Quanto costerebbe agli USA la gestione della Groenlandia?

La volontà di Donald Trump di rendere la Groenlandia un territorio statunitense è ormai risaputa, ma quanto costerebbe, in termini finanziari, la gestione dell'isola? Una domanda, questa, che si è posta anche la Casa Bianca che starebbe elaborando una stima in questo senso. A dirlo è il Washington Post che cita tre funzionari a conoscenza della questione che hanno deciso di parlare con il quotidiano americano a patto che il loro anonimato fosse garantito. Insomma, all'interno dell'amministrazione si sta lavorando in modo concreto per trasformare i desideri del presidente in politiche attuabili. Nelle ultime settimane, quindi, i funzionari di Washington avrebbero iniziato a stimare le implicazioni finanziarie dell'adesione al territorio statunitense della Groenlandia. In particolare, si sarebbero concentrati sul costo della fornitura di servizi governativi agli abitanti dell'isola. Le analisi in corso sarebbero condotte per conto di Russell Vought, direttore dell'Ufficio per la gestione e il bilancio (Office of Management and Budget, OMB), dal personale della Divisione affari internazionali dell'ufficio.
In economia, però, non si guarda solo ai costi, ma anche ai ricavi: ecco allora che l'OMB starebbe cercando di quantificare l'ammontare delle entrate per il Tesoro americano generate dalle risorse naturali della Groenlandia.
Ma quindi, quanto costerebbe, in concreto, la gestione della Groenlandia? Cifre precise non vengono fornite in quanto i funzionari del bilancio stanno ancora lavorando per determinare quale potrebbe essere il costo dell'operazione. «Stiamo discutendo del rapporto tra costi e benefici di una tale manovra» ha precisato uno dei tre funzionari interpellati dal Washington Post. «La domanda è: quanto ci costerebbe prenderci cura di queste persone come parte del nostro ombrello artico?». Ad ogni modo, si pensa che gli USA siano disposti a investire nell'isola più di 600 milioni di dollari all'anno. Questo, infatti, è l'ammontare che viene garantito al territorio artico dalla Danimarca e tra le opzioni sul tavolo della Casa Bianca ci sarebbe quella di fornire alla Groenlandia un sostegno maggiore rispetto a quello attuale. «Il punto è: vi pagheremo più di quanto vi paghi la Danimarca», ha detto uno dei tre funzionari.
Su questo punto sembra d'accordo anche il vicepresidente JD Vance che, visitando la scorsa settimana assieme al consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz e alla seconda moglie Usha Vance una base militare statunitense sull'isola artica, ha detto: «Il nostro messaggio alla Danimarca è molto semplice. Non avete fatto un buon lavoro per la gente della Groenlandia. Avete investito troppo poco per gli isolani e avete investito troppo poco nell'architettura di sicurezza di questo incredibile e bellissimo territorio pieno di persone incredibili. Non possiamo semplicemente ignorare questo posto. Non possiamo semplicemente ignorare i desideri del presidente, ma, soprattutto, non possiamo ignorare l'invasione russa e cinese in Groenlandia. Dobbiamo fare di più».
«Il presidente ritiene che la Groenlandia sia una posizione strategicamente importante ed è convinto che i groenlandesi sarebbero meglio serviti se protetti dalle minacce moderne nella regione artica dagli Stati Uniti. Il presidente Trump è infatti impegnato a stabilire una pace a lungo termine in patria e all'estero», ha dal canto suo affermato Anna Kelly, vice addetta stampa della Casa Bianca.
Insomma, la pianificazione interna della Casa Bianca suggerisce che le ambizioni dell'amministrazione Trump di acquisire la Groenlandia vadano oltre le riflessioni del presidente e stiano iniziando a riflettersi nella politica governativa.
Uno dei tre funzionari ha comunque precisato che le analisi dei costi si basano sulla volontà dei groenlandesi di votare e sostenere l'iniziativa statunitense. L'amministrazione Trump, inoltre, spera in parte di convincere l'opinione pubblica statunitense che il governo federale recupererà i costi in Groenlandia attraverso le royalties minerarie e le tasse pagate per le attività commerciali. Ma il potenziale guadagno economico preciso delle risorse minerarie della Groenlandia è tutt'altro che chiaro. L'estrazione di minerali può essere imprevedibile e il clima rigido del territorio aumenta le difficoltà. «L'idea che gli Stati Uniti intendano avviare un'estrazione mineraria su larga scala da giacimenti che non sono stati esplorati, potrebbero non essere redditivi e attualmente si trovano sotto il ghiaccio in un Paese che non ci vuole lì rasenta il ridicolo» ha detto Alex Jacquez, alto funzionario ai tempi dell'amministrazione Biden.
Una delle fonti del Washington Post ha infine precisato come l'annessione della Groenlandia non sia in cima alla lista delle questioni di sicurezza nazionale, ma vada piuttosto considerata come una «mossa bonus» dopo la fine della guerra tra Russia e Ucraina, la garanzia della pace in Israele e a Gaza e la dissuasione dell'Iran.