La carezza di Vladimir Putin a Donald Trump: «La Groenlandia? Non c'entra con la Russia»

L’Artico è sempre più caldo. No, non stiamo parlando di cambiamento climatico – non solo, perlomeno – ma di geopolitica. A Murmansk, porto settentrionale russo sulla baia di Kola, Vladimir Putin in queste ore ha fatto una promessa. Quale? «Rafforzare la leadership globale della Russia nell’Artico» ha detto il leader del Cremlino, riconoscendo che la sfida geopolitica nella regione «si sta intensificando».
Putin, a mo’ di esempio, ha citato Donald Trump e il suo desiderio, diventato oramai un’ossessione, di acquistare la Groenlandia. Un esempio che, tempo fa, verosimilmente sarebbe stato oggetto di critiche da parte del presidente russo. A questo giro, invece, è arrivata (quasi) una carezza. A conferma di relazioni sempre più intense, e verrebbe da dire normalizzate, fra Mosca e Washington. «Brevemente, i piani americani in relazione alla Groenlandia sono seri» ha detto Putin rivolgendosi alla platea del Forum artico russo a Murmansk. «Questi piani hanno profonde radici storiche, ed è chiaro che gli Stati Uniti continueranno a perseguire i loro obiettivi geostrategici, militari ed economici nell’Artico». Quindi, la citata carezza: «Rimanendo alla Groenlandia, è una questione fra due Paesi e non ha nulla a che fare con noi». Così parlò, per dirla con la BBC, il presidente che tre anni fa ha lanciato un’invasione su larga scala di uno Stato sovrano, l’Ucraina e che, da allora, reclama l’annessione delle porzioni di Paese conquistate con la forza.
L’uscita di Putin, dicevamo, è significativa e testimonia di un deciso cambio di rotta nei rapporti fra America e Russia. Durante l’amministrazione Biden, per intenderci, i toni erano diversi. Duri e tutto fuorché concilianti, da un lato come dall’altro. La Russia, oggi, sembrerebbe orientata verso una vera cooperazione economica con gli Stati Uniti nell’Artico, verosimilmente con l’idea di spartire le risorse naturali della regione. «Siamo aperti a considerare diverse opportunità di investimento con gli Stati Uniti» ha detto al riguardo Kirill Dmitriev, l’uomo di Putin per gli investimenti stranieri e la cooperazione economica. Lo stesso Dmitriev, scrive la BBC, ha già avviato il dialogo con la controparte americana. «Sì, siamo aperti a cooperare e a investire nell’Artico» ha aggiunto. «In diverse aree e a beneficio sia della Russia sia degli Stati Uniti». Il veleno, tuttavia, come noto sta nella coda. Detto in altri termini, la Russia – usando tutta l’astuzia di cui sono capaci gli uomini del Cremlino – sta mostrando un volto gentile all’America per un motivo preciso. Di nuovo Dmitriev: «Prima che questi accordi possano essere fatti, però, è necessario porre fine alla guerra in Ucraina». Alle condizioni di Mosca, evidentemente. «Non farò commenti politici» ha precisato Dmitriev, quasi a voler subito riabbassare i toni. «E questo nonostante molte persone in Occidente accusino la Russia di non volere il compromesso né di voler fare concessioni». E ancora: «La sola cosa che posso dire è che abbiamo un dialogo molto buono, credo sia importante che l’America cerchi di comprendere la posizione della Russia».
Al di là delle dichiarazioni, Mosca confida di poter indirizzare Washington tanto in Ucraina quanto, appunto, nell’Artico. Il fatto che l’amministrazione Trump abbia sposato, più o meno fedelmente, la narrazione del Cremlino a proposito del conflitto, in questo senso, infonde parecchia fiducia a Mosca. Un quotidiano russo, riprendendo le dichiarazioni rilasciate dall’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, all’ex Fox News Tucker Carlson, ha sentenziato: «Gli Stati Uniti e la Russia parlano la stessa lingua».
Quale lingua? Quella, fra gli altri, di Elon Musk. Non solo citato, ma addirittura acclamato da Dmitriev come leggiamo sulla BBC: «Crediamo che Elon Musk sia un grande visionario, un grande leader e una persona di successo». Anche qui, il concetto di cooperazione è emerso una volta di più: «La Russia ha molto da offrire in vista di una missione su Marte, a partire dalle tecnologie nucleari. Diciamo che, presto, ci saranno alcune videoconferenze con il team di Musk».
Dall’Artico allo Spazio, la Russia non vede limiti alla collaborazione con gli Stati Uniti. A patto che Washington continui a «vederla» come Mosca sulla guerra in Ucraina…