Paradiso, per i minorenni una soluzione provvisoria

Dello stato dell’edificio in via Barzaghi 9 a Paradiso se ne parla ormai da un decennio. D’altronde, basta passarci vicino per notare come il palazzone non sia più, per usare un eufemismo, nel fiore degli anni. Pali di legno verniciati di grigio per puntellare i balconi, tondini di ferro per rinforzare i parapetti e, in generale, una sensazione che sì, quella palazzina è arrivata a fine vita. Motivo per il quale, ne avevamo riferito ieri, la Croce Rossa – che la utilizza dal 1991 e da alcuni anni come foyer per asilanti minorenni – e soprattutto il Cantone hanno deciso di anticipare il trasloco in un’altra struttura, sempre a Paradiso.
Centro di Camorino in ritardo
In una conferenza stampa convocata oggi, il capo dell’Ufficio dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati (URAR) Renzo Zanini e la direttrice della Sezione del Sottoceneri della Croce Rossa (CRSS) Debora Banchini Fersini hanno illustrato i motivi e le tempistiche che hanno portato a questa decisione. «L’idea iniziale era di abbandonare la struttura nel 2022 a favore del nuovo centro polifunzionale di Camorino», ha spiegato Zanini. Una struttura, lo ricordiamo, che sorgerà sopra il famigerato bunker finito sotto i riflettori mediatici diversi anni fa. Il cantiere, però, ha subìto dei ritardi e il centro non verrà edificato prima della seconda metà del prossimo anno. Per questo è stato necessario fare ancora capo al palazzone di via Barzaghi, che inizialmente ospitava una sessantina di minorenni e altrettante famiglie, mentre ad oggi dà alloggio prevalentemente a minori (una novantina).
Conscio dello stato dell’immobile, il Cantone ha concordato delle verifiche trimestrali da parte dell’Ufficio tecnico. «Nel rapporto di giugno 2024 non sono emerse criticità», ha proseguito Zanini. Diversa, invece, la situazione illustrata nel rapporto di ottobre, «che ci è stato inviato due settimane fa. Dallo stesso sono emersi dei campanelli d’allarme» che hanno spinto gli ingegneri a non ritenere più sicura la struttura, che andrebbe sottoposta a interventi di manutenzione». Interventi, va da sé, che né il Cantone né la Croce Rossa vogliono e possono effettuare, anche perché il Comune di Paradiso, proprietario dell’immobile, ha in programma di demolirlo. «In via prudenziale è stata cercata e trovata una soluzione in tempi rapidi», ha proseguito Zanini. «Oggi (mercoledì, ndr) è stato formalizzato il trasferimento, che avverrà domani (oggi per chi legge, ndr)». «Martedì pomeriggio abbiamo comunicato ai ragazzi lo spostamento, e la notizia è stata presa abbastanza bene», ha confermato al direttrice di CRSS.
Sotto la lente alcune strutture
Una soluzione, va precisato, temporanea. Cantone e CRSS avrebbero voluto utilizzare il palazzone in via Barzaghi almeno fino a luglio: lì si sarebbero aperte altre possibilità visto il trasferimento degli adulti nel nuovo Centro di Camorino. Gli ultimi sviluppi hanno richiesto una soluzione provvisoria, possibilmente nelle vicinanze «per non stravolgere la quotidianità degli ospiti». Ossia l’Hotel Dischma. Una struttura al centro di un progetto edilizio – il proprietario vorrebbe trasformarlo in un residence ed è in attesa della licenza edilizia per il cambio di destinazione – e con la quale il Cantone «collabora parzialmente già da alcune settimane». I ragazzi ci resteranno almeno fino al 31 gennaio, poi si vedrà.
«Stiamo analizzando alcune strutture che erano già sul tavolo per poi spostare i minorenni non accompagnati in strutture definitive, che diventeranno la loro casa fino al raggiungimento della maggiore età», ha spiegato Banchini Fersini. Più facile a dirsi che a farsi: il Cantone, infatti è costretto a districarsi tra soluzioni ideali ma costose. Soluzioni che richiedono una procedura edilizia che con ogni probabilità andrà incontro a ricorsi e soluzioni a basso costo in strutture non esattamente nuove. Un ginepraio.
«La struttura di Camorino non è pensata per alloggio di minorenni non accompagnati, ma per accogliere adulti e famiglie», ha affermato Zanini. «Oggi ci stiamo concentrando su soluzioni che riguardano tutto il cantone», dunque non circoscritte al Luganese. Il Cantone, lo ricordiamo, la scorsa settimana ha pubblicato sul Foglio Ufficiale una grida per la ricerca di strutture per alloggi per qualsiasi tipologia di persona relativa al settore dell’asilo, dal minorenne non accompagnato alla famiglia.