Calcio

Il Lugano riparte da 1.150 abbonati: «Spiace, ma non è la priorità»

Il CEO del club bianconero Martin Blaser ha lanciato la stagione: «Non è il momento d’investire sul pubblico: lo si farà nel 2024 in vista della nuova arena»
Il CEO bianconero Martin Blaser. ©CdT/Chiara Zocchetti
Massimo Solari
13.07.2022 18:49

«A che percentuale siamo del nostro progetto? Al 14%». Martin Blaser è una persona meticolosa. E tremendamente precisa. Non sorprende dunque che nell’aggiornare la situazione del club abbia già annunciato la data del prossimo bilancio intermedio: «Il 17 gennaio del 2023». Bene. Per illustrare gli sviluppi del club bianconero, quelli concretizzati e quelli ancora su carta, il CEO dell’FC Lugano ha impiegato un’ora esatta. La puntualità, appunto. Con il LAC a fungere di nuovo da sede per le comunicazioni di rango istituzionale. Tante, davvero, quelle fornite alla stampa. «Perché il coinvolgimento della gente passa anche da un’informazione completa» ha spiegato l’amministratore delegato della società. Accompagnando i giornalisti e, di riflesso, i tifosi dietro le quinte dell’azienda bianconera.

Quando e quanto spendere

Ruoli, persone e cifre. E ancora iniziative realizzate e idee sfumate poiché insostenibili. Okay, ma grazie a quale budget? abbiamo chiesto al protagonista dell’incontro. «Sapevo che questa domanda sarebbe arrivata. E l’aspetto toccato è forse uno dei pochi per il quale non posso dare un’indicazione definitiva. A settembre è tuttavia previsto un evento che farà maggiore chiarezza anche su questo fronte. D’altronde solo allora sapremo se la squadra parteciperà alla fase a gironi di Conference League o se il mercato avrà intaccato in positivo o negativo il bilancio». Un ordine di grandezza, comunque, Blaser l’ha presentato. Facendo una premessa doverosa: «L’ultima stagione è stata eccezionale. Quando si compra un club e lo si vuole rinnovare, uscite importanti vanno messe in conto. È inevitabile. A maggior ragione se si può contare su mezzi finanziari di un certo tipo. Proprio per questa ragione, calcoliamo di ridurre il budget di 1-2 milioni di franchi».

Le dodici poltrone dalla Spagna

La pianificazione sportiva - tradotto: il mercato - non dovrebbe comunque risentire di questo aggiustamento. «I calcoli, per quanto concerne l’allestimento della rosa, erano già stati fatti in febbraio» ha ricordato il direttore sportivo Carlos Da Silva. Sì, tre mesi prima di festeggiare la vittoria della Coppa Svizzera e il record di punti in Super League. Tutto molto bello. E, ripensando ai fasti del 15 maggio, pure entusiasmante. «È però giunto il momento di guardare avanti» ha osservato Blaser. Quasi cinicamente. «Nessuno ci porterà via il trofeo e faremo di tutto per confermarci anche nella prossima edizione. D’altronde parliamo di una competizione ricca di tradizione, qualcosa di splendido in termini sportivi. Diverso il discorso dal punto di vista dello sviluppo aziendale. Qui, e lo dico onestamente, il percorso in Coppa Svizzera è stato per certi versi limitante. Sì, ci ha bloccati, stravolgendo drammaticamente il mansionario di un’azienda che tutto sommato rimane piccola».

Battere il San Gallo all’ultimo atto, al contrario, ha fatto sognare in grande migliaia di tifosi. Adulti e bambini. Anch’essi protagonisti di una cavalcata storica. A due mesi esatti di distanza dal tripudio del Wankdorf e dalla notte magica sotto Palazzo Civico, la temperatura della piazza sembra tuttavia essersi attenuata. E pure parecchio. «Gli abbonamenti venduti sin qui sono 1.150» ha annunciato il CEO bianconero. Lasciandosi scappare un «mica male». Davvero? «Non ho i dati esatti, ma un anno fa a quest’ora il club si aggirava sulle 1.000 tessere» ha aggiunto. «Insomma, seppur lieve, riscontriamo un miglioramento». Che Blaser ha in ogni caso contestualizzato con estrema oggettività. Ancora. «Non è il momento giusto per spendere tempo e soldi con i quali creare un concetto finalizzato a riempire maggiormente Cornaredo. Non significa che il tema non ci interessi. Semplicemente, non è una priorità. Delle risposte concrete su questo piano, semmai, arriveranno nell’estate del 2024. Con lo sguardo, va da sé, rivolto alla nuova arena». Oddio, un assaggio di futuro Cornaredo è pronto a offrirlo. Grazie alle dodici poltrone «top level» fatte arrivare dalla Spagna e incastonate nel cuore della tribuna principale. «I posti in questione - per la cui occupazione miriamo a una o due aziende - sono legati a due spazi lounge creati nella pancia dello stadio. Vogliamo così suggerire al pubblico quali sono i modelli di hospitality che guidano la nostra visione per il futuro impianto. La concorrenza è importante. E mi riferisco a Milano, Monza, Bergamo e Torino».

La percezione popolare e l’HCL

Per l’esordio di domenica contro il Sion, dunque, Mattia Croci-Torti dovrà accontentarsi della «solita» affluenza. E ciò nonostante gli sforzi (riusciti) e il trasporto messi in campo per avvicinare i ticinesi alla sua squadra. «Ma per me quanto creato tra aprile e maggio costituisce un buon punto di partenza sul quale insistere» ha affermato il Crus: «Trovo inoltre che le dinamiche, nel rapporto tra squadra e città, siano nel frattempo mutate. E mi spiego. Il FC Lugano ha sempre sofferto la concorrenza dell’hockey. In termini di riconoscibilità del marchio e dei giocatori, la percezione ora è cambiata. In meglio ovviamente». Di più: in attesa del nuovo stadio, e per avvicinare ulteriormente la popolazione alla realtà bianconera, Blaser ha anticipato altre mosse societarie. «A breve assumeremo una figura che si dedicherà completamente al settore eventi». Con tanto di «kids camp» e «FCL Golf Trophy» già in calendario per i prossimi due anni. E che il CEO sia un dirigente particolarmente attento alla pianificazione e al rispetto delle scadenze, dopo tutto, lo abbiamo suggerito in partenza.

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