«Che impatto avranno i dazi americani sul Canton Ticino?»

«ll 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha formalmente annunciato e firmato un ordine esecutivo che impone un dazio del 31% sulle importazioni dalla Svizzera». Inizia cosi un'interrogazione sui dazi doganali americani a firma dei deputati PLR Speziali, Quadranti, Genini e Maderni .«Tale misura, giustificata da motivazioni legate alla protezione dell’industria americana e alla bilancia commerciale, colpisce in modo generalizzato tutte le esportazioni svizzere, incluse quelle provenienti dal Canton Ticino» si legge nel testo. E ancora: «Pur sapendo che la competenza è federale rileviamo che secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), nel 2023 la Svizzera ha esportato merci verso il Nord America per un valore di 60,6 miliardi di franchi svizzeri, di cui la quota principale è rappresentata dagli scambi con gli Stati Uniti. Inoltre, dati ufficiali evidenziano che le esportazioni del Canton Ticino verso gli USA sono aumentate del 15,3% nell’ultimo periodo monitorato, a testimonianza della crescente importanza di quel mercato per l’economia cantonale».
Il provvedimento statunitense, prosegue l'interrogazione, «rischia di avere gravi ripercussioni per il tessuto produttivo ticinese, in particolare nei settori altamente internazionalizzati come l’industria metalmeccanica, elettronica, farmaceutica, orologiera e chimica, nonché per le PMI attive nei mercati nordamericani».
Di qui, le domande che i firmatari hanno deciso di rivolgere al Consiglio di Stato:
1. Il
Governo dispone di una mappatura aggiornata delle aziende ticinesi che
esportano verso gli Stati Uniti e del valore delle relative »esportazioni?
2. È stato
attivato un monitoraggio interno o interdipartimentale sull’impatto economico
potenziale o già tangibile della misura imposta dagli USA?
3. Il
Consiglio di Stato intende sollecitare la SECO, il DFAE o altri organi federali
affinché la questione ticinese sia tenuta in adeguata considerazione nella
strategia di risposta della Confederazione?
4. Sono
stati presi contatti con altri Cantoni esportatori o con la Conferenza dei governi
cantonali (CdC) per coordinare le iniziative a livello intercantonale?
5. Il
Governo ha coinvolto AITI, la Camera di Commercio del Ticino, Ticino
Manufacturing o altri attori economici locali per raccogliere informazioni
sulle difficoltà già in atto e per impostare una risposta comune?
6. Intende
il Consiglio di Stato istituire misure cantonali straordinarie di sostegno alle
imprese colpite (consulenza giuridico-commerciale, supporto per la
diversificazione dei mercati, accesso agevolato a fondi di promozione
economica)?
7. È
prevista la creazione urgente di un tavolo di coordinamento pubblico-privato,
con rappresentanza economica e istituzionale, per valutare in modo continuo
l’evoluzione della crisi e adottare risposte tempestive?