Italia

Lo «sciabolatore» Davide Lacerenza ricoverato in ospedale

Il 59.enne, personaggio discusso in Ticino per una «notte brava» durante il lockdown, è agli arresti domiciliari dal 4 marzo scorso – Si sospetta possa aver avuto un ictus
Red. Online
01.04.2025 13:30

È ricoverato in ospedale per un problema di natura neurologica Davide Lacerenza, agli arresti domiciliari dal 4 marzo con le accuse di autoriciclaggio, sfruttamento della prostituzione e cessione di stupefacenti nell'ambito dell'inchiesta sui presunti affari illeciti legati al locale Gintoneria. Il 59.enne ha accusato un malore nella notte ed è stato trasportato in ospedale d'urgenza. Non è ancora stata accertata la diagnosi, ma si parla di un sospetto ictus.

Il suo avvocato, Liborio Cataliotti, ha confermato la notizia all'Ansa.

Davide Lacerenza, l'ex compagna Stefania Nobile (figlia di Wanna Marchi) e il factotum Davide Ariganello sono ai domiciliari dopo un'indagine del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Milano. La Questura ha revocato a Lacerenza la licenza per la sua Gintoneria lo scorso 21 marzo, tenuto conto che era già stata sospesa due volte e «in considerazione di una situazione obiettivamente pericolosa e intollerabile per la sicurezza e l’ordine pubblico». Lacerenza resta ai domiciliari, ma in ospedale.

Ricordiamo che Davide Lacerenza è personaggio noto anche in Ticino, dove nel 2021 fu protagonista di una serata alcolica alle scuole medie di Locarno. Era stato fatto entrare da un docente e, con amici, aveva dato vita a un party a base di champagne che, evidentemente, non passò inosservato. La polizia, infatti, lo aveva fermato all'indomani, mentre si trovava in un hotel a Giubiasco. Nel 2023, il 59.enne oggi ricoverato, aveva raccontato ospite del podcast Gurulandia: «Facevamo i delivery durante il lockdown. Erano le 10 e mezza circa, ero con un mio dipendente e una mia ex ragazza. Mi chiama un cliente e mi dice: “Siamo in un albergo a Lugano, è il compleanno di un mio amico, mi mandi un taxi con 6 P2 (6 bottiglie di champagne Dom Pérignon P2, ndr)?”. E io gli ho detto: “Se ne prendi 12, veniamo noi”. Allora, oltre alle 12 bottiglie ho messo anche un P3, bottiglia da 3 mila euro, e un P2 rosé del '96, che è un’altra bottiglia da 2-3 mila euro. Era un carico sui 15 mila euro di roba. Andiamo, metto il navigatore e mi fa fare la frontiera di Como, che era spenta (non c’era nessuno a sorvegliare, ndr). Passo tranquillo, non ho pensato a niente. Arriviamo all’hotel, ma il proprietario non ha voluto che si bevesse lì per il troppo assembramento. Noi dovevamo solo consegnare e andare via, ma il cliente dice: “Dai, allora andiamo da me, a Locarno. Lo seguiamo e questo apre una scuola. Io ho detto: “Ma sei sicuro che possiamo bere qua?”. E lui: “Sì, perché adesso è chiusa”. Lui era un insegnante e aveva le chiavi. Inizio a fare i video: vai, P2, sciaboliamo. Poi andiamo a letto tranquilli, abbiamo dormito là perché avevamo bevuto. Alle 10 bussa la polizia, ci han portato via e trattenuto per 5-6 ore: un interrogatorio lunghissimo. Alla fine ho dovuto pagare le multe. Mi hanno chiesto: "Perché non ha pagato la dogana?", ma non c’era nessuno alla dogana. Ho dovuto pagare l’IVA sulle bottiglie, meno male che non han capito che erano P2 e P3: ho detto che erano tutti Dom Pérignon normali, quindi han calcolato 500 euro di IVA (Lacerenza sostiene che avrebbe dovuto pagare sui 3 mila euro, ndr)». Uno dei conduttori in studio, dopo la confessione, aveva ironizzato: «Ora tornano». Lacerenza, però, aveva ribattuto: «Io di sicuro non ci vado più. Per andare via ho dovuto pagare anche 600 o 1.200 euro, non mi ricordo più, perché eravamo più di 5 persone. Avevo la carta di credito, ma volevano i contanti: "Fai venire qualcuno con i contanti, se no non puoi andare via". Abbiamo raccolto tutti i soldi che avevamo e ci hanno fatto lo “sconto” per prendersi i contanti: ho pagato un po’ meno, poi ci hanno fatto andare via».

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