Politica

La campagna elettorale a Lema tra logistica, autosili e conti

Il nuovo Comune al voto per la prima volta il 6 aprile per scegliere i propri organi - Ne abbiamo parlato con i rappresentati delle quattro liste in lizza per i sette posti in Municipio, dall’organizzazione alla posizione sui temi caldi e sulla priorità da darsi
©Gabriele Putzu
Federico Storni
25.03.2025 06:00

Il 6 aprile si avvicina. Il materiale di voto è ormai da tempo giunto nelle caselle postali degli elettori, assieme ai volantini. Per gli indecisi c’è ancora tempo per presenziare a qualche aperitivo elettorale (ad esempio: il 30 marzo alle 11 al ristorante la Selvatica a Bedigliora, con Crescendo Lema), ma il più sembra fatto e a Miglieglia già si apparecchia il pranzo elettorale offerto dal Comune a mo’ di commiato (alla Baita, proprio domenica 6). E quindi: com’è andata - come sta andando - questo inedito giro alle urne per eleggere il primo Municipio (7 membri) e il primo Consiglio comunale (21) di Lema? Lo abbiamo chiesto ai rappresentati delle quattro liste in corsa per un posto nell’Esecutivo (per il CC ce ne sono invece cinque: si aggiunge HelvEthica Ticino che schiera il solo Marco Molinari). E per farlo seguiremo l’ordine con cui sono state estratte.

Imparare a conoscersi

La prima cosa non scontata è l’organizzarsi. Con la nascita di un nuovo Comune nascono anche nuove sinergie, con però meno luoghi d’aggregazioni di un tempo e in una fase storica di maggiore disinteresse verso la politica. Che fare dunque? «Noi abbiamo appena fatto un aperitivo elettorale con Piero Marchesi e Daniele Piccaluga - dice Andrea Rabaglio, coordinatore della lista UDC - Lega dei Ticinesi. - Oltre a ciò abbiamo organizzato della cartellonistica nei cinque comuni e distribuito volantini che abbiamo fatto girare anche online». Crescendo Lema, dice Alisia Papa ha «lavorato per coinvolgere tutte le fasce d’età puntando sui social e il volantinaggio, assieme alla presenza sul territorio per capire i bisogni della popolazione». «Siamo al lavoro da settembre - dice Paolo Romani di Intesa per Lema. - Siamo partiti sui sociali, poi abbiamo fatto volantinaggio e un appuntamento con la popolazione in ogni comune. Teniamo molto a che tutti i futuri quartieri siano rappresentati nel nuovoEnte e per questo, unici, abbiamo fatto una lista con i circondiari». «Noi abbiamo organizzato due eventi particolari - dice Andrea Pozzi di Forum Lema - nonché una conferenza al Museo del Malcantone». Tutti nostri interlocutori si sono detti molto soddisfatti del riscontro ottenuto, sia in termini di presenze che di entusiasmo.

Le priorità

Oltre alla logistica ci sono poi naturalmente, e soprattutto, i temi. A far discutere in queste settimane sono stati soprattutto la decisione del Consiglio di Stato di annullare il credito di costruzione di Bedigliora per realizzare un nuovo autosilo e la decisione di Curio di portare avanti la pianificazione di un nuovo ecocentro a servizio del futuro Comune. Che ne pensano le quattro liste? «L’autosilo è una cattedrale nel deserto, quindi no -dice Rabaglio, - mentre siamo favorevoli all’ecocentro, ma non a breve: servirà un’attenta valutazione. Piuttosto teniamo a promuovere subito nuovi asili nido e doposcuola per favorire la conciliabilità lavoro-famiglia e rendere Lema più attrattivo». «Il tema dei posteggi è uno sensibile in tutti i quartieri - dice Papa, - e siamo quindi favorevoli agli ampliamenti, ma bisognerà trovare una soluzione che faccia partire l’aggregazione con il piede giusto anche a livello economico e ambientale. Quanto all’ecocentro bisognerà capire se non vi siano altre soluzioni più vicine e accessibili. Ma credo che i primi tre anni (ndr: la prima Legislatura sarà breve) saranno dedicati a organizzare al meglio il nuovo Comune». Cosa con cui concorda anche Romani: «Bisognerà metterlo in piedi praticamente da zero, ad esempio ristrutturando gli uffici, amalgamando il personale ed emanando regolamenti e ordinanze. Detto questo per i progetti abbiamo lo studio della Commissione aggregativa come bussola. Studio a cui si è lavorato molti anni e che contiene linee direttive importanti e ben fatte. Daremo particolare attenzione alla lista delle priorità, cercando di darne che siano sia collegate a quelle indicate nello studio, sia sostenibili finanziariamente». Sia l’autosilo che l’ecocentro nello studio sono indicati con priorità 1, la più alta, da attuare in tre anni. La salute finanziaria di Lema è anche al centro dei ragionamenti di Pozzi: «Dovremo fare bene i conti. Il progetto di Bedigliora è valido e oneroso e il Comune ha forse fatto un passo in anticipo. Dovremo inserirlo in una visione complessiva di riqualificazione delle piazze. A Novaggio ad esempio stiamo procedendo a tappe (ndr: Pozzi è sindaco di Novaggio). Anche l’ecocentro sarà da valutare nell’insieme».

Gli auspici alle urne

Chiudiamo con gli obiettivi di lista: cosa si spera di ottenere alle urne domenica 6 aprile? Rabaglio: «Mandare in Municipio almeno un candidato e in CC almeno cinque. Meno di questo sarebbe un fallimento». Papa: «Ci piacerebbe ottenere un rappresentante nell’Esecutivo e una solida presenza, diciamo una manciata, nel Legislativo». Romani: «Ci aspettiamo tra i due e i tre seggi in Municipio e tra i sei e gli otto in CC». «Spero di riconfermare il mio posto in un Esecutivo e così il collega Marco Marcozzi (ndr: sono gli unici due candidati della lista per il Municipio), mentre per il Legislativo speriamo in un buon numero di eletti». Quanto all’orientamento politico delle liste, a grandi linee, Crescendo Lema è incentrata soprattutto sulla volontà di far partecipare i giovani alla politica, Intesa per Lema raccoglie soprattutto centristi e liberali, mentre Forum Lema è di stampo più progressista. La lista UDC-Lega si spiega infine da sé.

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