Agno

Un'arma, due colpi e diversi dubbi

La Procura ha disposto una perizia balistica per chiarire la dinamica del fatto di sangue del 7 agosto – L'uomo che sparò al figlio afferma che i proiettili sarebbero stati esplosi per errore dall'arma semiautomatica che imbracciava
©Chiara Zocchetti
Nico Nonella
15.02.2023 14:00

Due colpi, esplosi all’indirizzo del figlio 22.enne, presumibilmente dopo una discussione su una ingente somma di denaro sottratta dal giovane alla nonna. Era il 7 agosto 2022 e l’autore del fatto di sangue, il padre 50.enne, da allora si trova dietro le sbarre con l’accusa di tentato assassinio (e da dicembre è in regime di espiazione anticipata della pena).

Riguardo alla dinamica dei fatti, l’uomo afferma di non ricordare nulla e sostiene che i colpi sono partiti accidentalmente. Una versione che però non ha convinto gli inquirenti e il Ministero pubblico, ha riferito martedì la RSI, ha ordinato una perizia balistica al Forensisches Institut di Zurigo. E sul tavolo c’è anche una seconda perizia, psichiatrica, che ha ravvisato nel 50.enne una lieve scemata imputabilità.

A non convincere, come detto, è la versione dei colpi partiti per errore. Stando a quanto abbiamo potuto appurare, infatti, l’arma usata è un fucile semiautomatico di piccolo calibro. Dopo il primo colpo, il secondo viene incamerato automaticamente ma per sparare è necessario lasciare il grilletto per poi premerlo nuovamente (a differenza di un fucile automatico che continua a sparare finché il grilletto è premuto). Risposte arriveranno dalla perizia balistica, dovrà stabilire la distanza probabile del tiro e la posizione dei diretti interessati, oltre ovviamente a definire la tipologia dell’arma del delitto. E quindi come questa viene ricaricata.

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