mettere le mani sulla quarta Coppa Svizzera della loro storia. Lo faranno anni dopo, nel 2022, mentre quel giorno la possibile apoteosi bianconera – quando il risultato era ancora sullo zero a zero – cozzò contro la manona di Favre. Dal dischetto si era presentato un giovane Mattia Bottani, il figlio della città, protagonista tuttavia di un tiro fin troppo prevedibile anche perché a mezza altezza. Peccato, peccato davvero. Per la cronaca: finì 1-0 per lo Zurigo grazie a un gol di Sarr propiziato da una mezza papera di Salvi. Il Lugano di Zeman provò a reagire, ma si limitò a colpire un palo con Donis.

Ma vi ricordate Svizzera-Ucraina?

Di rigori sbagliati, ahinoi, se ne intende anche la Svizzera. Il pensiero, inevitabilmente, corre ai Mondiali del 2006 e all'ottavo maledetto contro l'Ucraina. Una partita tesa, combattuta, senza grandi sussulti. Trascinatasi, quasi per forza, ai calci di rigore. Köbi Kuhn, commissario tecnico della Svizzera, pensò bene di togliere Alex Frei, un rigorista sicuro, al 117' per inserire il nostro Mauro Lustrinelli. «Ancora oggi – dirà anni dopo Lustrigol – non capisco perché il mister tolse Frei». Sia quel che sia, gli elvetici si presentarono dal dischetto nel peggiore dei modi. Sbagliarono, in serie, Streller, Barnetta e Cabanas mentre gli ucraini topparono unicamente con l'usignolo di Kiev, Shevchenko. Un disastro totale.

Quando cadono i migliori

Rigori, rigori e ancora rigori. Nel 1999, addirittura, quel mattacchione di Martin Palermo riuscì nell'impresa di sbagliarne tre nella stessa partita. Il centravanti dell'Argentina fallì, infatti, a ripetizione dal dischetto contro la Colombia. «E se ci fosse stato un quarto rigore avrei battuto pure quello». Chiamatela pure personalità. Nel 2021, agli Europei, sua maestà Mbappé si fece invece ipnotizzare dal mago Sommer, l'uomo che – di fatto – con i suoi miracoli spinse la Svizzera oltre i maledetti ottavi di finale regalando, infine, gli agognati quarti. 

Il fatto è che, soprattutto nelle serie finali, il pallone per chi calcia diventa pesantissimo e la porta stretta, tremendamente stretta. Come spiegare, altrimenti, i quattro tentativi neutralizzati da Ducadam nella finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona, la variabile impazzita che permise alla Steaua Bucarest di battere il più quotato (e più forte) Barcellona? L'Italia, fra le altre, ha un rapporto tormentato con questo esercizio. Detto che gli Azzurri vinsero il Mondiale, nel 2006, superando la Francia dal dischetto, per tacere dell'Europeo conquistato in Inghilterra alla stessa maniera, sono ancora vivi, anzi vivissimi nella memoria gli errori di Donadoni e Serena in semifinale contro l'Argentina nel 1990 e, soprattutto verrebbe da dire, gli errori di Baresi, Massaro e Roberto Baggio nella finalissima di USA '94 contro il Brasile. Il Divin Codino, suo malgrado, divenne l'immagine di un sogno spezzato sul più bello. 

L'elenco, in ogni caso, è lungo. E comprende davvero tutti. I migliori, sì. Van Basten, Pelé, Maradona, Platini e perfino Leo Messi, che sbagliò dal dischetto nella finale di Copa America contro il Cile. «I rigori li sbaglia soltanto chi ha il coraggio di tirarli» disse una volta lo stesso Baggio. E il coraggio, a questo Lugano, non è mai mancato.