Politica

«Che impatto avranno i dazi americani sul Canton Ticino?»

Dopo l'annuncio di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, i deputati del PLR Speziali, Quadranti, Genini e Maderni hanno inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato
©KENT NISHIMURA / POOL
Red. Online
03.04.2025 12:51

«ll 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha formalmente annunciato e firmato un ordine esecutivo che impone un dazio del 31% sulle importazioni dalla Svizzera». Inizia cosi un'interrogazione sui dazi doganali americani a firma dei deputati PLR Speziali, Quadranti, Genini e Maderni .«Tale misura, giustificata da motivazioni legate alla protezione dell’industria americana e alla bilancia commerciale, colpisce in modo generalizzato tutte le esportazioni svizzere, incluse quelle provenienti dal Canton Ticino» si legge nel testo. E ancora: «Pur sapendo che la competenza è federale rileviamo che secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), nel 2023 la Svizzera ha esportato merci verso il Nord America per un valore di 60,6 miliardi di franchi svizzeri, di cui la quota principale è rappresentata dagli scambi con gli Stati Uniti. Inoltre, dati ufficiali evidenziano che le esportazioni del Canton Ticino verso gli USA sono aumentate del 15,3% nell’ultimo periodo monitorato, a testimonianza della crescente importanza di quel mercato per l’economia cantonale».

Il provvedimento statunitense, prosegue l'interrogazione, «rischia di avere gravi ripercussioni per il tessuto produttivo ticinese, in particolare nei settori altamente internazionalizzati come l’industria metalmeccanica, elettronica, farmaceutica, orologiera e chimica, nonché per le PMI attive nei mercati nordamericani».

Di qui, le domande che i firmatari hanno deciso di rivolgere al Consiglio di Stato:

1.    Il Governo dispone di una mappatura aggiornata delle aziende ticinesi che esportano verso gli Stati Uniti e del valore delle relative »esportazioni?
2.    È stato attivato un monitoraggio interno o interdipartimentale sull’impatto economico potenziale o già tangibile della misura imposta dagli USA?
3.    Il Consiglio di Stato intende sollecitare la SECO, il DFAE o altri organi federali affinché la questione ticinese sia tenuta in adeguata considerazione nella strategia di risposta della Confederazione?
4.    Sono stati presi contatti con altri Cantoni esportatori o con la Conferenza dei governi cantonali (CdC) per coordinare le iniziative a livello intercantonale?
5.    Il Governo ha coinvolto AITI, la Camera di Commercio del Ticino, Ticino Manufacturing o altri attori economici locali per raccogliere informazioni sulle difficoltà già in atto e per impostare una risposta comune?
6.    Intende il Consiglio di Stato istituire misure cantonali straordinarie di sostegno alle imprese colpite (consulenza giuridico-commerciale, supporto per la diversificazione dei mercati, accesso agevolato a fondi di promozione economica)?
7.    È prevista la creazione urgente di un tavolo di coordinamento pubblico-privato, con rappresentanza economica e istituzionale, per valutare in modo continuo l’evoluzione della crisi e adottare risposte tempestive?

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