Luganese

Convivenza con i richiedenti l'asilo: Vezia va controcorrente

I proprietari dell’hotel di via San Gottardo hanno chiesto di prolungare il contratto ancora per tutto il 2024, che scadrebbe a fine dicembre – «I minori iscritti nelle scuole avranno così la possibilità di terminare il loro percorso»
Sono arrivati lo scorso febbraio. © CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
22.11.2023 06:00

Negli ultimi tempi gli esempi di convivenza tra richiedenti l’asilo e cittadinanza sono per la maggior parte negativi. Tinti di rabbia, tensione e poca sopportazione. La cronaca del Mendrisiotto ne è la prova e parla chiaro. Questa «tendenza» è appena stata invertita da Vezia. Perché i proprietari dell’hotel di via San Gottardo, che da febbraio accoglie un centinaio di richiedenti l’asilo, hanno recentemente chiesto di non interrompere la collaborazione con il Cantone e la Croce Rossa alla fine dell’anno (il contratto scade a fine dicembre, ndr) ma di continuare anche per il 2024, tornando poi ad ospitare turisti nel 2025. E questo perché da febbraio gli ospiti si sono integrati nella vita sociale del comune, trovando anche piccole occupazioni, e hanno ricevuto feedback positivi da parte della cittadinanza. Inoltre, i minori iscritti negli istituti scolastici avranno così la possibilità di finire il loro percorso. Vezia, quindi, è un buon esempio, riuscito, di convivenza. E non solo.

Stabilità tra continui traslochi

L’esperienza all’Hotel Vezia è stata positiva su più fronti. Anzi, su tutti in verità: richiedenti l’asilo, proprietari della struttura alberghiera, Municipio, cittadinanza, Croce Rossa e Cantone. «Non ci sono stati problemi, anzi, abbiamo ricevuto diversi feedback positivi da parte degli abitanti del comune e averli aiutati a trovare un po’ di pace, serenità e soprattutto stabilità in mezzo a continui traslochi, è stato impagabile – ci raccontano i proprietari dell’Hotel Vezia –. Non c’era nessun motivo per terminare la collaborazione adesso».

Da queste premesse è nata la richiesta – che aspetta ancora conferma, ma dovrebbe arrivare a breve – per accogliere ancora richiedenti l’asilo nel 2024, «così da permettere ai bambini di finire la scuola», e tornare ad ospitare turisti verso l’aprile del 2025. I richiedenti l’asilo, ci confidano i proprietari, «erano abbastanza preoccupati di dover traslocare un’altra volta». Dietro le spalle dei migranti che non possono essere collocati nelle strutture ordinarie (come i Centri collettivi cantonali, ndr) perché ormai giunte a capienza massima, ci sono infatti storie di continui traslochi e contratti giunti al termine. La settantina di richiedenti l’asilo giunta lo scorso febbraio all’Hotel Vezia (man mano sono diventati quasi cento, ndr) aveva appena fatto le valigie dal Palagiovani di Locarno. Un problema, quello della ricerca di alloggi, che sta impegnando non poco il Cantone e la Croce Rossa. Renzo Zanini, capo dell’Ufficio dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati, ci aveva spiegato che «per motivi diversi, nel Luganese ma anche a livello cantonale, resta molto difficile trovare delle strutture collettive adeguate. Nel limite del fattibile, cerchiamo di non sollecitare ulteriormente il Mendrisiotto con l’individuazione di centro collettivi cantonali».

Cittadini partecipi fin dall’inizio

La permanenza e la convivenza positiva dei richiedenti l’asilo all’Hotel Vezia è frutto anche di vari elementi: incontri continui con la popolazione, accordi chiari, partecipazione alla vita sociale comunale e iter procedurali spiegati per filo e per segno. «Quando sono arrivati, a giochi fatti, a febbraio, abbiamo subito organizzato un incontro con la popolazione per spiegare come mai la struttura alberghiera, da un giorno all’altro, era completamente occupata», spiega il sindaco di Vezia, Roberto Piva. Da quel momento, il Comune ha deciso di mantenere un ritmo di incontri continuo con i propri cittadini, «anche per farci spiegare dalla viva voce dei responsabili del Cantone e della Croce Rossa certe procedure in materia di accoglienza. Quindi la popolazione è stata resa partecipe con delle fasi anche istruttive. Fin dall’inizio, comunque, gli accordi tra gli attori in gioco sono sempre stati chiari: sapevamo in quanti avrebbero alloggiato nella struttura, per quanto tempo e quando sarebbe scaduto il contratto». Integrazione nella vita sociale del comune, dicevamo. Sì, perché il Municipio e i servizi comunali si sono attivati per mandare i minori a scuola, alcuni ospiti dell’Hotel Vezia hanno trovato delle piccole occupazioni con dei lavori estivi, anche grazie alla parrocchia, e durante la manifestazione Scollinando hanno avuto una postazione insieme alla Croce Rossa.

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