Trail running

«Correndo ascolto il mio corpo e così capisco quale sforzo fare»

Elhousine Elazzaoui racconta la sua storia e la sua grande passione sportiva quando la verticalità diventa estrema - «Da ragazzo sorvegliavo i dromedari della nostra famiglia e chiedevo a mio padre di lasciarli andare per poterli riprendere a piedi nudi»
Elhousine Elazzaoui, nato a Zagora, nel sud del Marocco, , è ormai diventato ticinese d’adozione.
Nicola Pfund
09.05.2022 18:15

È abituato a correre sulle dune del deserto orientandosi di notte con le stelle, ma anche sui sentieri di montagna si trova decisamente a suo agio. Elhousine Elazzaoui, per tutti «Hassan», da quando si è stabilito in Ticino, cinque anni fa, è diventato il classico «uomo da battere» nelle prove a corsa in cui la verticalità diventa estrema.

Molte le affermazioni ottenute fin qui dal trentenne nato a Zagora nel sud del Marocco, tra cui la Claro-Pizzo, la Bavona Skyrace, il Greina Trail per citarne solo alcune sul territorio cantonale, perché la caratura è internazionale, quando Hassan Elhousine è ai nastri di partenza di una prova risulta sempre tra i migliori anche a livello mondiale.

Lui arriva, vince e poi regala sorrisi a tutti, dai primi agli ultimi. Corre senza dare l’impressione di fare neanche troppa fatica, grazie anche a un fisico perfettamente strutturato per questo genere di sforzo. «La verità è che amo correre - racconta Hassan - . Quando da ragazzo contribuivo alla sorveglianza dei dromedari della nostra famiglia, chiedevo a mio padre di lasciarli andare lontano in modo che potessi correre a piedi nudi a riprenderli».

Uomo libero

Il turbante blu sul capo (il «burnus» simbolo degli «uomini liberi»), lo sguardo sereno e profondo di chi ha il calore del deserto nell’anima, quel deserto rosso ocra abbagliante che è il richiamo di un altrove. «Sono certamente orgoglioso delle mie origini berbere ma mi trovo molto bene anche in Ticino, che considero ora la mia seconda patria. Qui ho tanti amici e tante persone che mi vogliono un gran bene e che mi seguono nella mia passione sportiva».

Il battesimo con la corsa per Hassan Elhousine è avvenuto quasi per caso: a 14 anni, iscritto all’ultimo momento a una gara proprio il giorno del mercato di Zagora, dove si è recato a fare la spesa con papà. Si annuncia, gareggia e… vince. Qualche anno dopo la conferma delle grandi potenzialità con un perentorio 29’50’’ sui 10 km.

L’arrivo in Svizzera

Nel 2016 conosce Linda una giovane ticinese che si trova in vacanza in Marocco (ospitata dall’agenzia del fratello) e che lo sprona a venire in Svizzera per allenarsi e competere ai massimi livelli. Per Hassan un’occasione unica che gli permetterà di migliorare: «Oggi ho la possibilità di curare meglio tutta la preparazione così come di poter disporre dei migliori materiali per competere ai più aslti livelli».

La capanna Brogoldone

In questi mesi il giovane marocchino si trova alla capanna Brogoldone a 1904 metri di altitudine dove dà una mano nella gestione ma soprattutto si diletta in cucina nel preparare delle specialità tipicamente berbere «molto apprezzate dalla clientela». E, ovviamente, ne approfitta per allenarsi in quota: «Non ho un vero e proprio programma, vado piuttosto a sensazione. Cerco ogni volta di ascoltare il mio corpo per capire quale sforzo è giusto fare in un determinato momento, anche se in settimana riesco sempre a percorrere dai 60 ai 100 chilometri con parecchi metri di dislivello».

Tante competizioni

Un impegno necessario per una stagione che si preannuncia ricca di appuntamenti: «Gareggerò anzitutto nella Golden Trail World Series (GTWS), il circuito con sei tappe (tra cui Sierre-Zinal e Monte Bianco) che vede al via tutti i migliori interpreti del trail running a livello mondiale. Il primo appuntamento è per il 29 maggio a Zegama in Spagna dove troverò, tra gli altri,  Kilian Jornet, un fenomeno, ma anche un punto di riferimento e di ispirazione per me».

Poi ci saranno le gare in Ticino. «Sicuramente - risponde Elhoussisne - anche perché il mio sponsor principale, il Pini Mountain Racing Team, è ticinese e ci tengo a fare bene pure qui da noi come segno di riconoscenza per essere stato accolto in questo gruppo che considero come una famiglia. Voglio disputare le prove della Ticino Mountain Running Cup: le prime due, Pesciüm Winter Skyrace e San Salvatore Trail già fatte e… vinte».

Tanti sogni e traguardi da rincorrere. Intanto, però, lui regala sorrisi e belle emozioni a chi lo raggiunge alla capanna come a tutti gli amici che hanno la fortuna di incontrarlo nei suoi allenamenti sui nostri sentieri.