Trump annuncia «dazi reciproci»: «Il nostro Paese è stato saccheggiato, non accadrà più»

«Tra qualche minuto firmerò un ordine esecutivo storico. È uno dei giorni più importanti della storia degli Stati Uniti. Una dichiarazione di indipendenza economica». È arrivato il Liberation Day. Donald Trump annuncia in diretta TV i tanto discussi dazi. «Tante altre nazioni si sono arricchite a nostro scapito, il nostro Paese è stato saccheggiato, ma ora non accadrà più. Ora tocca a noi. Diventeremo più grandi e potenti. Oggi possiamo dire davvero "Make America Great Again"». Trump ha affermato che in futuro gli Stati Uniti introdurranno «dazi reciproci». Il meccanismo? «È molto semplice. Quello che gli altri applicano a noi, noi lo applichiamo a loro». Secondo il presidente, questa mossa segnerà l'inizio di «un'epoca d'oro» per gli Stati Uniti.
Nel discorso, il presidente USA ha confermato che da mezzanotte scatteranno le attese tariffe al 25% sulle automobili prodotte all'estero. In più, Trump ha annunciato una tariffa base al 10% su praticamente ogni bene importato negli Stati Uniti. Per i 60 Paesi «più cattivi» («worst offenders»), quelli con i maggiori squilibri commerciali nei confronti degli Stati Uniti, le tariffe saranno più pesanti: oltre a Svizzera (31%), UE (20%) e Cina (34%), spiccano quelli a Giappone (24%), Vietnam (46%), Cambogia (49%), Thailandia (36%), Taiwan e Indonesia (32%) e India (26%). «Graziati» per il momento Canada e Messico, mentre alla Gran Bretagna verrà imposto il 10%.
«Oggi siamo qui per proteggere i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici americane», ha aggiunto Trump. Puntando (nuovamente) il dito contro Joe Biden, «Sleepy Joe»: «Abbiamo perso 90.000 acciaierie. I numeri sono spaventosi. Qualcosa come 5 milioni di posti di lavoro sono scomparsi. Tante perdite. Questo è il giorno in cui l'industria americana rinasce, dopo che per decenni Paesi sia amici che nemici hanno derubato gli Stati Uniti, rubando posti di lavoro e fabbriche».
E ancora: «I dazi doganali saranno reciproci. Ci riflettiamo non da anni, ma da decenni. Non lo abbiamo fatto finora e avete visto che cosa è successo. Ora non votate più i Democratici, votate i Repubblicani. Noi faremo pagare alle altre nazioni quello che loro hanno fatto pagare a noi».
Dazi al 20% sull'UE e al 31% sulla Svizzera
Il presidente ha parlato di «giustizia reciproca». E ha elencato uno per uno i Paesi che applicano dazi agli Stati Uniti, mostrano una tabella. E ha nominato anche la Svizzera. «Guardate la Svizzera, guardate» (sulla tabella sono stati indicati dazi imposti dal nostro Paese al 61%). Trump ha quindi annunciato dazi all’importazione sui prodotti elvetici al 31% e al 20% su quelli dell’Unione europea. In merito a Bruxelles, ha dichiarato: «Ci hanno derubato per anni, sono patetici». E, indicando un livello tariffario imposto al 39%, replica appunto con un 20%.
Il principio che segue nello scorrere l’elenco: «Gli Stati Uniti imporranno la metà dei dazi reciproci imposti agli USA dagli altri Paesi». L’elenco comincia dalla Cina, alla quale saranno applicati dazi del 34%. Dopo avere annunciato tariffe al 10% verso il Regno Unito (la metà di quelli imposti agli altri Paesi dell'UE), Trump ha intima ai leader stranieri di «mettere fine alle loro tariffe, di lasciar cadere le barriere commerciali e di non manipolare le loro valute».
«Tutto questo genererà un'enorme quantità di denaro per gli Stati Uniti. Avremo la possibilità di ricostruire il più grande mercato del mondo, che è il nostro. Ci sono delle aziende che potrebbero non essere d'accordo. Ma, ripeto, sono dazi reciproci. Alle aziende dico "venite qui a produrre per non subire dazi". A chi ci chiede estensioni dico "abbassate voi le barriere commerciali". Gli USA saranno osservati, ammirati».
La reazione di Berna
«Il Consiglio federale prende atto delle decisioni degli Stati Uniti sui dazi. Stabilirà rapidamente il seguito». La reazione da Berna è arrivata ancora prima della fine del discorso di Donald Trump. «Gli interessi economici a lungo termine del Paese sono prioritari. Il rispetto del diritto internazionale e il libero scambio sono fondamentali», ha twittato Karin Keller-Sutter, presidente della Confederazione.
Quando entreranno in vigore
I dazi del 10% entreranno in vigore dal 5 aprile, mentre quelli per i «worst offenders», i 60 Paesi peggiori su cui si abbatteranno altre tariffe oltre a quella minima, dal 9 aprile. Lo riferiscono alcuni funzionari della Casa Bianca in una telefonata con un gruppo ristretto di giornalisti, dopo la firma di Donald Trump al decreto presidenziale dove è elencato ogni singolo Paese con l’aliquota applicata.